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Un libro una città: Marsiglia e dintorni
“Respiro corto” di Massimo Carlotto (Einaudi)


di Bruga

La copertina del libro di Massimo Carlotto, Einaudi Collana Stile Libero Big. Non solo Izzo: anche il nostro Massimo Carlotto ha recentemente ambientato un romanzo noir nella seconda città francese, mostrandone aspetti che non sono certo i più adatti ad attirare i turisti … In realtà il 2013, con i nuovi edifici e gli eventi legati al titolo di Capitale culturale europea, rappresenta l’occasione ideale per mettere da parte i pregiudizi e godersi questa bella metropoli sul mare, con un clima piacevole e tanti luoghi interessanti. Oltre agli edifici moderni o di avanguardia, già visti nel precedente articolo, merita un giro approfondito il Vecchio Porto, una profonda insenatura a V dalla quale si raggiungono facilmente da un lato il quartiere antico del Panier e dall’altro la splendida chiesa di Saint Victor oppure il parco e il palazzo del Pharo.

Della cattedrale La Major e del Panier trovate tutto sulle guide: è il caso però di consigliare con forza lo spazio espositivo della Vieille Charité (www.vieille-charite-marseille.org), un complesso costruito alla metà del Seicento per ospitare gli indigenti e da qualche anno sede di esposizioni permanenti (soprattutto sulle culture degli altri continenti) o temporanee, come alcune mostre legate all’anno della cultura (www.mp2013.fr). Per esempio, fino al 15 aprile potete visitare due mostre di grande fascino: “Vestiges” del grande fotografo Joseph Koudelka, che ha ripreso in bianco e nero centinaia di siti archeologici di tutto il Mediterraneo, e “Il tesoro dei Marsigliesi a Delfi”.

Veduta d'insieme del Vecchio Porto. (foto Bruga) La cattedrale La Major. (foto Bruga) Un vicolo dell'antico quartiere del Panier. (foto Bruga)

Alle spalle del Panier c’è un quartiere altrettanto popolare, chiamato Belle de Mai, che ospita una fabbrica trasformatasi in centro espositivo di arte contemporanea, teatro e ristorante: La Friche, anch’essa meritevole di una visita (www.lafriche.org).

La chiesa di Saint Victor è spettacolare dall’esterno (sembra una fortezza), ma ancor più bella internamente: da vedere assolutamente la parte sotterranea, che mostra tutte le sovrapposizioni che hanno portato alla configurazione attuale. A qualche metro trovate un forno storico, che dai tempi della Rivoluzione sforna i celebri biscotti a forma di nave aromatizzati agli agrumi, le navettes, da provare (www.fourdesnavettes.com). Proseguendo sulla litoranea, si arriva al parco pubblico del Pharo, che prende il nome da un edificio ora in fase di restauro, ma bello da vedere anche solo esternamente. Dal parco si gode di una vista splendida su tutto il porto, sul Panier e sui Docks ristrutturati, fino al grattacielo di Zaha Hadid. A nord del quale, con un autobus urbano si arriva facilmente all’Estaque, piccolo borgo marinaro che fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del secolo scorso attirò Cézanne e altri grandi pittori, i quali hanno immortalato su tela molti scorci del paesino e della costa.

L'esterno della chiesa di Saint Victor. (foto Bruga) L'interno della chiesa di Saint Victor. (foto Bruga) Alla Vielle Charité la mostra Il tesoro dei Marsigliesi a Delfi. (foto Bruga) Il complesso della Vielle Charité. (foto Bruga)

Sempre con gli autobus urbani, andando per una ventina di chilometri verso sud in direzione Cassis, si raggiungono i celebri Calanchi, da poco inseriti all’interno dell’omonimo Parco nazionale (www.gipcalanques.fr). Anche in questo caso, scorci meravigliosi di rocce bianche e piccoli fiordi, punteggiati ogni tanto da villaggetti di pescatori come Goudes. E se superate Cassis e arrivate fino a La Ciotat, la migliore conclusione dell’escursione, prima di andare a tavola, sarà sul lungomare davanti al monumento ai fratelli Lumière, che resero celebre il paese filmando, nel 1895, l’ingresso del treno nella sua stazioncina (www.parks.it/world/FR/parco.nazionale.calanques/index.php).

www.marseille-tourisme.com

Il ristorante del quartiere Belle de Mai. (foto Bruga) Uno scorcio dei Calanchi. (foto Bruga) Cap Canaille.(foto Patrick Guzik/gipcalanques.fr)