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Quando le tappe tra luoghi e monumenti celebri
coincidono con la vita di tutti i giorni

di Asiul

 

Qualche volta penso di essere una persona davvero fortunata: a parte l’esperienza spesso “critica” dei mezzi pubblici romani, ogni giorno per andare a lavorare faccio un percorso che moltissimi mi invidierebbero e che desidero consigliare ai tanti “forestieri” che hanno intenzione di trascorrere le prossime vacanze di Natale e Capodanno nella capitale.

Galleria d'ingresso del Palazzo di Giustizia meglio noto come Palazzaccio. (foto Bruga) Architettura metà Novecento nel quartiere Prati. (foto Bruga) La Cupola di San Pietro creata da Michelangelo. (foto Bruga) Veduta panoramica del Colle Gianicolo. (foto Bruga)

Bene, cominciamo dal quartiere Prati dove abito, che è un interessante concentrato di edilizia residenziale della prima metà del Novecento con strade larghe e alberate, bordate da ville, villini e condomini, che spesso racchiudono giardini sorprendenti con pini a ombrello, cedri secolari e alberi da frutto. Superato il palazzo di giustizia di Piazza Cavour, meglio noto come Palazzaccio, esempio di stile eclettico del secolo scorso, ecco che approdiamo sul ponte Umberto I; qui si schiude uno dei panorami più intensi della città, soprattutto in alcune albe invernali in cui mi è capitato di passarvi: in fondo a Via della Conciliazione, riconoscibile dalle sue perfette geometrie, il Cupolone mi dà il buongiorno con sullo sfondo la collina del Gianicolo!

A volte non faccio in tempo a riprendermi dalla suggestione della basilica di San Pietro, che l’autobus scivola in direzione di Via Zanardelli, supera il passaggio verso Piazza Navona e dopo un rapido sguardo a Palazzo Altemps, sede del Museo Nazionale Romano, mi ritrovo davanti a uno dei simboli del potere: Palazzo Madama, sede del Senato della nostra Repubblica. A questo punto spero sempre che sia aperto il portone del Palazzo della Sapienza, prima sede dell’Università di Roma, così da poter ammirare, anche se di sfuggita, l’ancora originalissima facciata concava della borrominiana chiesa di San’Ivo alla Sapienza, mirabile opera del barocco romano.

Particolare della Fontana dei Fiumi del Bernini in Piazza Navona. (foto Bruga) La lanterna di Francesco Borromini di Sant'Ivo alla Sapienza. (foto Bruga) I templi dell'Area Sacra di Largo Argentina. (foto Bruga)
Scorcio della piazza e della chiesa di Santa Maria in Trastevere. (foto Bruga) Monumento a Giuseppe Gioachino Belli. (foto Sovrintendenza Roma)

Qualche centinaio di metri più in là, ed eccoci al Largo di Torre Argentina, snodo cruciale del traffico automobilistico del centro di Roma. Purtroppo molti di noi, presi dalla frenesia della vita quotidiana, dimenticano di trovarsi nell’antica zona del Campo Marzio con quattro templi romani risalenti al tempo della Repubblica: l’area sacra di Largo Argentina è quasi nascosta e forse un po’ sconcertata dal convulso rumore che la circonda.

Il viaggio continua e dopo il passaggio davanti al Ministero della Giustizia riattraverso il Tevere: questa volta sul ponte Garibaldi, dove la vista dell’isola Tiberina meriterebbe sicuramente una sosta. Siamo dunque arrivati al Viale di Trastevere, il cui inizio è segnato dalla statua dedicata al poeta romano dialettale Gioacchino Belli, vero nume tutelare della capitale. Il tram avanza lungo tutto il Viale, dal quale ci si può inoltrare nel cuore del quartiere Trastevere, diventato troppo turistico a giudizio di molti romani.

A questo punto suggerisco al “forestiero” di fermarsi, anche perché potrebbe approfittare di un posto molto accattivante per mettere qualcosa sotto i denti. La proposta gastronomica ha poco a che fare con Roma, ma non è da perdere: si chiama Kalamaro Piadinaro (Viale di Trastevere 83), un posto cult per la piadina, da quella “terra mare” alla “bolognese”. Una sosta gustosissima nel caos romano, che può essere davvero disturbante!