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di Enrico Cerulli


La locandina originale. La locandina italiana. “Lo sai dove lo trovi un tetraplegico?.. Nello stesso posto dove l’hai lasciato!”
Questa è una delle tante battute, scherzi e giochi cui Driss, giovane senegalese, sottopone Philippe, il miliardario paralizzato al quale fa da badante, e di cui è diventato amico. In qualsiasi altro contesto sarebbero parole di pessimo gusto, terribili da dire, anche solo da pensare. Non qui, non in questo film.

I registi francesi Olivier Nakache ed Eric Toledano, partendo da una storia vera, riescono, in maniera veramente originale, a raccontarci di un’amicizia singolare e profonda. Philippe è un uomo ricchissimo, che ha avuto molto dalla vita, per poi perdere tutto: prima il suo più grande amore, la moglie e poi, a seguito di un incidente, anche la libertà di vivere una vita normale. La sua ricchezza gli consente sì, di sopravvivere, ma in mezzo all’ipocrisia e alla freddezza dei numerosi collaboratori e parenti, interessati solo ai suoi averi. Driss invece è un giovane della banlieue, poco istruito, pregiudicato, che sopravvive grazie al sussidio di disoccupazione e possiede soltanto la vitalità, la spavalderia e la forza fisica tipiche della sua età.

I registi francesi Eric Toledano e Olivier Nakache. (foto Medusa film) I due si incontrano, si sfidano, si scontrano. Pian piano si conoscono, condividono gioie ed angosce, si scambiano i loro diversissimi bagagli di esperienze e di cultura. Al termine della storia si stimeranno, nutriranno l’uno verso l’altro un profondo affetto. Alla fine i due diversi, intoccabili proprio come nel titolo originale (Intouchables), finiranno per venirsi incontro, i due estremi si toccheranno.

Francois Cluzet nei panni del miliardario Philippe.(foto Medusa film) Omar Sy nel ruolo di Driss. (foto Medusa film) La sceneggiatura dona a questo film, che i registi definiscono né commedia, né dramma, il giusto ritmo. Gli attori, François Cluzet e Omar Sy in particolare, danno un’ottima prova di interpretazione. Alla buona riuscita della pellicola contribuiscono anche l’ottima fotografia di Mathieu Vadepied – stupendi sono i suoi panorami e le vedute a volo d’uccello – e la colonna sonora. Oltre a pezzi di disco anni ’70 e di musica classica, ci sono brani originali del compositore e pianista Ludovico Einaudi. La sua musica è un altro attore protagonista del film, capace di donare a certe scene un’intensità difficilmente raggiungibile in altri modi.

Per concludere un’altra battuta che Philippe rivolge ad un suo parente che lo sta informando dei precedenti penali di Driss. Contiene in sé tutto il senso del film. Suona pressappoco così: “Lo vedo, a volte si dimentica persino che sono disabile, mi tratta per quello che sono e non ha pietà di me. Ed è per questo che lo voglio con me, perché non voglio qualcuno che abbia pietà di me”.

 

Una scena del film. (foto Medusa film) Francois Cluzet e Omar Sy. (foto Medusa film) Cluzet e Omar Sy in un fotogramma del film. (foto Medusa film) I due protagonisti con Anne Le Ny. (foto Medusa film)


Da sapere:
Numerose le novità al cinema questo mese. Segnaliamo nel genere drammatico Gli sfiorati di Matteo Rovere, Un giorno questo dolore ti sarà utile di Roberto Faenza e il surreale L’arrivo di Wang, di Marco e Antonio Manetti. Il toccante documentario Cesare deve morire dei fratelli Taviani. Per gli amanti del genere ci sono ben due thriller girati e prodotti in Italia: Colour from the dark di Ivan Zucconi e Native di John Real. Il 30 marzo uscirà nelle sale l’ultima opera di Marco Tullio Giordana, Romanzo di una strage, quella di Piazza Fontana a Milano nel 1969.