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Un percorso in Maremma, su una delle più celebri vie consolari romane


di Asiul

La villa padronale dell'Antica Fattoria la Parrina. (foto Bruga) L'area della Parrina dedicata alla colazione. (foto Bruga) La statale Aurelia ha sempre evocato nella mia memoria la spider che porta fuori Roma Vittorio Gassman e Jean-Louis Trintignant nel mirabile film “Il sorpasso” di Dino Risi. Nonostante il finale drammatico, quello scatto di libertà nell’Italia degli anni ’60 mi è rimasto “appiccicato” addosso, tanto che ogni volta che percorro questa bella strada da Roma verso la Maremma provo emozioni positive di bellezza e leggerezza.
Ma l’Aurelia è anche il punto di partenza per vagabondaggi verso il mare o verso l’interno, che riservano quasi sempre chicche un po’ nascoste e sorprendenti. Ecco un itinerario insolito che, se vi capita, vi raccomando in ogni stagione, soprattutto quella autunnale.

Il pecorino stagionato di produzione della fattoria. (foto La Parrina) Un piatto tipico della Parrina. (foto Bruga) La sala ristorante. (foto La Parrina) La camera a due letti. (foto La Parrina) Venendo da sud, superato lo svincolo per Orbetello, dopo pochi chilometri, a destra dell’Aurelia si stacca la strada provinciale 128 Parrina, che prende nome da una grandissima tenuta agricola, che è anche un agriturismo di antiche origini. Entrare nella fattoria “La Parrina” (www.parrina.it) significa immergersi in una natura rigogliosa e in un vero ambiente agricolo, dove si produce di tutto, dalla frutta agli ortaggi, dai formaggi al vino. L’accoglienza della proprietaria Franca Spinola, che preferisce il titolo di medico a quello nobiliare, è affettuosa e di gran classe, i piatti cucinati dallo chef Roberto sono semplici e genuini, la villa padronale, con le camere degli ospiti, ha una dimensione familiare, i sentieri sono numerosi e rilassanti, lo spaccio è ricco di prodotti gustosi e naturali. Insomma, questa antica fattoria è un gran bel posto sia in estate, quando la calura non dà tregua, che nelle altre stagioni, essendo il contatto con la natura diretto e immediato.

Un antipasto tipico del ristorante Il Palazzaccio. (foto Bruga) Il ristorante allestito sotto il portico dell'agriturismo Il Palazzaccio. Continuando lungo la provinciale 128, s’imbocca la statale 323 e dopo alcuni chilometri si arriva in vista delle mura di Magliano in Toscana: siamo nel territorio di un vino accattivante e oggi molto trendy, il Morellino di Scansano (www.stradavinimaremma.it/doc/morellino-di-scansano/). Il paesaggio è dolce e la campagna è ben curata, senza essere troppo “da vetrina turistica”. Proseguendo in direzione di Scansano, dopo una breve salita, si arriva in un delizioso borgo medievale fortificato, Pereta, così chiamato per l’estesa produzione di pere diffusa nel passato. Tramite una bella porta ad arco, si entra nel nucleo antico più esterno con viuzze strette e tranquille e alcune chiese di pregio. Superata la cerchia di mura più interna, si arriva ai piedi della cosiddetta torre dell’orologio, alta 29 metri e risalente al quattrocento. Siamo sul culmine del colle su cui sorge il paese, che invita alla quiete e al relax. Naturalmente non mancano in giro piacevoli agriturismi; tra i tanti raccomando “Il Palazzaccio” (www.agriturismoilpalazzaccio.eu), da cui si gode una vista sconfinata fino all’Argentario e all’isola del Giglio e dove potrete gustare ottimi piatti a base di pesci e frutti di mare, grazie alla passione dei proprietari originari di Porto Santo Stefano. Per chi poi è cacciatore, questo agriturismo è un’ottima base di partenza per le battute che vorrà organizzare, anche se noi preferiamo altri passatempi!

Lo stemma del borgo di Pereta. (foto Bruga) La Torre dell'Orologio di Pereta. (foto Bruga) Panorama dall'agriturismo Il Palazzaccio a Magliano.