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di Eugenia Sciorilli

Rossana Podestà alla presentazione del suo libro a Milano. (foto IPP) Poco più di un anno fa, a metà settembre del 2011, si spegneva Walter Bonatti, il più grande alpinista ed esploratore italiano del ventesimo secolo, stroncato da un tumore al pancreas (che i medici avevano scoperto appena tre mesi prima). Non appena la notizia della sua morte viene diffusa, emerge la bellezza e la salda forza della sua storia d’amore trentennale con Rossana Podestà, che i più conoscono come una famosa attrice. La sua vera vita, invece, Rossana l’ha spesa dal 1981 fino allo scorso anno in simbiosi con il suo grande Walter.

Rossana Podestà con il giornalista della Gazzetta dello Sport Sandro Filippini. (foto IPP)I mesi successivi alla scomparsa di Walter Bonatti, Rossana Podestà li trascorre – anche per combattere lo straziante lutto che la sovrasta – a mettere ordine nell’archivio sconfinato di Walter Bonatti, a ripercorrere così le tappe esaltanti della sua avventura umana. Il frutto di questo amoroso impegno è uno splendido volume illustrato, appena uscito da Rizzoli e intitolato “Walter Bonatti una vita libera. Immagini, oggetti e memorie”, a cura, appunto, di Rossana Podestà.

Il libro Walter Bonatti una vita libera, Rizzoli 2012. Il numero di settembre 2011 di Vanity Fair nel quale appare un'intervista a Rossana Podestà. Quasi in coincidenza con il primo anniversario della morte di Bonatti, la Sala Montanelli di Via Solferino a Milano si è riempita di gente per una presentazione del libro, che ha visto proprio Rossana Podestà nel ruolo di protagonista. “Walter era pieno di sfaccettature, mi sorprendeva sempre”, ha dichiarato in quell’occasione Rossana Podestà, che ha ricordato anche quell’intervista di tanti anni fa in cui a un certo punto le venne chiesto con chi volesse andare in un’isola deserta. “Ho detto senza tanto pensarci: Walter Bonatti. E lì ho dato una svolta alla mia vita. È stata la frase più importante che io abbia mai pronunciato”.

Il Monte Bianco, montagna  molto amata da Rossana e da Walter. (foto Dariuz Borghigiano) Avendo appreso quella risposta, infatti, Bonatti le chiese di incontrarla. Con il dettaglio che sbagliò luogo dell’appuntamento: il 2 giugno 1981, anziché ai piedi dell’Ara Coeli (una splendida basilica romana che sovrasta il Campidoglio) si fermò con la propria vettura davanti all’Altare della Patria, e dopo un paio di ore Rossana Podestà lo trovò lì, mentre si affannava a difendere “la postazione” dal giustificato assalto dei vigili.

Uno scorcio del deserto Gilf el Kebir. (foto Znm/Dreamstime.com) Da allora, tre decenni di viaggi, di scalate, di avventure straordinarie in sperduti angoli del pianeta, sempre insieme, accomunati dalla passione reciproca e da quella per la natura, per le vette incontaminate, per le bellezze che questa Terra sa regalare. Da una pagina del libro curato per Rizzoli, Rossana Podestà ci fa sapere che il loro ultimo viaggio insieme, nel dicembre 2010, è stato forse il più bello. Avevano raggiunto il deserto egiziano di Gilf el Kebir, confinante con la Libia e il Sudan; un deserto dalla sabbia impalpabile, dai colori che non avevano nulla da invidiare a quelli di un caleidoscopio, e con un cielo spettacolare. E chiude quel ricordo meraviglioso con queste parole: “Tornati a casa, Walter parlava di questa esperienza come una delle più belle vissute. Sarà la sua ultima”.

Si ringrazia il giornalista Sandro Filippini (Gazzetta dello Sport) per aver cortesemente concesso le foto di Rossana Podestà in occasione dell’evento alla Sala Montanelli.