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Il corpo centrale della Venaria Reale. (foto Bruga) Di questa reggia avevo uno strano ricordo: un posto grandioso, che doveva essere stato un magnifico simbolo del potere sabaudo, e nello stesso tempo un chiaro esempio di abbandono e trascuratezza del nostro patrimonio artistico. Nel 1998 infatti ebbi la ventura di visitarla con i lavori di restauro in corso e numerosi settori ancora fatiscenti e decaduti. Da quando però, nell’ottobre 2007, è stata riaperta al pubblico, è tutta un’altra storia: la reggia di Venaria Reale (www.lavenaria.it/web/), in breve Venaria, diventata uno dei siti più visitati d’Italia, stupisce per l’armonia tra il borgo di Venaria Reale, la reggia e i giardini, a formare l’”unicum” concepito dal suo primo progettista, Amedeo di Castellamonte.

Stucchi e dipinti all'interno del Palazzo. (foto Bruga) Nata nella seconda metà del ‘600 come sito di caccia del duca Carlo Emanuele II, il suo cantiere passò nel ‘700 nelle mani di Filippo Juvarra, che ha lasciato un segno inconfondibile nella luminosa galleria; qui è difficile non avere la sindrome di Stendhal per la ricchezza delle forme e decorazioni, mai sovrabbondanti o disarmoniche. Dopo aver visto altre regge, forse più famose, come quella vanvitelliana di Caserta o la spettacolare dimora di Luigi XIV a Versailles, non avrei immaginato che anche la sabauda Venaria potesse stupire per la sua bellezza e complessità.

La Galleria Juvarra. (foto La Venaria Reale) Piacevolissimi e immensi i giardini, peraltro molto curati, e segnati da percorsi d’acqua che si possono seguire anche su apposite gondole con prospettive particolarmente suggestive. Da non perdere sono le fondamenta del secentesco Tempio di Diana, forse luogo di amori clandestini, posto al termine del parco, purtroppo fatto smantellare nel ‘700 da Vittorio Amedeo II. Ma non è finita qui: non si può lasciare la Venaria senza aver gironzolato per il borgo antico, magari accompagnati da qualche guida esperta, per meglio assaporare le atmosfere di questo luogo speciale. E non poteva mancare un Centro di Arte e Cultura Culinaria all’interno della reggia, addirittura sul grissino piemontese (www.reggiavenariareale.it).

La Fontana d' Ercole. (foto Bruga) Se poi questa estate volete vivere un’esperienza davvero particolare, concedetevi qualcuno dei Piaceri Regali che la Venaria vi offre: le Domeniche da Re con danze, musiche e fiabe, oppure, sempre di domenica, nel Potager Royal (orto botanico con verdure e frutti storici regionali), le Merende Sinoire, pasti frugali, si fa per dire, ma sostanziosi, con cibi della tradizione piemontese, o ancora le Serate Regali, ogni venerdì, in cui sono offerti raffinati buffet. Insomma, c’è solo l’imbarazzo della scelta a coronare con la soddisfazione del palato il “pieno” di bellezza della Venaria!

La Grande Pescheria. (foto La Venaria Reale) Veduta d'insieme dei giardini. (foto Bruga) Il Giardino delle Rose. (foto La Venaria Reale)

Il Potager Royal. (foto Bruga) Il teatro d'acqua della Fontana del Cervo. (foto La Venaria Reale) Serate regali sulla terrazza. (foto La Venaria Reale)