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di Asiul

Il porticciolo di Trani. (foto Bruga) Estate 1996: il passaggio per Trani fu in qualche modo obbligato dai morsi della fame durante l’attraversamento della Puglia per giungere a Brindisi e imbarcarsi per la Grecia. Il pasto fu frugale in un paese quasi fatiscente con la magnifica cattedrale, solitaria nella sua bellezza e un po’ decaduta, in un contesto a tratti inquietante.

Estate 2012: sempre di passaggio a Trani, ma questa volta per incontrare dei cari amici ed ecco che lo splendore di una città rinata mi colpisce nel suo biancore quasi accecante. Dopo sedici anni, Trani mi accoglie tutta tirata a lucido con il bel porticciolo, gli eleganti palazzetti, il castello svevo e, naturalmente, la cattedrale, massima espressione del romanico pugliese con uno splendido rosone sulla facciata. Se ci capitate nella calura estiva, il fresco degli interni di questa “meraviglia italiana”, com’è stata definita, sarà un’occasione in più per ammirare la semplicità delle linee medievali delle sue navate e, soprattutto, la chiesa inferiore, raccolta e sobria, che conserva le reliquie di San Nicola Pellegrino cui la cattedrale è dedicata.

La Cattedrale di San Nicola Pellegrino. (foto Inavanhateren/Dreamstime.com) Il rosone e la finestra centrale della facciata. (foto Bruga) Particolare del portale romanico. (foto Bruga) Il Castello Svevo di Federico II. (foto Emilydreamer)

Sorprendentemente, troverete anche un terzo livello scavato sotto il livello del mare e con resti di affreschi, ormai poco visibili. Affrontato rispetto alla cattedrale, dall’altra parte dell’ampia piazza, il poderoso castello svevo di Federico II, che molto amò la Puglia, si impone per le sue forme aggettanti sulle acque del mare. La scenografia complessiva, tra il castello, la piazza e la cattedrale, è davvero notevole! Come molte cittadine pugliesi, il rapporto con il mare è strettissimo: la stessa posizione della cattedrale quasi sull’acqua sottolinea questo forte legame. Il porto, di fatto un’insenatura naturale, è un posto piacevolissimo per passeggiare, pieno di imbarcazioni da pesca e da diporto.

Ma spostiamoci di alcuni chilometri e andiamo a Barletta, paesone cresciuto anche troppo nella grande conurbazione barese, che conserva però un vero gioiello: un castello in pietra calcarea in cui le diverse vicissitudini storiche, dai Normanni in poi, si sono stratificate, fino al più recente recupero dell’inizio del nuovo millennio, quando anche i giardini trasformati in parco sono stati restituiti agli abitanti della città e a chiunque ne voglia godere.

Il ponte di pietra del Castello di Barletta. (Foto Achille 83) La cattedrale di Barletta vista dal Castello. (foto Bruga) Lo chef Pietro Zito nel suo orto. (foto Osteria Antichi Sapori)

Non possiamo lasciare questo lembo di terra pugliese senza fare almeno una sosta gastronomica ad Andria, patria di due prodotti d’eccezione: la burrata e i confetti. Ma ciò che più raccomando è una visita a Pietro Zito, chef contadino, che con coraggio e passione gestisce un ristorante in un posto dove bisogna andare apposta, non essendo sulla strada di nulla: l’Osteria “Antichi Sapori” nella minuscola borgata Montegrosso di Andria (www.pietrozito.it). Qui avrete l’opportunità di scegliere nell’orto, che Pietro coltiva con il massimo rispetto della natura e dei suoi ritmi, ciò che poi mangerete. Un’esperienza da fare assolutamente!

www.viaggiareinpuglia.it