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Storie di vampiri, veri e di fantasia

 

di Enrico Cerulli


La locandina italiana. Questo mese ci dedichiamo ai vampiri. Cominciamo con quelli che mette in scena Tim Burton nel suo ultimo film Dark Shadows. La storia è basata su una serie televisiva americana di fine anni ’60. I coniugi Collins, ricchi coloni inglesi, a metà del ‘700 sbarcano nel Maine, creando una cittadina che porta il loro nome e che vive basandosi su una fiorente attività di pesca e lavorazione del pesce. Del loro figlio Barnabas (Johnny Depp), ricco e bello, si innamora non ricambiata Angelique Bouchard (Eva Green), potente strega, che per vendetta gli uccide la fidanzata, lo trasforma in vampiro e lo rinchiude in una tomba.

Due secoli dopo, nel 1972, Barnabas viene liberato e scopre che l’impresa di famiglia è in declino, la sua città, Collinsport è dominata dalla strega Angelique e che il suo castello è in rovina. È abitato dai suoi discendenti e dal personale di servizio, personaggi uno più strampalato dell’altro. Barnabas dovrà dunque stringere di nuovo i legami con la nuova famiglia, in vista dello scontro finale con la strega Angelique. Questo racconto è messo in scena con un tripudio di immagini dal gusto barocco, molti effetti speciali, scenografie spettacolari e minuziose. C’è un mix straordinariamente ben riuscito di sentimentale, horror e humor, con un gusto per la gag e la trovata originale. Si capisce che il regista “si è voluto divertire” nel girare questa pellicola e il risultato, seppur non all’altezza per originalità e intensità rispetto ad altre sue opere, è comunque gradevole e divertente. In definitiva si passano due ore di spensieratezza ed allegria. Ma passiamo ora ad una storia di mostri e vampiri veri…

Johnny Depp nel ruolo di Barnabas Collins. (foto Warner Bros. Entertainment) La strega Angelique interpretata da Eva Green. (foto Warner Bros. Entertainment) Johnny Depp con Michelle Pfeiffer. (foto Warner Bros. Entertainment)

Helena Bonham Carter è la dottoressa Julia Hoffman. (foto Warner Bros. Entertainment) Bella Heathcote nei panni della tata Victoria. (foto Warner Bros. Entertainment) Il regista Tim Burton accanto al poster che ritrae Jonny Lee Miller interprete del personaggio di Roger Collins. (foto Warner Bros. Entertainment)

 

La locandina italiana. In Margin Call, film indipendente del regista J.C. Chandler, ci troviamo in una importante banca d’investimenti alla vigilia, inattesa, della crisi finanziaria del 2008. I dipendenti, in occasione di periodiche “ristrutturazioni” vengono licenziati su due piedi, senza nessun preavviso e con modi spicci. Ma il capo dell’ufficio vendite (Kevin Spacey) non se ne cura affatto, l’unico essere vivente a cui tiene è il suo cane, che purtroppo è malato. Uno dei dipendenti licenziati, però, lascia ad un collega più giovane un dossier in cui si prevede l’imminente scoppio della bolla finanziaria con conseguente fallimento della società.

Il giovane dipendente (Zachary Quinto) mette in allarme tutta la gerarchia aziendale fino al megadirettore (Jeremy Irons), che cinicamente decide di organizzare una gigantesca vendita di titoli tossici, al fine di trasferire la gigantesca perdita sui risparmiatori. Il film mette molto ben in luce il meccanismo alienante e disumano che domina tutta la moderna finanza: la vita e le speranze di milioni di persone vengono monetizzate, tutto viene trasformato in valore finanziario, al fine di alimentare un enorme meccanismo di compravendite che periodicamente, quasi fisiologicamente, sfocia in crisi. Significativo è il discorso finale del megadirettore-guru, che spiega come tutto questo sia da considerarsi come una legge divina, un destino ciclico dell’economia moderna. Che pochi (ricchissimi) potenti del pianeta periodicamente succhino ricchezza a milioni di persone comuni, aspettando che la riformino, almeno in parte, per poi dissanguarli nuovamente. Proprio come fanno i vampiri…

Kevin Spacey è Sam Rogers, capo dell'ufficio vendite. (foto 01 Distribution) Jeremy Irons nel ruolo del direttore della banca d'investimenti. (foto 01 Distribution) Stanley Tucci interpreta il dipendente licenziato Eric Dale. (foto 01 Distribution)

Zachary Quinto è il giovane analista Peter Sullivan. (foto 01 Distribution) Demi Moore nei panni della Signora Robertson. (foto 01 Distribution) Kevin Spacey tra Paul Bettany (a sinistra) e Zachary Quinto. (foto 01 Distribution)

Da sapere:
Al cinema consigliamo Marilyn di Simon Curtis, film drammatico, biografico, sull’indimenticabile diva americana, raccontato con gli occhi di Colin Clark, assistente alla regia del grande Laurence Olivier, che conobbe l’attrice sul set del film Il principe e la ballerina. Di tutt’altro genere è Il dittatore di Larry Charles, con Sacha Baron Coen, già protagonista di Borat. Prosegue il suo genere esilarante e dissacrante con la parodia di un dittatore vagamente somigliante a Saddam Hussein e Gheddafi. I sempre originali fratelli Manetti propongono invece Paura, film horror nostrano, disponibile anche in versione 3D.