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di Asiul

La discesa di Montalbano da Ragusa verso Ibla. (foto Bruga) Ragusa, Ibla (l’antica Ragusa), Camilleri, Montalbano: un’associazione di idee e immagini ormai quasi automatica per moltissime persone in Italia e non solo! E, in effetti, la particolare discesa da Ragusa verso Ibla tra palazzi barocchi più o meno restaurati di un caldo color ocra è un must nell’epopea senza fine del commissario più famoso d’Italia.

L’omogeneità architettonica di Ibla e i tanti edifici settecenteschi della “nuova” Ragusa sono il risultato della ricostruzione dopo il terribile terremoto del 1693, che causò decine di migliaia di morti. Gli edifici simbolo delle due città tra loro affrontate, la chiesa di San Giovanni a Ragusa e quella di San Giorgio a Ibla, segnano con la loro maestosità il tessuto urbanistico tardobarocco di questi due particolari centri storici. Indubbiamente Ibla è più fascinosa e compatta, oltre che meglio conservata: dal Duomo di San Giorgio, svettante su una piazza in pendenza, la prospettiva è davvero suggestiva e l’insieme appare come una quinta teatrale.

Piazza Duomo. (foto Bruga) Andando avanti verso il Corso 25 Aprile, s’incontra sulla sinistra un palazzo neoclassico piuttosto insolito, il Circolo di Conversazione, costruito a metà dell’Ottocento dall’aristocrazia locale per conversare e passare il tempo (l’otium degli antichi Romani), senza essere disturbati. Un’idea straordinaria: sarebbe bello, in un’epoca virtuale come la nostra, potersi incontrare anche oggi con gli amici in carne e ossa in un luogo dedicato solo allo stare insieme!

Subito dopo il Circolo, su una traversa si apre un gioiello della fine del Settecento, il Teatro di Donnafugata (www.teatrodonnafugata.com), una vera bomboniera con soli 95 posti, i cui proprietari organizzano ogni anno una pregevole stagione di rappresentazioni.

Particolare della facciata del Duomo. (foto Bruga) La bellezza di Ragusa-Ibla è anche la sua vicinanza al mare: la marina di Ragusa ci riserva belle spiagge e ampie possibilità di relax. Per non parlare dei dintorni, degni di soste anche prolungate, da Scicli a Modica, che con il suo cioccolato è una vera calamita gastronomica.

Torniamo però a Ragusa-Ibla, dove c’è la possibilità di soggiornare in antichi palazzi molto ben restaurati; ho provato il De Stefano Palace Hotel (www.destefanopalacehotel.com), nella “nuova” Ragusa, che consiglio per il suo charme, il comfort e gli ottimi dolci della colazione. Ma qui è difficile sottrarsi alle tentazioni della gola; un indirizzo per tutti: Gelati DiVini (www.gelatidivini.it) in Piazza Duomo a Ibla, dove potrete gustare deliziosi gelati al vino: Nero d’Avola, Brachetto, Passito di Pantelleria….. Ho anche assaggiato una fragrante brioche al pistacchio e mandorla, che vi raccomando caldamente. E per fare una full immersion nel mondo ibleo, non trascurate “L’isola nell’isola – tradizioneria iblea” (www.isolanellisola.it), a pochi passi dal Duomo di San Giorgio, dove vi attendono leccornie enogastronomiche e mirabili esemplari dell’artigianato locale. Cosa aspettate per partire?

 

Interno della Chiesa delle Anime Sante.  Campanile della chiesa di Santa Maria dell'Itria. (foto Bruga) La sala del Teatro Donnafugata. (foto Bruga) La decorazione del soffitto del Teatro Donnafugata. (foto TrikeLight)

La reception del De Stefano Palace Hotel. Le tipiche ceramiche antropomorfe dell'Isola nell'Isola-tradizioneria iblea. (foto Bruga) L'esterno della gelateria Gelati diVini.  L'enoteca di Gelati diVini.