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Un libro una città: MONTREAL

La versione di Barney” di Mordecai Richler (Adelphi)


di Bruga

Il dvd del film tratto dal romanzo di Mordecai Richler, distribuzione Medusa. La copertina della sedicesima edizione de  La versione di Barney, Adelphi Edizioni. Giramondo lo è certamente, il grande Barney Panofsky inventato da Richler poco prima della sua morte improvvisa e tutto sommato prematura, ma buona parte di questo celebre libro, uno dei maggiori successi letterari degli ultimi anni, si svolge a Montreal, la piacevole metropoli simbolo del Canada francofono, cioè del Québec. Nel libro non c’è solo il tifo sfegatato di Barney per la locale squadra di hockey sul ghiaccio, ma tante descrizioni della vita e delle abitudini dei cittadini di Montreal, e dunque “La versione” dovrà assolutamente entrare nella valigia di chi volesse approfittare degli ottimi collegamenti estivi fra Italia e Québec per scoprire questo angolo di Nord America.

Il centro storico di Québec City. (foto Bruga) Se avete tempo, oltre a Montreal non trascurate le balene e il fiordo di Tadoussac, né la bella capitale Québec City, e magari spingetevi fino al vicino stato del New Brunswick (principalmente anglofono, ma con una certa tradizione anche francofona), con le sue spettacolari maree e le aragoste…

Se invece potete dedicare solo qualche giorno a questa parte del Canada, perchè magari siete attirati dalla meravigliosa Vancouver sulla costa occidentale, allora dedicate a questo strano concentrato di gusto europeo e di architettura statunitense almeno quattro o cinque giorni.

La chiusa di San Lorenzo a Montreal. (foto Bruga) Le cose da vedere non mancano, ma c’è anche un’atmosfera da cogliere: nelle colorate stazioni della metropolitana come nella orgogliosa rivendicazione della francofonia (il Museo di Pointe-à-Callière - www.pacmuseum.qc.ca - è esemplare in questo senso, e vi aiuta rileggere la conquista dell’America del nord come una storia prettamente francese, dal Québec fin giù a New Orleans, da Saint Louis fino all’Idaho). Senza trascurare l’ottima cucina franco-americana, che potete provare anche nell’elegante ristorante gestito dagli studenti della scuola alberghiera della città (www.ithq.qc.ca). Da vedere, dunque, il Museo di Belle arti (www.mmfa.qc.ca) o quello di Arte contemporanea (www.macm.org), ma anche chiese come la centralissima Basilica di Notre-Dame, la collina detta Plateau Mont Royal, gli impianti - all’epoca avveniristici- delle Olimpiadi del 1976, e poi le chiuse lungo il fiume San Lorenzo, sul quale si possono anche fare delle crociere più o meno lunghe.

L'esterno del Museo Pointe-à-Callière. (foto Bruga) Sono numerosi i quartieri e le zone da visitare: li trovate su qualsiasi guida. Arrivateci con la metropolitana e poi andate a zonzo per un po’, giusto per entrare in sintonia. Poi, se avete individuato una meta specifica (un mercato, un negozio, un museo), raggiungetela e visitatela, ma non trascurate neppure bar e ristoranti, sempre invitanti.

Fino al 7 luglio, poi, un’ulteriore possibilità di scoprire Montreal sotto una luce insolita è offerta dal Jazz Fest, prestigiosa manifestazione internazionale giunta alla trentatreesima edizione (www.montrealjazzfest.com).

Per l’alloggio, ecco un albergo di classe, centrale e non eccessivamente costoso, con un’ottima colazione e accesso a internet: si chiama Lhotel (www.lhotelmontreal.com), è nato nel 1870 come sede di una banca ed è stato da poco ristrutturato.


La Biosfera, museo dedicato all'ambiente naturale situato sull'Ile Sainte Héléne. (foto Bruga) Le vetrate colorate del Palazzo dei Congressi. (foto Bruga) La manifestazione internazionale estiva Montreal Jazz Fest. (foto Bruga)

La notte bianca al Museo d'Arte Contemporanea. (foto Macm/Martine Doyon, Partenariat du Quartier des spectlacles) L'esterno del Lhotel. (foto Lhotel) Il ristorante dell'Ithq, Institut de Tourisme et d'Hotellerie Québec. (foto Ithq)


Fresco di stampa
La copertina di Essere Bob Lang.Dal Quebec all’isola di Cipro: è un percorso che suggeriamo ai lettori di Travel Carnet, sul piano della fantasia naturalmente, visto che è appena arrivato in libreria l’ultimo romanzo di Diego Zandel: “Essere Bob Lang” (Hacca Edizioni). Come scrive Giuseppe Pederiali, l’autore ci offre vari livelli di lettura: “All’inizio ci troviamo dentro un perfetto meccanismo thriller, con protagonista Bob Lang, giornalista d’assalto, e lo scenario di Cipro dove servizi segreti, mafia russa e avventurieri assortiti sono a caccia di una preziosa icona greca”.
Non manca, naturalmente, una donna splendida e sensuale. Ma questo è solo l’inizio…
Commenta sempre Pederiali: “Unico autore italiano autenticamente mediterraneo e mai provinciale, in questo romanzo Diego Zandel spazia con disinvoltura tra Roma, Cipro e il Medio Oriente”.

Pagg. 232, prezzo: 14 euro