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Nel 1712 nasceva a Venezia un grande pittore

 

di Eugenia Sciorilli


Insegna dell'Arte dei Coroneri, Venezia, Ca’ Rezzonico - Museo del Settecento Veneziano. (foto Fondazione Musei Civici Venezia)  Trecento anni fa nasceva, a Venezia, Francesco Guardi, l’ultimo grande vedutista del Settecento. Per rendergli omaggio, dal 28 settembre e fino al 6 gennaio 2013, il Museo Correr di Venezia gli dedica una straordinaria retrospettiva, curata da Alberto Craievich e Filippo Pedrocco con la direzione scientifica di Gabriella Belli.

Paesaggio fantastico, New York, Metropolitan Museum of Art. (foto The Metropolitan Museum of Art/ArtResource/Scala, Firenze) Questa mostra su Francesco Guardi, promossa dalla Fondazione dei Musei Civici di Venezia, si distingue per vari motivi: perché vanta una ricchezza di prestiti mai vista in precedenza, ad esempio, grazie a una particolare generosità di importanti istituzioni museali sia in Italia che all’estero, e perché forma un itinerario cronologico e allo stesso tempo tematico che si sviluppa attraverso settanta dipinti e altrettanti disegni di rara bellezza.

Sottoportico con cortile di Palazzo, The State Hermitage Museum, St. Petersburg. (foto The State Hermitage Museum /Vladimir Terebenin, Leonard Kheifets, Yuri Molodkovets) La formazione di Francesco Guardi avviene all’interno di una modesta bottega a conduzione familiare, dove tutti sono pittori, dal padre Domenico ai fratelli Nicolò e Antonio (mentre una sorella va in sposa a Tiepolo). Nessuno sarà in grado di raggiungere in vita, se non il successo, almeno una certa agiatezza. Dopo la morte, avvenuta nel 1793, sull’artista cade l’oblio, che soltanto i critici d’arte del Novecento riusciranno a eliminare.

Villa Loredan a Paese vista di fronte, Londra, collezione privata. (foto Ufficio Stampa Museo Correr) La prima parte dell’esposizione sarà incentrata sulla produzione di opere di figura, in particolare quelle scene di vita contemporanea ispirate alla pittura di costume in cui allora primeggiava Pietro Longhi. Poco dopo Francesco dà inizio a quella produzione di vedute, capricci e paesaggi di fantasia che sono alla base della sua fama e che costituiranno la seconda sezione della mostra.

Corteo di Gondole nel Bacino di San Marco, Boston Museum of Fine Arts. (foto Boston Picture Fund) Non è nota con certezza la data d’inizio del suo lavoro di vedutista, forse attorno al 1755, quando il pittore ha ormai più di quarant’anni e alle spalle la non esaltante carriera di figurista. Il momento più fortunato della sua attività artistica coincide con la seconda metà del diciottesimo secolo: nel 1764 Francesco Guardi riceve la commissione di due grandi vedute della Piazza di San Marco, eseguite per un “forestiero inglese”. Di poco successive le dodici tele delle Feste dogali, oggi al Louvre, che rivelano la forza trasfiguratrice e fantastica del pittore.

Tra i musei che hanno contribuito alla realizzazione della mostra, prestando opere in loro possesso, l’Accademia Carrara di Bergamo, la Gemäldegalerie di Berlino, il Museum of Fine Arts di Boston, la Fondazione Gulbenkian di Lisbona, la National Gallery di Londra, la Fondazione Thyssen-Bornemisza di Madrid, la Pinacoteca di Brera e il Museo Poldi Pezzoli di Milano, l’Alte Pinakothek di Monaco, il Metropolitan Museum of Art di New York, il Musée du Louvre di Parigi, l’Ermitage di San Pietroburgo, la National Gallery di Washington.

www.correr.visitmuve.it

 

Il ponte di Rialto,Toulouse, Musée des Augustins. (foto Daniel Martin) Veduta del Canal Grande con San Simeone Piccolo e Santa Lucia, Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza. (foto Museo Thyssen-Bornemisza) Il bacino di San Marco,The Metropolitan Museum of Art. (foto Scala Firenze) Il doge di Venezia sul Bucintoro a San Nicolò del Lido il giorno dell'Ascensione, Paris, Musée du Louvre. (foto RMN/Louvre/Béatrice Hatala)

La Piazzetta verso la Libreria, äldegalerie der Akademie der bildenden Künste Wien. (foto Vienna Gemaldegalerie) La porta dell'Arsenale, London, The National Gallery. (foto National Gallery) Il doge di Venezia assiste alla festa del Giovedì grasso in Piazzetta, Paris, Musée du Louvre. (foto RMN/Louvre/Béatrice Hatala) L'uscita del Doge in Piazza San Marco, Dépôt au Musée de Grenoble. (foto Musée de Grenoble)