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Firenze: all’improvviso l’Annunciazione del Beato Angelico!

 


di Asiul

Il chiostro di Sant'Antonino nel convento di San Marco. (foto Bruga) Andare a Firenze è sempre un’esperienza intensa ed emozionante: nessuna città come questa consente di fare una full immersion, nel vero senso del termine, nel Rinascimento, con le sue armoniose simmetrie e geometrie, la semplicità delle linee, l’umanesimo imperante che è anche umanizzazione dell’arte. C’è però un luogo per me particolarmente evocativo e quasi sospeso, dove torno con piacere, rinnovando emozioni e suggestioni. È il convento domenicano di San Marco (www.polomuseale.firenze.it), luogo di vita e di lavoro di Giovanni da Fiesole, meglio conosciuto come Beato Angelico, autore, non da solo, della mirabile Una sala del Museo di San Marco. (foto Polo Museale Fiorentino) decorazione pittorica di questo luogo, pervaso ancora da un grande misticismo.

In questo convento-museo tutto ci parla del Beato Angelico: le figure essenziali, i colori efficaci, la prospettiva perfetta, la tensione didattica delle sue opere. Ma è salendo al piano delle celle dei frati che ci si imbatte, senza aspettarselo, alla sommità della scala, in uno degli affreschi, a mio avviso, più spettacolari: Uno scorcio della facciata dello Spedale degli Innocenti. (foto Bruga) l’Annunciazione del corridoio nord. Nella sua spiritualità e discrezione l’angelo si impone per le ali coloratissime, che attirano l’attenzione dello spettatore, quasi distraendolo dalla bellissima immagine della Madonna che, modesta e un po’ interdetta, accoglie l’annuncio che le sconvolgerà la vita. Molti affreschi simili si possono ammirare nei diversi locali del convento, che fu anche luogo di predicazione di un altro famoso frate domenicano, quel Girolamo Savonarola, impiccato e bruciato sul rogo come eretico alla fine del Quattrocento. Oggi a San Marco si possono visitare le stanze del Savonarola, custodite quasi con venerazione, insieme ai suoi cimeli.

Naturalmente a Firenze c’è moltissimo da vedere e penso non basti una vita per conoscere questo tesoro a cielo aperto. Mi permetto solo di consigliare un altro luogo a me molto caro, vicino al convento di San Marco: la piazza della Santissima Annunziata, massima espressione dell’armonia rinascimentale. Qui c’è solo l’imbarazzo della scelta, tra la basilica con la cupola di Leon Battista Alberti, lo Spedale degli Innocenti del Brunelleschi, che fu il primo orfanotrofio europeo, e di fronte la cinquecentesca Loggia dei Servi di Maria, a cui mise mano un altro grande architetto del Rinascimento, Antonio da Sangallo il Vecchio.

Come sempre, nel mio girovagare, sono molto attenta alle esigenze della carne. Ecco quindi un indirizzo dove sarete accolti con grande familiarità e troverete nelle proposte gastronomiche un pezzo di Versilia: Il Barretto, Via del Parione 50r (www.ilbarretto.it). Difficili da dimenticare l’insalatina di carciofi, tonno e bottarga, la pepata di cozze e soprattutto la nuvola leggera (si fa per dire) di formaggio, cantucci e vinsanto. Se poi avete un budget più sostenuto, non perdete la cucina di tradizione, con tocchi innovativi e sofisticati, dello chef stellato Vito Mollica; sarà anche l’occasione per ammirare gli spazi del Four Seasons Hotel Florence e del suo delizioso giardino (www.fourseasons.com).

www.firenzeturismo.it

 

Rilievo in terracotta invetriata bianca e azzurra di Andrea della Robbia. (foto Bruga) Le arcate della Basilica della Santissima Annunziata. (foto Bruga) La Loggia dei Servi di Maria. (foto Bruga) Lo storico ristorante Il Barretto. (foto Il Barretto) La sala interna del Barretto. (foto Il Barretto) L'ingresso del Four Seasons Hotel. (foto Bruga) La sala ristorante del Four Seasons Hotel. (foto Bruga) Le creazioni dello chef Vito Mollica. (foto Bruga)