Tweet

 


 

| HOME PAGE | MERIDIANI E PARALLELI | ASTROLOGIA E DINTORNI | ANNIVERSARI | CALENDARIO | LOUNGE TIME | IL RESORT DEL MESE | LO SCAFFALE | GALLERIA DEL GUSTO | RENDEZ VOUS | ASTERISCHI |
| VARIAZIONI D'AUTORE | PHOTO TIME | SPIGOLATURE | ITINERARI | PROTAGONISTE | RITRATTI DI ARTISTA | NON SOLO HOTEL | ATTIMI DI CINEMA | NEWSLETTER | FORUM | CONTATTI | LINK CONSIGLIATI |

 

 

clicca sulle miniature
per ingrandirle

Scarica l'articolo in PDF


 

 

 

 

 

dell’Astrologa Martina

Giacomo Puccini in un'immagine del 1908. (foto A.Dupont/Library of Congress) Il pianeta Nettuno, che influenza il lato spirituale di una persona, è nel segno dei Pesci dal 2011, e vi resterà fino al gennaio 2026. Questa combinazione astrologica è presente nel tema natale di un grande musicista italiano: Giacomo Puccini.

* * *

Leo aprì la busta che la domestica gli aveva appena consegnato e ne trasse un foglio scritto, che, già alla prima occhiata, avendo riconosciuto una grafia molto familiare, lo fece sorridere divertito. Inforcò gli occhiali e iniziò a leggere, non senza difficoltà, a causa della pessima scrittura che rendeva le parole di quei versi quasi incomprensibili:

Oh, com'è dura la vita mia,
eppure a molti sembro felice.
Ma i miei successi?
Passano...e resta ben poca cosa.
Son cose effimere,
La vita corre,
Va verso il baratro...

Di certo Giacomo, che talvolta si compiaceva nel comporre poesie da inviare agli amici al posto di lettere in prosa, stava attraversando uno dei suoi soliti momenti di malinconia e cupezza. Colpa dell'avanzare dell'età, rifletté tra sé Leo, che lo conosceva da sempre. Andavano entrambi per i sessantadue e la disillusione, figlia di quella che i più si ostinavano a chiamare 'maturità', a volte sembrava prendere il sopravvento su quella spensieratezza che la goliardia, le avventure galanti, le battute di caccia e le cene a base di selvaggina e vino a fiumi contribuivano a mantenere ancora viva nonostante il passare del tempo. Eppure Giacomo era appena rientrato da un lungo e avventuroso viaggio in automobile, nel quale con la sua Lancia Trikappa aveva attraversato l'Europa intera, avrebbe dovuto essere soddisfatto; invece ecco riaffacciarsi il 'mal di vivere' che lo seguiva costante, come un'ombra.

Il Maestro a Torre del Lago, suo paese di residenza per quasi trenta anni. (foto Fondazione Festival Pucciniano) Puccini, appassionato di motori, sulla sua auto a Torre del Lago. (foto Fondazione Festival Pucciniano) Il maestro in compagnia di Arturo Toscanini nel 1910. (foto Archivio Arturo Toscanini Parma)

L'esterno di Villa Puccini ora Casa Museo. (foto Puccini Museum) Il pianoforte di Puccini nella Casa Museo di Torre del Lago. (foto Puccini Museum)

Alla malinconia, Giacomo Puccini, uno dei massimi compositori di opere liriche di tutti i tempi, opponeva un grande amore per la vita, che egli abbracciava con intensità e passione. Lucchese, nato nel 1858 in una famiglia di musicisti, aveva deciso di dedicarsi alla composizione operistica dopo aver assistito, da ragazzo, a una rappresentazione dell'Aida di Verdi al teatro di Pisa, dove era arrivato dopo aver percorso a piedi, insieme all'amico Leo, più di venti chilometri. Studente al Conservatorio di Milano, divideva la sua stanza in affitto con Pietro Mascagni: per ingannare il padrone di casa che vietava loro di cucinare in camera, non avendo denaro per mangiare fuori, all'ora dei pasti uno dei due suonava il pianoforte con foga, in modo da coprire il rumore di pentole e stoviglie durante la preparazione del cibo. Ben presto Giacomo iniziò la convivenza, scandalosa per l'epoca perché lei era sposata e madre di due figli, con Elvira Bonturi, la donna che gli resterà accanto per tutta la vita, in un rapporto passionale e turbolento reso ancor più difficile dalle intemperanze di lui, piuttosto sensibile al fascino femminile, e dalla gelosia e possessività di lei. Dalla loro unione, che sfocerà nelle nozze soltanto alla morte del marito di Elvira, nascerà Antonio, detto Toni.

