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Una eccezionale mostra alla Tate Modern

 

di Eugenia Sciorilli


È stata già definita "la mostra" per eccellenza dell'autunno londinese: l'esposizione dedicata a Paul Klee, e ospitata dalla Tate Modern dal 16 ottobre fino al 9 marzo 2014, raccoglie dipinti, disegni e acquarelli provenienti da musei e collezioni private di tutto il mondo per un totale di oltre cento opere.

Ricordo di una Concezione, 1918. (foto Tate Modern London) Ritmi rosso verde e giallo viola, 1920. (foto Tate Modern London) Commedia, 1921. (foto Tate Modern London)

Anziché tematico, il percorso presentato ai visitatori è volutamente cronologico, per far emergere la stretta interconnessione tra gli eventi di vita vissuta e lo sviluppo creativo, e nelle parole del curatore, Matthew Gale, "il cuore della mostra è incentrato sulla decade che Klee spese insegnando e lavorando al Bauhaus, la culla del modernismo. Le tele astratte che produsse al Bauhaus portò la sua fama a livelli internazionali", conclude Gale. Un artista tra i più misteriosi e affascinanti dell'epoca moderna, Paul Klee, ma anche tra i più versatili: oltre che pittore, fu musicista (era capace di suonare il violino a livello professionale), pedagogo, poeta.

Avventura di una giovane signora, 1922. (foto Tate Modern London) Seaside Resort nel sud della Francia, 1927. (foto Tate Modern London)

"Il genio non è diligenza, come vorrebbe far credere un proverbio... Il genio è, appunto, genio, è dono naturale che non ha principio né fine. È procreazione. La genialità non la si può insegnare, in quanto non è regola bensì eccezione. (È imprevisto). Con l'imprevisto è difficile far di conto". Queste frasi illuminanti sulla quintessenza della creatività artistica, il grande pittore la scriveva proprio negli anni della sua esperienza al Bauhaus, nel 1928, appena cinque anni prima che il disastro maggiore del ventesimo secolo - l'ascesa di Hitler al potere in Germania - avesse luogo, con effetti nefasti sulla stessa esistenza di Klee, la cui arte venne bollata dal nazismo come "degenerata".

Fuoco di sera, 1929. (foto Tate Modern London) Steps, 1929. (foto Tate Modern London) Incendio sotto la luna piena, 1933. (foto Tate Modern London)

Che cosa aggiungere sulla mostra che la Tate Modern offre per due stagioni di seguito accogliendo decine di capolavori firmati da Klee? Che si preannuncia già un enorme successo anche al botteghino; che riunisce per la prima volta opere esposte soltanto dall'artista stesso mentre era in vita; che rivela come la sua prolificità artistica crebbe nella parte finale della sua vita - si spense nel 1940, ad appena 61 anni - malgrado la devastante dittatura nazista, la sua conseguente insicurezza economica (fu costretto a fuggire dalla Germania e rifugiarsi in Svizzera - e la sua rara malattia (sclerodermia).


Paul Klee in tre frasi:

"L'arte non ripete le cose visibili, ma rende visibile".

* * *

"Il dialogo con la natura resta, per l'artista, conditio sine qua non. L'artista è uomo, lui stesso è natura, un frammento di natura nel dominio della natura".

* * *

"La creazione vive come genesi sotto la superficie visibile dell'opera. A ritroso la vedono tutti gli intellettuali, avanti - nel futuro - solamente gli artisti".

www.tate.org.uk