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di Asiul

L'arrivo a Lastovo. (foto Bruga) Per la prima volta “Spigolature” va all’estero, ma nemmeno tanto, visto che Lastovo, uno dei dieci paradisi del Mediterraneo secondo il World Wildlife Fund (WWF), nella sua lunga storia è stata anche un po’ italiana, precisamente tra le due guerre mondiali del secolo scorso.

Io l’ho scoperta a luglio di questo anno durante una vacanza nella Dalmazia meridionale. Affascinata dalla sua posizione solitaria, ho preso il traghetto a Korčula, altra fantastica isola, e dopo due ore di mare azzurrissimo con meno di dieci compagni di viaggio, sono sbarcata in questa specie di finis terrae, per scoprire poi di essere a sole 60 miglia dal Gargano!

La baia di Lucica. (foto Bruga) In realtà, pare che non pochi italiani conoscano questa meraviglia: una persona del luogo mi ha detto che nel mese di agosto tanti nostri connazionali arrivano per mangiare le aragoste locali, una delle attrattive del posto, a quanto pare. Secondo me però l’assoluta peculiarità di Lastovo è la presenza di una sorprendente ghost town rinascimentale, punteggiata dai caratteristici antichi camini, che ha il suo culmine in una deliziosa piazza segnata dall’armoniosa chiesa dei Santi Cosma e Damiano e da una’elegante loggia, vestigia del suo passato veneziano-raguseo.

Un tratto di costa. (foto Bruga) Non manca la memoria italiana del Novecento con le forme razionaliste dell’attuale municipio; tutt’intorno si è immersi in un silenzio profumatissimo per la rigogliosa macchia mediterranea, purtroppo da noi quasi completamente scomparsa. Insomma, un posto che piacerebbe senz’altro al regista Gabriele Salvatores: la piazza centrale di Lastovo sembra fatta apposta per una partita di calcio come quella indimenticabile del film premio Oscar “Mediterraneo”.

Il vecchio borgo. (foto Bruga) Non poteva mancare l’antico castello trasformato in una stazione meteorologica, da cui si gode un panorama mozzafiato, dopo un’ascesa che sarebbe meglio fare a temperature più miti di quella, intorno ai 35 °C, che ho sperimentato questa estate. Però, che delizia immergersi nelle acque trasparenti di una delle baie (Sveti Mihovil) dell’”isola imperiale”, come la chiamavano gli antichi Romani, per giunta vicino alla suggestione di un antico lazzaretto diroccato usato nel passato a scopo contumaciale!

La piazzetta centrale. (foto Bruga) Se ci si vuole poi tuffare “dove l’acqua è più blu”, non c’è che l’imbarazzo della scelta; Lastovo è circondata da 46 isolotti verdissimi e praticamente disabitati, un vero paradiso per chi ama le immersioni. Ho lasciato Lastovo con grandissimo rammarico, ripromettendomi di tornare per qualche giorno, anche per sperimentare le notti nel faro di Struga all’ingresso della baia di Skrivena Luka. Un bellissimo tramonto mediterraneo mi ha però scacciato la tristezza per aver lasciato troppo presto un posto da sottolineare nel taccuino dei ricordi più belli.

www.lastovo.hr

 

La Chiesa dei Santi Cosma e Damiano. (foto Bruga) La Loggia. (foto Bruga) Le rovine del Lazzaretto. (foto Bruga) Uno scorcio del borgo, sullo sfondo il Castello.

La salita al Castello. (foto Bruga) Un caratteristico camino. (foto Turismo Lastovo) Piatti tipici. (foto Turismo Lastovo) Il romantico tramonto. (foto Bruga)