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Musiche, autori e interpreti dei cinque continenti

Un percorso planetario in compagnia di Bollani/Chailly,
Louis Armstrong, Guy Warren, Zubin Mehta, Kylie Minogue

 

di Eugenia Sciorilli

 

Ciascuno dei cinque continenti ha le sue risorse, e le sue caratteristiche. Peculiarità non soltanto paesaggistiche, per ciò che riguarda il territorio, o razziali, per quanto attiene agli esseri umani. Ogni continente ha visto nascere qualche personaggio che in vita, o anche dopo la morte, è riuscito a diventare un simbolo di quella specifica area geografica. Bollani/Chailly, Louis Armstrong, Guy Warren, Zubin Mehta, Kylie Minogue: è questo l'ideale percorso planetario attraverso i meridiani e paralleli che Travel Carnet suggerisce per questa estate.


EUROPA: BOLLANI/CHAILLY

Particolare del duomo di Milano, città natale di Stefano Bollani e Riccardo Chailly. (foto Fausto Fiori/Dreamstime.com) L'uno è un acclamato pianista jazz, estroso e geniale. L'altro è un raffinato direttore d'orchestra, apprezzato e richiesto dai teatri di tutto il mondo. Insieme formano una coppia musicale di successo: il duo Stefano Bollani/Riccardo Chailly rappresenta una garanzia di concerti dall'altissima qualità interpretativa, e di ottimi incassi al botteghino. Di questo duo trovate in questa pagina "Sounds of the 30s", un'incisione che la Decca ha fatto uscire nel maggio 2012 e che propone brani di grande impatto: il concerto per pianoforte in sol maggiore di Ravel, la Tango-Ballade di Kurt Weill, il Tango di Stravinskij e il poema sinfonico "Le mille e una notte" di De Sabata, con l'Orchestra Gewandhaus di Lipsia.

 

 

AMERICA: LOUIS ARMSTRONG

L'insegna dell'Alligator Casino a New Orleans, luogo di nascita di Louis Armstrong. (foto Jason P. Ross/Dreamstime.com) Chi non ama il grande Satchmo? Questo era il nickname di Louis Armstrong, uno degli interpreti di jazz più famosi di tutti i tempi, che all'insuperabile talento univa una personalità solare, gradevolissima. Lo vogliamo ricordare con una delle sue canzoni più belle, un evergreen la cui meravigliosa musicalità è abbinata a un testo eccezionalmente poetico: "We Have All The Time in the World", scritta nel 1969 da Hal David e musicata da John Barry (colonna sonora per un film di James Bond). Ma, soprattutto, c'è il timbro di voce inconfondibile di un artista che sa regalare momenti di emozione allo stato puro. Grazie, Satchmo...
Imperdibile il video che vi proponiamo: la sua apparizione al Festival di Sanremo del 1968.

 

 


AFRICA: GUY WARREN

Un tramonto in Africa, terra del compositore ghanese Guy Warren. (foto Gary M. Stolz) La storia di Guy Warren ha qualcosa di affascinante. Nato in Ghana nel 1923, questo musicista noto anche come Kofi Ghanaba colse il successo negli Stati Uniti, per poi tornare - proprio mentre era all'apice della popolarità - nella sua terra d'origine. Il suo stile musicale era originalissimo, ed è assai imitato dall'attuale produzione discografica. Anche il brano da lui musicato che ha per titolo "That Happy Feeling" ha una storia dal fascino particolare. Lo compose nel 1956, intitolandolo "Eyi Wala Dong" (una preghiera africana). Poco più tardi, un direttore d'orchestra che all'epoca vendeva milioni di dischi in tutto il mondo, Bert Kaempfert, scelse quella musica di Guy Warren per un disco che ottenne un immediato quanto vasto successo, grazie anche all'arrangiamento in stile bossa nova. Vi proponiamo quella gioiosa versione: è un vero "happy sound".

 


ASIA: ZUBIN MEHTA

Un tempio hindu a Madurai in India, Paese di Zubin Metha. (foto Vladimir Zhuravlev/Dreamstime.com) Non c'è ombra di dubbio: il direttore d'orchestra Zubin Mehta è tra i pochi protagonisti della musica classica che oltre a una tecnica straordinaria sanno anche dimostrare grandi capacità interpretative. E colpisce il fatto che a interpretare così magistralmente capolavori creati in Occidente sia un indiano, nato a Mumbay nel 1936 da famiglia parsa. Occorrono pagine per raccontare il contributo alla musica sinfonica e lirica offerto da Zubin Mehta; io preferisco proporvelo attraverso uno stralcio del film televisivo "Rigoletto", girato da Marco Bellocchio a Mantova nel settembre 2010 e trasmesso dalla Rai in mondovisione: il quartetto "Bella figlia dell'amore", una delle pagine più sublimi di Giuseppe Verdi.

 


AUSTRALIA: KYLIE MINOGUE

Uluru, anche detto Ayers Rock, paesaggio simbolo dell'Australia, patria di Kylie Minogue. (foto Drozdp) Melbourne, 28 maggio 1968. È la data di nascita di un'autentica icona della musica pop, Kylie Minogue, che alle doti particolarissime di cantante ha saputo far combaciare una personalità eclettica e carismatica (si è imposta anche come attrice e stilista), oltre a qualità fisiche notevoli. Il suo brano più famoso, e più venduto, è uscito nel 2001, ma è tuttora tra i più amati dai fan della cantautrice australiana: "Can't Get You out of My Head". Ispirata alla dance elettronica degli anni Ottanta, questa canzone venne lanciata con un video di assoluto effetto visivo e sonoro.
Di Kylie Minogue vi presentiamo questa sua esibizione al "Mardi Gras Party" di Sydney del 2012.