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Una sala del Museo del Vino a Torgiano ideato da Giorgio Lungarotti e curato dalla moglie Maria Grazia.

La collezione di anfore romane.

Una coppa da vino firmata Jean Cocteau.

Una sala del Museo dell'Olio.

La sala del frantoio a forza idraulica.

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Parla la presidente del Movimento Turismo del Vino

Successi e obiettivi di un’apprezzata viticoltrice umbra

 

di Eugenia Sciorilli


Chiara Lungarotti. Nel sentir parlare Chiara Lungarotti del suo lavoro e delle sue cantine, emerge chiara una sensazione: non è soltanto una vocazione sulle orme del padre Giorgio, la sua, è anche uno stile di vita, quasi una filosofia. Tra il raffinato Relais Le Tre Vaselle e l’Azienda vinicola Lungarotti, ambedue a Torgiano, Chiara si sta anche impegnando a fondo, nel suo ruolo di presidente nazionale dell’Associazione Movimento Turismo del Vino, per dar vita a un impegnativo quanto prestigioso appuntamento che si svolgerà a Perugia dal 30 gennaio al 2 febbraio prossimi: la Conferenza Internazionale sul Turismo del Vino. E’, questo, lo spunto che mi porta a intervistarla:

Quale valore può assumere, per il mondo vinicolo italiano, la prossima Conferenza di Perugia?

I vigneti della tenuta di famiglia. È un evento dedicato all’enoturismo che riunisce, una volta l’anno, quelli che sono i massimi esperti della materia, da tutto il mondo, e che prevede anche una giornata di workshop con la presenza di 45 tour operator. Dopo Barcellona e Oporto, il Movimento Turismo del Vino si è imposto come main partner nel portare in Italia, e a Perugia, i maggiori professionisti del vino, della gastronomia e dei viaggi a livello internazionale. E’ l’ultimo traguardo raggiunto in ordine di tempo dalla nostra associazione, che nel corso degli anni è riuscita a estendere in maniera significativa l’enoturismo a un largo pubblico. Grazie alle cantine che aderiscono in tutta Italia, il visitatore è ben accolto, diventa un conoscitore per poi trasformarsi in divulgatore.

Come nasce la sua passione per il vigneto?

Le cantine Lungarotti. Nasce dalla straordinaria capacità di mio padre nel trasmettermi la sua passione per la terra. E oltre che essere un’appassionata, sono convinta che oggi un buon agricoltore debba impegnarsi per la sostenibilità. Nel caso specifico, il buon viticoltore mette a frutto e ottimizza tutte le potenzialità del terreno, per questo nelle nostre vigne scalziamo e poi rincalziamo il terreno almeno due volte l’anno, per permettere che le radici vadano in profondità, e siano quindi capaci di trovare acqua e nutrimento nel migliore dei modi. E’ per la stessa ragione che abbiamo allestito cinque capannine meteorologiche, e che impieghiamo concimi organici, prevalentemente letame. In fondo, ogni buon vino riflette l’impronta del produttore.

Che effetto le fa essere cresciuta e lavorare in Umbria?

La balsameria, botti per la produzione di condimento balsamico di uva. Sono particolarmente orgogliosa di essere umbra. Trovo che sia una regione dove la natura è ancora incontaminata, ma che ha anche sviluppato un turismo enogastronomico di eccellenza, e in cui tuttora esiste una grande qualità di vita. Ha un difetto: tutti la conoscono, ma pochi la pensano. La nostra sfida è di far sì che l’Umbria sia non soltanto conosciuta, ma anche pensata.

Spesso si associa il lavoro agricolo alla fatica, all’incognita. Per lei che cosa significa lavorare la terra?

Il Wine Shop. È la cosa più bella che mi potesse capitare. È poter vedere il frutto del proprio lavoro, toccarlo per mano, assaggiarlo. Non dimentichiamo che dal momento in cui si pianta una vite, occorrono poi almeno tre-quattro anni per produrre vino. La terra è qualcosa che viene prima di me, e starà ben oltre la mia presenza in questo mondo. Ci fa capire che siamo solo uno strumento di passaggio. Ci insegna pazienza, e una grande umiltà.

Quali obiettivi la animano, nel presiedere il Movimento Turismo del vino?

L'Osteria del Museo del Vino. Il principale obiettivo è di invogliare un pubblico nuovo a venire a vedere che cosa c’è dietro una bottiglia di vino. Già manifestazioni come “Cantine Aperte” e “Calici di stelle” hanno dato un grande impulso a tale consapevolezza. Recentemente abbiamo dato vita al “Sabato on Wine”, una serie di degustazioni e visite guidate in cantina che coincidono con il primo sabato del mese. Ciò che abbiamo in mente è di sviluppare sempre di più l’educazione al buon bere, affinché si pensi al vino non più come semplice alimento, ma come autentico “way of life”.

www.lungarotti.it

www.movimentoturismovino.it

www.iwinetc.com