Puccini amava la vita solitaria e semplice, rustica e anche un po' godereccia. Appassionato di caccia e pesca, aveva scelto di stabilirsi a Torre del Lago, un borgo immerso nella natura affacciato sul lago di Massaciuccoli, luogo ideale per coltivare queste sue passioni e per organizzare incontri conviviali con altri artisti che vivevano lì. Con i guadagni della Manon Lescaut si era fatto costruire una villa, dove era andato ad abitare nel 1900 e dalla quale si allontanava malvolentieri, dichiarando di sentirsi affetto da 'torrelaghite acuta'.

Il libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa dell'opera Tosca. (foto Puccini Museum) Il dramma lirico Edgar rappresentato per la prima volta al Teatro alla Scala nel 1889. (foto Fondazione Festival Pucciniano) La locandina de La Boheme, la prima rappresentazione risale al 1896. (foto Fondazione Festival Pucciniano) La tragedia giapponese Madama Butterfly in scena al Teatro alla Scala nel 1904. (foto Fondazione Festival Pucciniano) La locandina di Turandot, opera lasciata incompiuta dal Maestro e completata da Franco Alfano, prima rappresentazione al Teatro ala Scala nel 1926. (foto Fondazione Festival Pucciniano)

Giacomo Puccini può essere considerato uno dei più grandi operisti di sempre. È stato autore di autentici capolavori, come la già citata Manon Lescaut, il suo primo grande successo, che ha segnato anche l'inizio della fruttuosa collaborazione con i librettisti Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, La bohème, forse la sua opera più celebre, Tosca, in cui si è cimentato nel melodramma storico, Madama Butterfly, un fiasco al debutto alla Scala, trasformata nell'opera di successo che è tuttora dopo alcuni rimaneggiamenti, La Turandot, rimasta incompiuta a causa della morte del Maestro, avvenuta nel 1924 e completata da Franco Alfano.

E proprio de La Turandot Arturo Toscanini, con un gesto rimasto nella storia della lirica, aveva interrotto l'esecuzione, la sera del 25 aprile 1926 in prima assoluta alla Scala, dove l'aveva lasciata Puccini, affermando: "Per me l'opera finisce qui". Il rapporto tra Puccini e Toscanini era sempre stato molto conflittuale; si narra che il musicista avesse inviato a Natale un panettone al grande direttore d'orchestra ma che subito dopo, ricordatosi che in quel periodo non si parlavano, avesse spedito un telegramma in cui era scritto: 'Panettone mandato per errore. Puccini', al quale seguì la risposta: 'Panettone mangiato per errore. Toscanini'.

Il Grande Teatro all'aperto del Festival Pucciniano a Torre del Lago. (foto Fondazione Festival Pucciniano) Il quadro finale della Tosca in scena durante lo scorso Festival Pucciniano. (foto Fondazione Festival Pucciniano)

Alcuni tratti caratteriali di Giacomo Puccini sembrano aver subìto l'influenza di Nettuno in Pesci, presente nel tema natale del grande compositore toscano. In quel segno Nettuno, che simboleggia il lato più spirituale e intuitivo della persona e la sua creatività, si trova in domicilio e in esaltazione, potenziando quindi le sue funzioni, sia in senso positivo che negativo.

I nati con questo aspetto nella carta astrale amano l'evasione, sono alla ricerca di una via di fuga da una realtà che troppo spesso percepiscono come sopraffacente e difficile da sostenere, amano vivere in luoghi tranquilli, meglio se vicini all'acqua. Sono capaci di instaurare un profondo e immediato rapporto con la natura, hanno la coscienza dell'Universale e questo li rende generosi e disponibili verso gli altri. Estremamente sensibili, emotivi e dalla fervida immaginazione, presentano una forte inclinazione per l'arte, e in modo particolare per la musica. A volte cedono alla malinconia e sentono il bisogno di ritirarsi in solitudine, manifestando un certo pessimismo nei confronti della vita e un atteggiamento di chiusura verso il mondo.

Capricorno, segno zodiacale di nascita di Giacomo Puccini. (foto Library of Congress) Pesci, segno zodiacale presente nel tema astrale di Puccini. (foto Library of Congress)

La complessa personalità di Giacomo Puccini, il suo essere malinconico e vitale al tempo stesso, le fotografie che lo ritraggono con lo sguardo serio e l'immancabile sigaretta, la passione per le donne, il gioco, le automobili, la sua musica straordinaria e le arie celeberrime delle sue opere, lo hanno reso un'icona. La sua vena teatrale è ancora modernissima, il suo senso melodico lo ha reso unico. Le sue opere intense e struggenti rappresentano per tutto il mondo, insieme a quelle di Giuseppe Verdi, il vertice più alto della tradizione operistica italiana.