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La tomba di Eurisace a Porta Maggiore. (foto Soprintendenza Capitolina ai Beni Culturali) > Nelle grandi città, solitamente non esiste un solo "centro", un solo " downtown", ma coesistono varie realtà, ognuna legata alle persone che decidono di viversi quel particolare posto, e anche Roma non fa eccezione da una decina di anni a questa parte.
Quando ero bambino, ho vissuto Piazza del Popolo come parcheggio, e non come un grande spazio per i cittadini, e la domenica diventava il crocevia per tutte quelle persone che volevano uscire di casa e vedere altre persone, fare lo struscio, avanti e indietro per un’intasatissima via Gabriele D’Annunzio per andare su in cima al Pincio . A parte che si poteva solamente strusciarsi con la macchina, non c'erano locali e non c'era niente di particolare da fare se non camminare per un centro ancora non conquistato quasi per intero da turisti.
I turisti a Roma erano tanti, ma certamente non come oggi, e che, fortuna nostra, hanno cominciato ad essere la parte maggiore delle persone che camminano nel centro storico. Questo ha fatto si che nascesse l'esigenza da parte dei romani di trovare altre parti della città da vivere, non necessariamente caotiche e costellate da esercizi commerciali più orientati ad una clientela fatta di pellegrini che pronta a soddisfare le esigenze di cittadini in cerca di svago.

Il Parco delle Energie ex Snia Viscosa che quest'anno ha ospitato la Festa d'Autunno. (foto Patafisik) L'insegna del Museo didattico dei Giocattoli del Novecento. (foto Patafisik) L'edificio dell'Hotel Eurostars Roma Aeterna. (foto Hotel Eurostars)


Così zone come San Lorenzo, Monti, Ponte Milvio, Pigneto, hanno cominciato a diventare meta di romani innanzitutto assetati e secondo poi curiosi e poi ancora bisognosi di spazi creativi senza limiti ne confini come avrebbe detto Battisti.
Limiti e confini dettati da regolamenti comunali talvolta necessari ma talvolta ridicoli,  che fin dentro gli spazi privati impongono ristrettezze, soprattutto per chi cerca di creare business, ma anche e soprattutto posti di lavoro.
Partendo proprio dal Pigneto, facciamo una panoramica su questi quartieri che stanno diventando, parte integrante della vita della città, con esercizi commerciali, bar e ristoranti, dove si può interpretarein altro significato il vivere la città: essere una collettività.
Come gentilmente anticipato da Eugenia nel numero di ottobre di Travel Carnet, con il mio amico Valerio abbiamo deciso di aprire un bar, anzi un co.so, al Pigneto, ma non è affar mio parlarne, io come al solito farò la parte del Cicerone gastronomico in questo quartiere come negli altri nei prossimi mesi, dispensando consigli e suggerimenti su dove andare a trovare un angolino da far diventare nostro.
Innanzitutto geograficamente parlando il Pigneto si trova tra via Prenestina e via Casilina, subito a ridosso di Porta Maggiore, una antica entrata all'Urbe e qui c’è da raccontare un’aneddoto:  davanti all’imponente uscio un panificatore, circa 2000 anni fa, fece erigere un mausoleo dedicato alla moglie scomparsa prematuramente, a forma di forno per il pane: la cosa curiosa è che il monumento sepolcrale è grande quasi come la porta stessa, circa 10 metri di puro amore in altezza!

Il buffet dei dolci dell'Hotel Eurostars. (foto Hotel Eurostars) La sala del ristorante Pigneto41. (foto Pigneto41) La pizza farcita al frequentatissimo Opulentia. (foto Opulentia)


