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di Asiul

 

Il porto turistico di Camogli. (foto Bruga) Perché questa definizione, che risale a metà dell’Ottocento, per un borgo (si fa per dire) di pescatori? Non lo credereste, ma Camogli, circa due secoli fa, aveva una flotta più ampia di quella di Genova e ben cinquecento capitani diplomati, su una popolazione di dodicimila abitanti! D’altronde, il suo tipico assetto urbanistico, con i palazzi d’epoca di colori diversi, sarebbe dovuto alla necessità di identificare facilmente la propria casa per i suoi uomini di mare che rientravano nel golfo del Tigullio.

Uno scorcio della spiaggia. (foto Bruga) E oggi, nonostante qualche bruttura degli anni sessanta e settanta e il turismo anche di massa, per la vicinanza non solo a Genova, ma ad altre grandi città del Nord, come Milano e Torino, Camogli rimane un luogo dal fascino particolare per almeno tre buone ragioni: la passeggiata mare con il porticciolo di pescatori, la vicinanza alla baia di San Fruttuoso, le leccornie della sua gastronomia.

La basilica di Santa Maria Assunta. (foto Bruga) Incominciamo dalla Cooperativa Pescatori (www.camogliedintorni.it/CoopPescatori.html), che ancora resiste, e che con una trentina di soci riesce a rifornire di pesce freschissimo la ristorazione della zona fino a Genova. Grazie anche a questa Cooperativa, sopravvive la pesca delle acciughe, il cosiddetto pane del mare, uno dei cardini della cucina camogliese e ligure in generale. Io ho avuto la fortuna di fare addirittura una verticale di acciughe, dall’antipasto al dolce!

Il borgo sul lungomare. (foto Bruga) Per chi ha buone gambe consiglio la camminata fino alla baia di San Fruttuoso (www.sanfruttuoso.eu), per fortuna al riparo dal traffico veicolare; l’unica alternativa ai nostri piedi è la barca, che ci consente di ammirare la costa fino a questo gioiello naturalistico, e non solo. Arrivati infatti alla baia, ci si potrà non solo rilassare e, se il tempo lo consente, farsi un bel bagno, ma anche visitare una magnifica abbazia medievale, oggi di proprietà del Fondo Ambiente Italiano (FAI). Insomma, una vera chicca in un contesto peraltro da favola, il Parco Naturale Regionale di Portofino.

La pasticceria e focacceria Revello.  E veniamo al terzo motivo, che, forse, da solo giustifica una gita a Camogli. Oltre alle acciughe che qui cucinano in tutti i modi, non potete non assaggiare due altre prelibatezze: la focaccia al formaggio di Recco (Camogli è nel territorio dell’Indicazione Geografica Protetta di questo prodotto davvero unico) e i cosiddetti camogliesi, dolcetti inventati circa quarant’anni da un pasticcere della zona, il cui punto vendita è imperdibile. Si tratta di Revello (www.revellocamogli.com), dove potrete trovare non solo i camogliesi, ma anche i deliziosi amaretti del Golfo Paradiso e tante altre leccornie, anche salate, compresa la focaccia di Recco. A proposito di questa, vi consiglio di mangiarla appena sfornata: vi si squaglierà in bocca!

E se volete fare un pranzo o una cena con vere ricette liguri, un posto che raccomando in assoluto è il Ristorante Rosa in via Jacopo Ruffini 13 (www.rosaristorante.it), dove converrebbe andare anche solo per la magnifica vista panoramica. Comunque, pure la vostra gola avrà la sua giusta ricompensa!

La terrazza del Ristorante Rosa. L'abbazia medievale di San Fruttuoso. (foto Sanfruttuoso.eu/Twice25/GFDL) Particolare dell'interno dell'abbazia di San Fruttuoso. (foto Sanfruttuoso.eu/Twice25/GFDL)