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A 150 anni dalla nascita di Auguste Lumière

 

di Eugenia Sciorilli

 

Auguste (a sinistra) e Louis Lumiére in un'immagine del 1895. Il mese di marzo è coinciso spesso con la consegna dei Premi Oscar, le celebri statuette della cinematografia mondiale. Quest’anno, poi, per quanti amano il cinema c’è un anniversario importante da festeggiare: i 150 anni dalla nascita di Auguste Lumière, nato a Besançon nel 1862 e primogenito dei leggendari fratelli Lumière, gli inventori della macchina da presa, quel cinématographe che brevettarono il 13 febbraio 1894.

 

 

Un americano a Parigi, dvd realizzato dalla Warner Home Video. Andiamo allora indietro negli anni… Approdiamo alla 24sima edizione della cerimonia degli Oscar: era il 20 marzo 1952. Nella cornice del RKO Pantages Theatre di Los Angeles, la conduzione della serata era stata affidata a Danny Kaye, uno dei più popolari attori comici dell’epoca. Trionfa “Un americano a Parigi”, di Vincente Minnelli, che si aggiudica il riconoscimento come miglior film, per i migliori soggetto e sceneggiatura (firmata da Alan J. Lerner), per i migliori costumi, la migliore fotografia e la migliore scenografia a colori.
Un americano a Parigi” è davvero una pietra miliare nella storia del cinema, considerando il fatto che avrebbe fatto da antesignano ai grandi musical degli anni Cinquanta e Sessanta; non è un caso che il già citato Lerner avrebbe formato con Frederick Loewe un’accoppiata vincente di Broadway e Hollywood (e spero che vi dica qualcosa My Fair Lady…).

Liz Taylor e Montgomery Clift sulla copertina del dvd di Un posto al sole, Paramount Home Entertainment.

 

Sempre quella sera del ’52, viene premiato più volte anche un capolavoro del filone drammatico: si tratta di “Un posto al sole”, che si aggiudica l’Oscar per la migliore regia – di George Stevens – e anche quelli per il miglior montaggio, la migliore fotografia e i migliori costumi in bianco e nero.

 

 

Dvd in edizione speciale Warner Chez Videoglobe del film Chariots of Fire, Momenti di gloria. Ci spostiamo a trenta anni fa, per la precisione alla sera del 29 marzo 1982, quando al Dorothy Chandler Pavilion di Los Angeles si tiene la 54sima edizione di questa prestigiosa premiazione, condotta per l’occasione da Johnny Carson, noto presentatore americano. La giuria sceglie come miglior film, un po’ a sorpresa, “Momenti di gloria”, di Hugh Hudson, una toccante vicenda che si lega a una storia vera – due studenti dell’Università inglese di Cambridge che si preparano per partecipare alle Olimpiadi di Parigi del 1924 – e che viene ricordato ancora oggi per la splendida colonna sonora di Vangelis, anch’essa premiata naturalmente. A “Momenti di gloria” andarono anche i premi per la migliore sceneggiatura originale e i migliori costumi.

 

Reds, dvd realizzato dalla Paramount Home Entertainment in occasione del 25° anniversario del film. Quel 1982 lo vogliamo ricordare anche per la statuetta consegnata al nostro grande Vittorio Storaro, autore della fotografia per il film “Reds”, cui toccò l’Oscar per la miglior regia che portava la firma di Warren Beatty, e che lavorò per quella stessa pellicola anche come attore protagonista, affiancato da una Diane Keaton in stato di grazia. Ambedue gli attori ottennero la nomination, ma vennero sconfitti da due autentici mostri sacri come Katharine Hepburn e Henry Fonda, i protagonisti della commedia “Sul lago dorato”.

 

Jodie Foster e Anthony Hopkins protagonisti de Il silenzio degli innocenti, Metro Goldwyn Meyer. Dieci anni più tardi, il 30 marzo 1992, sempre al Dorothy Chandler Pavilion di Los Angeles, l’attore Billy Cristal conduce una cerimonia dominata da un film che mette d’accordo critica e pubblico: “Il silenzio degli innocenti”, tratto dall’omonimo romanzo di Thomas Harris. Il film conquista cinque ambite statuette: come miglior film dell'anno, per la miglior regia (Jonathan Demme), per il miglior attore protagonista (Anthony Hopkins), per la migliore attrice protagonista (Jodie Foster) e la migliore sceneggiatura non originale (Ted Tally).

 

Oscar italiano per Mediterraneo, film di Gabriele Salvatores premiato nel 1992 come miglior film straniero.

 

Quella stessa notte noi italiani viviamo un momento emozionante: viene riconosciuto come miglior film straniero “Mediterraneo” di Gabriele Salvatores, interpretato da uno strepitoso cast in cui primeggia Diego Abatantuono. Quella indimenticabile storia ambientata nella seconda guerra mondiale ottiene con indiscutibile merito l’apprezzamento dei giurati. Dopo Salvatores, soltanto Benigni avrebbe ottenuto lo stesso lusinghiero giudizio in una notte da Oscar.