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Antica Lisbona,
tra Alfama e Chiado

 

Un libro una città: Oporto

“La testa perduta di Damasceno Monteiro”
di Antonio Tabucchi (Feltrinelli)

 

di Bruga


Il romanzo noir di Tabucchi pubblicato da Feltrinelli. Citazione obbligata per il nostro grande autore da poco scomparso, che una quindicina d’anni fa ambientò proprio nella seconda città del suo amato Portogallo un noir che, ovviamente, conteneva oltre all’avvincente trama una riflessione molto profonda sulla Giustizia. E il romanzo di Tabucchi può aiutarci, nel viaggio di avvicinamento a Oporto, a intuire pregi e difetti di una grande città portuale, scenografica e in via di risanamento, ma pur sempre appesantita dai difetti che ritroviamo anche a Napoli o a Genova. Dunque, un centro storico in via di risanamento (molto lento, ormai, da quando il paese è frenato dalla crisi economico-finanziaria), ma anche molto suggestivo, e due vivacissimi tratti di lungofiume che accompagnano il Douro al suo sbocco nell’oceano. Ponti spettacolari, una cabinovia sul lato delle grandi cantine storiche del vino Porto, e tante imbarcazioni per crociere più o meno lunghe sul fiume consentono di ammirare questa parte della città e di viverla con piacere e intensità. Al punto che Oporto, grazie anche ai voli low cost, è diventata ormai una meta preferita del turismo giovanile.

Per chi ha qualche anno in più e può permettersi un albergo nuovo e dall’ottimo rapporto qualità-prezzo, ma certo più costoso di un ostello, ecco l’Hotel da Musica, costruito all’interno di un mercato dismesso, il Mercado do Bom Sucesso (www.hoteldamusica.com). A duecento metri dall’albergo, la recente opera dell’architetto olandese Rem Kolhaas, che nel 2005 ha completato questo contenitore di spettacoli soprattutto musicali, la Casa da Musica, che si collega con la città anche grazie a opere che la circondano e attirano turisti, cittadini, skaters e sfaccendati nel grande spiazzo circostante. Da vedere e, naturalmente, da frequentare anche per il ricco cartellone (www.casadamusica.pt).

Un imbarcadero sul fiume Douro. (foto Bruga) Trasporto fluviale di botti nei pressi del Ponte Ribeira. (foto Bruga) Azulejos sulla facciata di una chiesa del centro storico. (foto Bruga) Scena di battaglia realizzata su azulejos nel salone della stazione ferroviaria. (foto Bruga)

Il caratteristico arredamento dell'Hotel da Musica. (foto Bruga) L'angolo dedicato a Luciano Pavarotti dell'Hotel da Musica. (foto Bruga) Note di Chopin nella camera matrimoniale dell'Hotel da Musica. (foto Bruga) L'edificio avanguardista della Casa da Musica. (foto Bruga)

L'ingresso alle Cantine Graham's. (foto Bruga) I banchi degustazione delle Cantine Graham's. (foto Bruga) La cabinovia sorvola i tetti delle cantine di vino Porto. (foto Bruga) Un angolo del Mercado do Bon Successo. (foto Bruga) La Torre dos Clérigos. (foto Bruga)

Il giro delle cantine storiche del Porto è un’altra occasione da non perdere per assaporare sul posto una delle leggende della viticoltura europea. La Graham’s è una delle più eleganti (www.grahams-port.com), ma sono decine le cantine ben attrezzate per offrire visite, degustazioni e cene in abbinamento.

Un’altra occasione per visitare Oporto potrebbe essere data da un evento sportivo, magari calcistico: come Milano o Marsiglia, anche questa città contende, da ambiziosa “non-capitale”, la posizione di leader del campionato alle altrettanto famose squadre di Lisbona, e negli ultimi 13 anni ha vinto 9 scudetti, due Champion’s League e altrettante coppe intercontinentali, lanciando decine di giocatori poi divenuti famosi e soprattutto il suo allenatore della svolta, il connazionale Josè Mourinho, poi entrato nella leggenda a Londra e soprattutto nella Milano nerazzurra. Ebbene, proprio grazie alla ininterrotta presenza del Porto nelle maggiori competizioni internazionali, la città riceve ogni anno centinaia di migliaia di tifosi che si consolano dopo le eventuali sconfitte con qualche bicchiere del celebre vino che prende il nome dalla città.

www.portoturismo.pt/