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Una sosta gourmet in Val di Chiana, patria della Chianina


di Asiul

La Valdichiana: chi non la conosce? Non foss’altro che per il casello autostradale della Firenze-Roma! Però, non molte persone forse sanno che per più di 60 chilometri si snoda una delle più intriganti piste ciclabili del Bel Paese: il cosiddetto sentiero della bonifica, lungo il Canale Maestro della Chiana da Arezzo a Chiusi, in provincia di Siena (www.sentierodellabonifica.it). È un percorso non solo naturalistico, ma anche sulle tracce dell’opera e della fatica dell’uomo.

I tetti rossi di Monte San Savino. (foto Bruga) La Porta Fiorentina a Monte San Savino. (foto Bruga) La Loggia dei Mercanti. (foto Bruga) Palazzo del Monte San Savino. (foto Comune di San Savino)

Non sempre, infatti, la Valdichiana è stata così come la vediamo oggi. Nella sua lunga e travagliata storia, questa bella valle divenne a un certo punto, in epoca medievale, anche zona paludosa, per poi essere oggetto di intense opere di bonifica a partire dal XVI secolo, con cambiamenti sostanziali della sua idrografia.

Comunque siano andate le cose, oggi è un vero scrigno di bellezze paesaggistiche, allevamenti pregiati, leccornie enogastronomiche, splendori artistici. Uno dei suoi simboli è ovviamente la Chianina, che, prima di essere una bistecca, è soprattutto un vitellone, noto come gigante bianco. Non ce ne vogliano i vegetariani, ma lungo la valle possiamo incontrare coltissimi esperti dei tagli di questa squisita carne, considerati meno nobili della bistecca, ma assolutamente da rivalutare, perché ottimi per il palato e meno salati per le nostre tasche, aspetto da non sottovalutare in tempo di crisi.

Aldo Iacomoni accanto alla sua specialità, la porchetta. (foto Bruga) La gustosa porchetta di Aldo Iacomoni.(foto Bruga) Pecorino e tartufo della Val di Chiana. (foto Sentiero della bonifica) Mucche di razza chianina. (foto Bruga)

Abbiamo incontrato uno di questi sapienti macellai a Monte San Savino, che non è solo un’uscita autostradale, ma un paese piacevolissimo a poco più di 300 metri, patria dello scultore e architetto rinascimentale Andrea Sansovino, di cui si possono apprezzare alcune opere mirabili, come la Loggia dei Mercanti. Ma torniamo al nostro macellaio: imperdibile la sua bottega e l’annesso punto di degustazione in Piazza Gamurrini; si tratta di Aldo Iacomoni, la cui porchetta, nota in tutta la valle e anche al di là dei suoi confini, è protagonista di una delle sagre più popolari nel mese di settembre.

Un'opera della Betolle ChianinArt. (foto Bruga) Versione tricolore di una mucca in legno alla ChianinArt. (foto Bruga) Il centro storico disseminato di mucche in legno dipinto alla ChianinArt. (foto Bruga)

Parlare con Aldo, per patiti di carne e non, è un’esperienza particolare: nelle sue mani nessun pezzo della Chianina si perde, per poi essere valorizzato al massimo nella cucina di sua moglie, Giorgina. Noi abbiamo assaggiato un peposo strepitoso, piatto strong dei “fornacini”, gli uomini che lavoravano nelle fornaci della valle del Greve in provincia di Firenze, preparato con il muscolo della Chianina, oltre al vino rosso Chianti e al pepe nero. Ma la Chianina può essere anche una sorprendente fonte di ispirazione artistica, come nella manifestazione ChianinArt a Bettolle (Sinalunga, Siena), con la geniale reinterpretazione del gigante bianco, cui il centro senese dedica una gustosa fiera ogni anno agli inizi di giugno (www.amicidellachianina.it).

E se volete assaggiare un’autentica bistecca di Chianina, ecco un indirizzo da tenere a mente: ristorante Betulia di Nicola Masiello, Via Vittorio Veneto 21, Bettolle-Sinalunga.

Andateci: non ve ne pentirete!