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Renoir alla Gam, la Parigi “fin de siècle” al Guggenheim Venice

 

di Eugenia Sciorilli


Due grandi mostre sono state allestite in altrettanti musei del Nord Italia, la Gam di Torino e il Guggenheim di Venezia, per ospitare capolavori firmati da straordinari artisti francesi. La Gam – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino presenta fino al 23 febbraio 2014 “Renoir dalle Collezioni del Musée d’Orsay e dell’Orangerie”, mentre il Guggenheim Venice propone, fino al 6 gennaio 2014, “Le Avanguardie nella Parigi fin de siècle: Signac, Bonnard, Redon e i loro contemporanei”.

Il Renoir della Gam di Torino può essere scoperto dai visitatori attraverso un percorso suddiviso in nove sezioni, che oltre a suggerire nella cronologia il filo conduttore fa emergere le passioni dell’artista, primi fra tutti i ritratti femminili, senza dimenticare i suoi straordinari paesaggi. Nell’arco della sua vita, Renoir si misurò infatti con la sperimentazione della pittura en plein air, fianco a fianco con l’amico Claude Monet, portando al tempo stesso a compimento opere in atelier.

Fréderic Bazille, Ritratto di Renoir - 1867. (foto Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino) Pierre-Auguste Renoir, Charles Le Coeur - 1872-1873. (foto Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino) Pierre-Auguste Renoir, La lettrice – 1876. (foto Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino)

A testimonianza del successo già raggiunto in vita, basti pensare al fatto che per il suo quadro Madame Charpentier con i figli (acquistato dal Metropolitan Museum of Art di New York nel 1907) venne pagato il prezzo più alto raggiunto in quegli anni da un dipinto. Fu amico personale di altri maestri dell’Impressionismo – come Monet, Cézanne, Pissarro, Berthe Morisot, Sisley e Caillebotte, con cui discusse di pittura e organizzò mostre – e incoraggiò altri grandi artisti come Matisse e Bonnard. Tuttavia, la fama e il riconoscimento da parte dei suoi contemporanei gli arrivano solo all’inizio del Novecento.

Pierre-Auguste Renoir, Gladioli – 1885. (foto Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino) Pierre-Auguste Renoir, Julie Manet o Bambina con gatto – 1887. (foto Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino) Pierre-Auguste Renoir, Monsieur e Madame Bernheim de Villers – 1910. (foto Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino)

Rappresentare la bellezza, sorprendere con luce e colore, ritrarre la vita della propria epoca con un delicato realismo, sono elementi chiave della filosofia pittorica di Renoir, che ne fanno ancora oggi uno dei pittori più amati dal pubblico. La mostra di Torino vuole essere un omaggio alla sua arte e un’occasione irripetibile per ripercorrerne la vicenda artistica e umana, e permette di ammirare opere d’insuperabile bellezza, la maggior parte delle quali mai esposte finora in Italia.

 

* * * * *

 

Con un centinaio di opere tra dipinti, disegni, stampe e lavori su carta, la mostra del Guggenheim di Venezia offre, invece, un affascinante quadro d’insieme della scena artistica parigina, focalizzandosi sulle maggiori avanguardie francesi di fine ‘800, in particolar modo su neo-impressionisti, Nabis, simbolisti e i loro protagonisti.

Edouard Vuillard, La cuoca (da Paesaggi e interni) – 1899. (foto Guggenheim Venice) Maurice Denis, Aprile (Gli anemoni) – 1891. (foto Guggenheim Venice) Maximilien Luce, Saint-Tropez, la strada del cimitero – 1892. (foto Guggenheim Venice)


La Parigi fin de siècle fa da scenario a sconvolgimenti politici e forti trasformazioni culturali. Riflettendo le molte sfaccettature di un’epoca ansiosa e inquieta, questo periodo vede la formazione di una serie di nuovi movimenti artistici, quali neo-impressionisti, Nabis e simbolisti. I soggetti della loro arte sono gli stessi dei loro predecessori impressionisti, paesaggi, vedute cittadine moderne, attività ricreative, a cui si aggiungono scene introspettive e visioni fantastiche, ma è la modalità con cui questi temi vengono trattati a cambiare. Indagando tali avanguardie la mostra si sofferma in particolar modo su alcuni dei maggiori protagonisti di quest’epoca: Paul Signac, Maximilien Luce, Maurice Denis, Pierre Bonnard, Félix Vallotton e Odilon Redon.

Féliz Vallotton, Scena di strada – 1895. (foto Guggenheim Venice) Paul Signac, La fontana dei Lices – 1895. (foto Guggenheim Venice) Odillon Redon, La lettrice – 1895-1900 circa. (foto Guggenheim Venice)

Una visita della mostra è anche l’occasione per visitare lo splendido Palazzo Venier dei Leoni, sede del Guggenheim Venice, che Peggy Guggenheim acquistò nel 1948. La sua lunga e bassa facciata in pietra d'Istria, le cui linee sono ammorbidite dagli alberi del magnifico giardino interno, forma una gradevole cesura nella marcia solenne dei palazzi che si affacciano sul Canal Grande dall'Accademia alla Basilica della Salute.

www.gamtorino.it

www.guggenheim-venice.it