Il Pigneto oltre ad essere pieno di gente ed essere “radical chic”, è circondato da rotaie che definiscono i confini tutt'intorno al quartiere, (Stazione Termini dista 2 km) ed è proprio una ferrovia a dividere e tratteggiare il quartiere in due parti nette e distinte.
Una parte è quella detta dell'”isola pedonale”, di più studentesco target, alle spalle dell'antico istituto farmaceutico Serono, dove all’interno dei vecchi stabilimenti hanno ricavato e aperto un hotel 4 stelle, l'Eurostars Roma Aeterna, ed un comodissimo parcheggio ad ore, per chi non vuole impazzire a girare nei vicoli alla ricerca di un posto.
Quella che è una vera e propria isola pedonale ha una doppia vita: di giorno ospita un grande mercato rionale, e di sera quando i banchi non ci sono più, come funghetti appaiono decine e decine di tavolini e tutte le serrande si aprono rivelando molteplici localini tutti colorati e ognuno con la sua particolarità, che va dalla fraschetta di frascatane origini, al bar bistrot sofisticato, dalla pizza a taglio molto buona al blasonatissimo "Primo al Pigneto" su via del Pigneto, meta dei bongustai romani fin da prima che il posto divenisse così a la page, o ancora il ristorante “Pigneto41” situato nell’omonima via. Si possono trovare competenza in materia e centinaia di birre di Birra+ a via del Pigneto 105, ritrovo per i birraioli più pretenziosi o gelaterie artigianali.
Inoltrandosi nei vicoletti come ad esempio via Ascoli Piceno, ci si può imbattere in “Kalapà” un take away greco, sempre con la fila alla porta o in “Opulentia”, un micro locale con una moltitudine di pizze bianche a lunga lievitazione, farcite in dozzine di modi differenti, o il piccolo club sandwich al salmone che va mangiato mentre si aspetta che la pizza sia calda.
Dall'altra parte del ponticello pedonale che passa sul confine tracciato come dicevo, da una enorme arteria di binari scavati in un vero e proprio vallo è tutt'altra storia, qui non c'è un'isola pedonale, ma tanta pazienza sia dei camminatori a piedi o in bicicletta e sia degli automobilisti.

La torta di verdura mediterranea con ricotta di pecora dello Chef Ben del Bar Necci. (foto Necci) Musica e arredamento vintage allo Yeah. (foto Yeah) L'atmosfera tipicamente greca della Taverna Mar Egeo. (foto Mar Egeo) La sala del Beirut, uno dei pochi ristoranti libanesi a Roma. (foto Beirut)


Qui la situazione movida è molto più tranquilla, diciamo che qui la movida è di nicchia, ci sono decine di Bed & Breakfast (è molto facile trovare turisti a spasso) e il centro dell'attenzione è di un posto che ormai è diventato toponomastico, ovvero un punto di riferimento: il Bar Necci.
Il Bar Necci è una sorta di faro in mezzo al mare, nel quartiere dove le strade non si intersecano mai ad angolo retto e se ti perdi non chiedere il nome della via che stai cercando ( la peculiarità del quartiere è avere i nomi delle vie intitolate ai condottieri di ventura, come Castruccio da Castracane o Braccio da Montone! ) ma chiedi dov'è il bar Necci e di li troverai i punti cardinali, la Prenestina, la Casilina, il tram per Termini e sicuramente un buon caffè.
Il Bar Necci oltre ad avere un bellissimo giardino frequentato da una clientela il più possibile eterogenea da è anche un buon ristorante che sta prendendo sempre di più la via del “gourmet”.
A pochi passi da qui, c'è un altro posto con mega giardino che sta insidiando la popolarità del buon Necci a colpi di giochi per bambini sempre più stressati (che possono essere lasciati liberi da genitori sempre più isterici) e a forza di piatti molto divertenti che rasentano lo street food, quindi diametralmente opposti a Necci.
C'è al 193 di via del Pigneto un buon ristorante indiano, il Tiger Tandoori e subito a fianco un artigiano del gelato che fa un cioccolato da paura!
Poco più avanti sempre su via del Pigneto c'è un posto con una magia tutta sua, disegnato e gestito da Gioia, di nome e di fatto che vi servirà lo champagne in coppa e vi saprà ammaliare con i suoi modi eleganti sempre sorridente e disponibile, una vera e propria barlady.
Inoltrandoci ancora nel quartiere in via Giovanni De Agostini 41 troveremo lo "Yeah" un locale tutto in stile vintage, che ha sempre della musica bellissima in vinile che gira sul piatto e una persona gentile a occuparsi delle vostre ordinazioni.
Di fronte allo Yeah c'è Via di Villa Serventi, un posto senza tempo, tanti villini di inizio 900 , dove una casa può arrivare a costare più di un milione di euro e dove la quiete e le piante rampicanti non mancano mai.
E poi scendendo per via dulceri fino al 99, si arriva al Mar Egeo, o meglio alla taverna Greca Mar Egeo, gestita con autorità e sorriso da Jorgos, anch’esso qui da molti anni, dove se chiudi gli occhi, soprattutto il sabato quando fanno musica tipica dal vivo, ti immergi per qualche ora nella grecia più bella.
Dal Mar Egeo ce ne andiamo a “Beirut” a piazza dei Condottieri 6, un ottimo ristorante libanese che organizza anche cene a casa per i più pigri.

Quasi di fronte Fattori, merita un asterisco una delle gelaterie più buone di Roma, che annovera da qualche anno anche una strepitosa pasticceria salata, ottimo per uno spuntino veloce e di qualità a mezzogiorno e sempre ottimo per concedersi a qualsiasi ora e qualsiasi parte dell’anno un gelato .
Allora, pronti per una passeggiata?