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Una diva del cinema molto reale e toccante,
un simpatico e divertente divo della cucina

 

di Enrico Cerulli


La locandina italiana. La prima scelta di questo mese è il bel lavoro d’esordio del regista Simon Curtis, Marilyn, tratto dai diari di Colin Clark. Questo rampollo di nobile famiglia, spinto dalla passione per il cinema, ebbe la fortuna di incontrare e conoscere la diva americana nel 1957, sul set inglese de Il principe e la ballerina, interpretato e diretto dal regista e attore Sir Laurence Olivier. Il giovane, in qualità di assistente alla regia, ebbe modo di documentare il burrascoso e difficile rapporto che si instaurò tra il navigato ed esperto attore inglese e la diva americana, molto scostante e con serie difficoltà di concentrazione. Ma non solo, c’è molto di più. Forse per la prima volta viene messo in risalto il lato umano di Marilyn Monroe, donna all’epoca trentenne, all’apice di una fulgida carriera professionale, ma con un passato e un presente sentimentale disastroso. Da poco sposata con il commediografo Arthur Miller, scopre, leggendo i suoi appunti, che non la ama e che anzi la considera la causa della sua perdita di ispirazione letteraria. È continuamente contornata da una corte di personaggi che la isola dal mondo e che sono interessati soltanto a che “funzioni” come attrice. Per questo motivo si preoccupano di tenere a bada il suo malessere psicologico con gli psicofarmaci.

In questo panorama affettivo desolante il giovane Clark è il solo che provi per la diva una sincera empatia e Marilyn questo lo intuisce subito, cercando di tenerlo vicino a sé nel modo che meglio conosce: la seduzione. Nel film si vede una donna alla ricerca disperata di calore umano, che però non sa e non può prescindere dal ruolo di diva che si è costruito e che la fa vivere. Finite le riprese del film, Marilyn farà ritorno in America, ma il ricordo di questa eccezionale, quanto insana diva, avrà toccato profondamente sia il giovane Clark, che l’anziano e affermato Laurence Olivier. Marilyn è certamente un’opera di ottimo livello, sia per sceneggiatura che per fotografia. Molto convincente è anche la recitazione degli attori, su cui svetta, per l’intensità con cui interpreta Marilyn, Michelle Williams. Insomma è una pellicola da vedere, un’oasi nell’aridità di proposte cinematografiche di questa torrida estate.

Michelle Williams interpreta Marilyn Monroe. (foto Lucky Red) Michelle Williams con Dougray Scott nel ruolo di Arthur Miller. (foto Lucky Red) Una scena del film con Michelle Williams, Dougray Scott, Julia Ormond nella parte di Vivien Leight e Kenneth Branagh (dietro) nel ruolo Laurence Olivier. (foto Lucky Red) Kenneth Branagh, in alta uniforme, interprete del personaggio di sir Laurence Olivier. (foto Lucky Red) Michelle Williams con Eddie Redmayne nella parte di Colin Clark. (foto Lucky Red)


La locandina italiana. Pour s’amuser abbiamo invece visto Chef, commedia francese del regista Daniel Cohen, con Jean Reno nelle vesti di un’affermata star dell’alta gastronomia, e Michaël Youn, in quelle di un giovane e promettente cuoco in cerca di successo.

Alexandre Lagarde, questo è il nome dello chef famoso, dopo anni di successi e riconoscimenti, è in crisi, è divorziato e la proprietà del suo ristorante lo vuol licenziare, per sostituirlo con un cuoco che propina la “cucina molecolare”, molto più in voga della vecchia cucina tradizionale francese. Jacky Bonnot invece, pur possedendo uno straordinario talento culinario, per vivere si arrangia con lavori di ogni tipo, anche perché ha una compagna con un figlio in arrivo. La sorte farà incontrare i due che, insieme, guideranno una singolare e divertente riscossa della buona cucina francese (in versione modernizzata) contro i fautori (guarda caso inglesi e spagnoli) della improbabile e tecnologica cucina molecolare. La bravura e la duttilità di Jean Reno, con l’apprezzabile spalla dello sconosciuto Michael Youn sono in definitiva gli elementi su cui si regge tutto il film. Difetta invece la sceneggiatura, che seppur non priva di un suo equilibrio, è un po’ troppo scontata. In particolare si sarebbe potuta prestare maggiore attenzione alla narrazione dei rapporti sentimentali dei due cuochi, che nella pellicola sono trattati in modo piuttosto banale (quello del giovane Bonnot), oppure appena abbozzati (quello di Lagarde). Questo non avrebbe di sicuro appesantito una pellicola che in totale dura solamente 84 minuti. Una scelta della produzione? Peccato, per un film simpatico, ma non pienamente riuscito.

Jean Reno in un fotogramma del film. (foto Videa-CDE) Jean Reno è lo chef Alexandre Lagarde. (foto Videa-CDE) Michael Youn nel ruolo del cuoco Jacky Bonnot. (foto Videa-CDE) Alexandre Lagarde (jean Reno) e Jacky Bonnot (Micheal Youn) danno una lezione di cucina sotto la Tour Eiffel. (foto Videa-CDE)

 

Da sapere – Quest’estate, purtroppo, le novità da vedere scarseggiano decisamente. Nelle arene estive o nei cinema d’essai che rimangono aperti consigliamo di cercare i film della passata stagione (consultate pure i numeri precedenti di questa rubrica). Per gli irriducibili in cerca di novità proponiamo due pellicole americane del genere fantastico: The amazing Spiderman di Marc Webb, quarto film sul supereroe dei fumetti, e Biancaneve e il cacciatore, riedizione in chiave fantasy della favola per bambini.