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A Milano, la nuova mostra di Palazzo Reale è dedicata per i prossimi sei mesi a Modigliani e alla Collezione Netter. A Francoforte, invece, le ultime opere da Manet a Kippenberger sono il tema dell’esposizione accolta dalla Schirn Kunsthalle fino al 2 giugno 2013.

MODIGLIANI, SOUTINE E…
Il quartiere parigino di Montparnasse agli inizi del Novecento era un luogo magico per gli artisti: l’atmosfera bohemienne ben si addiceva allo stile di vita di tutti quei pittori e intellettuali che da ogni parte d’Europa si erano lì rifugiati per trarne ispirazione. Amedeo Modigliani era arrivato a Parigi nel 1906, sentendo che quello era il luogo dove sarebbe riuscito a “salvare il suo sogno”. Fino al prossimo 8 settembre, Palazzo Reale rievoca l’esaltante, anche se tormentata, vicenda artistica di Modigliani con la mostra “Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti. La Collezione Netter”, curata da Marc Restellini che nel presentarla ha dichiarato: “Queste opere non sono state mostrate al pubblico da più di settant’anni, e oggi ricompaiono come per magia, come uscite da un altro mondo”.

Aizik (Alphonse) Feder, Ritratto di donna – 1915. (foto Pinacothèque de Paris/Fabrice Gousset) Amedeo Modigliani, Ritratto di Jeanne Hébuterne – 1918. (foto Pinacothèque de Paris) Amedeo Modigliani, Ritratto di ragazza dai capelli rossi – 1918. (foto Pinacothèque de Paris) Amedeo Modigliani, La bella spagnola o Madame Modot – 1918. (foto Collezione privata Torino Società Culturale Subalpina)  Chaim Soutine, La pazza – 1919 circa. (foto Pinacothèque de Paris/Fabrice Gousset, André Derain)

Sono oltre 120 le opere esposte: oltre a Modigliani, sono presenti Soutine, Utrillo, Derain, Suzanne Valadon, Kisling e molti altri. Parigi è per tutti un rifugio e allo stesso tempo una fonte preziosa d’ispirazione. I loro luoghi d’incontro sono le cantine e le bettole d’infimo ordine: le condizioni di vita sfiorano l’indigenza, ma a spingerli ad andare avanti è la consapevolezza che le loro opere stanno trasformando per sempre i canoni estetici. Un ruolo di primo piano, nel far emergere il loro genio pittorico, è ricoperto in quegli anni da Jonas Netter, un appassionato d’arte che diventa con il passar degli anni uno straordinario collezionista.

www.mostramodigliani.it

* * *

DA MANET A KIPPENBERGER
Quattordici artisti riuniti in sette sale espositive, che accolgono circa cento capolavori: è il biglietto da visita della mostra “Ultime opere da Manet a Kippenberger” che la Schirn Kunsthalle di Francoforte propone ai visitatori. Suddivise per temi e non per cronologia, le opere presentate coinvolgono, oltre ai due pittori già citati, artisti come Monet, Matisse, Jawlensky, O’ Keeffe, Picabia.

Ciascuna delle sale ospita due autori, in un confronto affascinante di creatività ed espressione artistica. Molti dipinti rappresentano “un nuovo inizio di una tarda età”, se non proprio l’ultima opera firmata in vita. Alcuni quadri testimoniano l’emergere di nuove prospettive, come nel caso dell’ottantenne Georgia O’ Keeffe, mentre la tematica “variazione e ripetizione” è alla base del binomio Giorgio De Chirico – Andy Warhol.

www.schirn.de

Edouard Manet, Bouquet di peonie – 1882. (foto Collezione privata)  Alezej von Jawlensky, Meditazione n. 287 – 1934. (foto Museum Wiesbaden) Henri Matisse, Le Lagoon – 1947. (foto U. Edelmann - Städel Museum - Arthotek/ VG Bild-Kunst)

Georgia O`Keeffe, The Beyond – 1972. (foto Georgia O’Keeffe Museum / Artists Rights Society/Santa Fe/Art Resource/Scala, Florence Willem de Kooning, Senza titolo VIII – 1986. (foto Collezione privata/The Willem de Kooning Foundation/ VG Bild-Kunst) Martin Kippenberger, Senza titolo – 1996. (foto Collection Pierre Darier/Mamco, Genf - I. Kalkkinen, Genf/Estate Martin Kippenberger)