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Un libro una città: MARSIGLIA
"La trilogia di Fabio Montale – EDIZIONI E/O


di Bruga

La chiesa di Notre Dame de la Garde. (foto Bruga) Il porto vecchio. (foto Office de Tourisme et des Congres Marseille) Un grande scrittore che, nei romanzi noir come questi della “Trilogia”, così come nelle altre opere, ha raccontato in termini straordinariamente vivaci e coinvolgenti Marsiglia. La città gli ha dedicato una piazza e un liceo: era il minimo che si potesse fare per l’autore che, nato da padre salernitano e madre francese nel 1945 e morto prematuramente nel 2000, ha riportato Marsiglia nella letteratura mondiale, oltre un secolo dopo “Il conte di Montecristo” di Dumas. Tenete presente che, per Izzo, “Marsiglia non è una città per turisti. Non c'è niente da vedere. La sua bellezza non si fotografa. Si condivide. Qui, bisogna schierarsi. Appassionarsi”. Parere autorevole, ma forse un po’ datato: nel 2013, infatti, la seconda città della Francia, insieme a Kosice in Slovacchia, ha ottenuto il titolo di capitale culturale d’Europa, e si sta rifacendo il trucco con ottimi risultati, anche se con un certo affanno …

L'edificio residenziale de La Cité Radieuse di Le Corbusier. (foto Bruga) L'interno della cupola di Notre Dame de la Garde. (foto Bruga) Come succede anche da noi, a Marsiglia sono in ritardo di qualche settimana: ai primi di gennaio una grande festa ha dato il via a questo Anno della Cultura, ma i grandi edifici d’autore che daranno il segno della novità e ridisegneranno una buona parte del lungomare sono ancora in costruzione. In primavera, tuttavia, chi farà un salto nella metropoli troverà in funzione la Villa Méditerranée dello Studio Boeri (www.stefanoboeriarchitetti.net) e gli adiacenti MUCEM - Museo delle Civilizzazioni dell’Europa e del Mediterraneo (www.mucem.org) e il Museo “Regards de Provence” nella vecchia stazione sanitaria, chiusa qualche anno fa (www.museeregardsdeprovence.com).

La reception del Mama Shelter, hotel disegnato da Philippe Stark. (foto Mama Shelter) Non è tutto, perché a un paio di chilometri di distanza, a ridosso nella zona portuale dove stanno sorgendo grattacieli come quello di Zaha Hadid e dove è già avvenuto lo spettacolare recupero dei vecchi magazzini ( il complesso dei Docks), aprirà con un leggero ritardo anche il FRAC-Fondo Regionale d’Arte Contemporanea (www.fracpaca.org) . A far da collante fra tutte queste opere, una rete di trasporti pubblici moderna e funzionale: due linee di metropolitana e due di tram su corsia protetta, tantissimi autobus nuovi, puliti e colorati, che coprono un territorio comunale vastissimo, e consentono (al modico prezzo dell’abbonamento per uno o più giorni) di visitare anche i dintorni della città.

La Villa Méditerranée dello Studio Boeri. (foto Bruga) Etuve Ouverte, macchinario recuperato dagli artisti Dominik Barbier e Anne Van den Steen  per l'esposizione permanente al Musée Regards de Provence. (foto Fondation Regards de Provence) La sala del ristorante Les Arsenaulx. (foto Les Arcenaulx) L'angolo lettura del ristorante Les Arcenaulx. (foto Bruga)

Ecco qualche consiglio pratico: come albergo, uno dei più simpatici è il Mama Shelter disegnato da Philippe Stark e dunque assai originale e di tendenza, ma anche centrale e solo leggermente caro (www.mamashelter.com). Ne esiste un gemello a Parigi. Quello di Marsiglia è a dieci minuti dalla rinnovata stazione ferroviaria, e a cinque minuti dalla metro Notre Dame du Mont, affianco alla quale trovate anche due indirizzi ottimi per mangiare: “ Mina Kouk” in rue Fontange 21 per couscous e dolci magrebini (www.minakouk.com) e “Le Goût des Choses” per una sana cucina francese creativa ma non troppo (http://legoutdeschoses.fr/). Nella zona del porto, da segnalare il classico “Les Arcenaulx” ( originale ristorante con annessa meravigliosa libreria, che offre centinaia di libri tutti su Marsiglia e dintorni (www.les-arcenaulx.com), oppure il più creativo “César Place“, nel quale vi consiglio di provare il menù definito “Di ritorno dal mercato”, aperto da cinque o sei antipasti a sorpresa (www.restaurant-cesarplace.com). Vi assicuro che ne vale la pena!

Un punto vendita dei variopinti savons de Marseille. (foto Bruga) La piccola pasticceria magrebina del Mina Kouk. (foto Mina Kouk) L'interno del César Place. (foto Bruga) La città è descritta dai suoi detrattori come una specie di inferno metropolitano, pieno di pericoli di ogni genere: in realtà, anche se la cronaca registra ogni tanto qualche delitto eccellente e nella polizia sono state individuate numerose mele marce, per il turista bastano gli accorgimenti consigliati in qualunque grande città di mare … Per il resto, le sorprese sono solo positive: gli appassionati di architettura, oltre ai nuovissimi edifici già citati, non potranno trascurare lo straordinario edificio residenziale di Le Corbusier, dal nome che è tutto un programma: la Cité Radieuse (1952) (www.marseille-citeradieuse.org). Ci si arriva facilmente, anche se è un po’ in periferia, dalle parti dell’altrettanto celebre stadio Vélodrome dell’Olimpique, e si può visitare, sia nella parte destinata ad alberghi, ristoranti e negozi ( il terzo piano), sia nel terrazzo, che in una bella giornata offre un panorama straordinario. Panorama che compete con quello offerto dalla Basilica di Notre-Dame de la Garde (www.notredamedelagarde.com), costruita alla metà dell’ottocento in una posizione che domina tutta la città, le isole del golfo, l’Estaque (www.estaque.com) e i famosi Calanques, nei quali vi accompagnerò fra un mese.

www.marseille-tourisme.com/it/