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di Eugenia Sciorilli

 

La mostra “I Macchiaioli per l’Orangerie”, in calendario dal 1° febbraio al 17 marzo presso il Centro Matteucci per l’Arte Moderna di Viareggio, e l’esposizione sul tema “Impressionismo e plein air. Da Corot a Van Gogh”, che il Museo Thyssen Bornemisza di Madrid ospita dal 5 febbraio al 12 maggio, sono due significative proposte per accostarsi ad altrettanti movimenti pittorici di notevole richiamo e di assoluto fascino.

 

A Viareggio con i Macchiaioli

Una curatissima selezione di 15 opere destinate alla mostra “I Macchiaioli 1850-1877. Gli impressionisti italiani?”, che il Museo dell’Orangerie di Parigi presenterà al pubblico dal 9 aprile al 22 luglio, è il fiore all’occhiello del Centro Matteucci per l’Arte Moderna che ha sede a Viareggio. Va ricordato che proprio a Parigi i Macchiaioli allacciarono contatti con esponenti di spicco dell’Impressionismo, e alcuni addirittura si trasferirono nella Ville Lumière.

Telemaco Signorini, Santa Maria dei Bardi a Firenze . 1870. (foto Studio Esseci/Istituto Matteucci Viareggio) Silvestro Lega, Il villino Batelli lungo l'Affrico – 1863. (foto Studio Esseci/Istituto Matteucci Viareggio) Odoardo Borrani, Il 26 aprile 1859 in Firenze – 1861. (foto Studio Esseci/Istituto Matteucci Viareggio) Silvestro Lega, Le bambine che fanno le signore – 1872. (foto Studio Esseci/Istituto Matteucci Viareggio) Giuseppe Abbati, Il pittore Stanislao Pointeau – 1863 circa. (foto Studio Esseci/Istituto Matteucci Viareggio) Giovanni Boldini, Ritratto di Mary Donegani – 1869. (foto Studio Esseci/Istituto Matteucci Viareggio) Telemaco Signorini, La luna di miele – 1862/1863. (foto Studio Esseci/Istituto Matteucci Viareggio) Vincenzo Cabianca, Il mattino o Le monachine – 1861/1862. (foto Studio Esseci/Istituto Matteucci Viareggio)

Tra le opere più interessanti presenti alla mostra “I Macchiaioli per l’Orangerie”, da segnalare due tele di Signorini: “Santa Maria dei Bardi” e “La luna di miele”. Di notevolissimo interesse artistico anche dipinti come “La passeggiata al muro torto” di Puccinelli, il “Ritratto di Mary Donegani” di Boldini, “Le monachine” di Cabianca, “Le bambine che fanno le signore” di Lega. Si è spesso parlato di un possibile parallelismo tra il grande movimento capeggiato da Monet, Pissarro e Degas e il gruppo del Caffè Michelangiolo, e la mostra organizzata dal Centro Matteucci conferma le tante affinità tra queste due correnti artistiche tra le più raffinate dell’arte moderna.

Date: 1° febbraio – 17 marzo 2013

www.centromatteucciartemoderna.it

 

A Madrid con gli Impressionisti

Rocce, montagne, alberi. E poi fiumi e laghi, nubi e cielo, mare: sono queste le sezioni tematiche che compongono il tessuto di un’importante esposizione al Thyssen Bornemisza di Madrid curata da Juan Ángel López. La mostra “Impressionismo e plein air. Da Corot a Van Gogh” intende gettare luce sulla pratica di dipingere all’aria aperta così tanto amata dai protagonisti di quella corrente pittorica, anche come fattore di trasformazione e modernizzazione dell’arte di quel periodo storico.

Camille Corot, La cascata delle Marmore a Terni – 1826 circa. (foto Roma, BNL BNP Parisbas Group Collection) Charle-Francois Daubigny, Rovine del Castello Gaillard – 1877. (foto Collection Centraal Museum Utrecht) Pierre-Auguste Renoir, Bassa marea, Yport – 1883. (foto Micheal Agee/Sterling and Francine Clark Art Institute of Wulliamstown, Usa) Vincent Van Gogh, Paesaggio sotto un cielo agitato  -1889. (foto Fondation Socindec, Courtesy Fondation Pierre Gianadda de Martigny, Suisse) Claude Monet, Pioppi sulle rive dell'Epte, crepuscolo  - 1891. (foto Museum of Fine Arts, Boston) Paul Cézanne, Bosco con rocce -1893. (foto Kunsthaus Zurich) Joaquin Sorolla, Tormenta sopra Penalara, Segovia – 1906. (foto Fundaciòn Sorolla, Madrid) Ferdinand Hodler, Il Niesen visto da Heustrich – 1910. (foto Martin P.Buhler/Kunstmuseum Basel)

La mostra riunisce circa cento capolavori, che coprono un vasto arco temporale: si parte da tele dipinte nel 1780 per arrivare a dipinti datati 1900. Coinvolti tutti i grandi maestri dell’Impressionismo, insieme ad altri celebri nomi come Turner, Constable, Corot, Rousseau, Courbet, e naturalmente Van Gogh. Non è soltanto un percorso didascalico, ma una vera e propria chiave di lettura di quella che è stata la grande rivoluzione artistica nell’Ottocento: uno sguardo nuovo, totalmente diverso rispetto al passato, verso la luce e il paesaggio, con una gamma straordinaria di soluzioni plastiche adottate da ogni singolo autore.

Date: 5 febbraio – 12 maggio 2013

www.museothyssen.org