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di Asiul

 

L'ingresso alla Terme Poseidon. (foto Giardini Poseidon Terme) Sono tornata a Ischia lo scorso mese di agosto per trovare una mia cara amica che abita nell’isola “verde” da più di dieci anni: un’extracomunitaria, come lei si definisce, ormai bene integrata nella comunità locale, che conserva la sua spiccata insularità.

Non nascondo che ero abbastanza prevenuta in senso negativo, più che positivo: lo sfrenato abusivismo edilizio che ha sicuramente modificato l’orografia e il paesaggio dell’isola ne fanno una delle capitali di uno dei peggiori vizi degli Italiani. E in effetti, l’occhio del visitatore non può non notare le tantissime costruzioni, piuttosto caotiche, e i molti punti franosi lungo le strette strade dell’isola, che peraltro riservano panorami mozzafiato.

Insomma, non c’era da parte mia alcun approccio compiacente verso un posto cui sono legata dalle memorie dell’infanzia e dell’adolescenza.

Veduta aerea delle piscine alle Terme Poseidon. (foto Giardini Poseidon Terme) Il promontorio di Sant' Angelo d'Ischia. (foto Comune di Sant'Angelo d' Ischia) Il borgo di Sant' Angelo d'Ischia. (foto Comune di Sant'Angelo d' Ischia)

Bene, diciamo pure che Ischia mi ha riconquistato: ho trascorso tre giorni piacevolissimi tra acque marine ancora limpide (!) e acque termali che pervadono l’intero territorio a diverse temperature. Non ho voluto perdere una tappa secondo me obbligata dell’isola: i giardini Poseidon nella baia di Citara a Forio d’Ischia (www.giardiniposeidon.it). Si tratta di un parco con ventidue piscine termali, discesa al mare, e 60.000 mq di giardini curatissimi in cui, al prezzo di 34 € in alta stagione, potete stare tutta la giornata, facendo quello che volete, con a disposizione ombrelloni, sedie a sdraio, lettini dovunque preferiate. Esiste anche una sauna naturale in una grotta in cui rilassarsi completamente; insomma, c’è solo l’imbarazzo della scelta! A gestire questa meraviglia sono da sempre i tedeschi, che, si sa, hanno un rapporto d’amore molto intenso con Ischia, tanto che la loro Cancelliera vi passa sempre un periodo di vacanza.

Ebbene, mi sono recata proprio nella località preferita da Angela, Sant’Angelo d’Ischia, promontorio collegato al resto dell’isola da uno stretto istmo sabbioso. Bisogna riconoscere ad Angela il buon gusto della scelta: la località è un po’ appartata dai posti più massificati dell’isola, senza essere comunque iperesclusiva, come alcune zone di Capri. Con i barchini si può raggiungere una delle più belle spiagge dell’isola: i Maronti e, ancora prima, le cosiddette Fumarole, dove fare il bagno in tranquillità, complice forse anche la crisi.

La Chiesa di San Michele Arcangelo nel centro storico di Sant' Angelo d'Ischia. (foto Comune di Sant' Angelo d' Ischia) Panorama dal Ristorante Da Giovanni a Forio d'Ischia. (foto Da Giovanni Ristorante) Prodotti biologici all'Equobar di Forio. (foto Equobar Forio d' Ischia) Un gruppo di percussionisti all'Equobar. (foto Equobar Forio d' Ischia)

Dopo un giro completo dell’isola, attraversando i borghi interni sulle pendici del Monte Epomeo, potete accompagnare il ritorno al mare al tramonto con una gustosissima cena a base di cozze alla griglia e di un’ottima Falanghina locale in un’altra baia da non perdere: San Francesco, sempre a Forio d’Ischia. Qui la tappa obbligata è “Da Giovanni”, con una location impareggiabile e pesce (www.dagiovanniristorante.it) E se vi interessa un po’ di movida ischitana, consiglio l’Equobar, nel centro di Forio, in Via Cesare Calise, dove si può assistere a performance di chitarra acustica, ma anche a indiavolati percussionisti senegalesi, in un ambiente multietnico pure per le proposte culinarie.

www.pithecusa.com