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Dal centro di Napoli al Vomero con il metrò dell’arte


di Asiul

 

Negli anni trascorsi a Napoli, quelli dall’infanzia alla “prima” giovinezza, la Certosa di San Martino ha rappresentato prima il luogo dove incantarsi davanti ai tanti presepi lì conservati e poi la meta delle passeggiate romantiche, dati la tranquillità della zona e l’affaccio panoramico sull’intera città e il mare. La fortificazione del Castel Sant’Elmo era un luogo fatiscente, nel quale era appena iniziato un lungo lavoro di restauro, e il resto del complesso di San Martino un sito fondamentalmente sconosciuto, con numerose aree chiuse al pubblico.

Il Chiostro grande della Certosa di San Martino. (foto Bruga) L'interno riccamente decorato della Chiesa di San Martino. (foto Bruga) Veduta aerea del complesso della Certosa di San Martino. (foto Polo Museale Napoli)

Comunque per noi giovani, San Martino era la parte più bella del quartiere collinare del Vomero, dove ancora si respirava (letteralmente) un po’ l’aria di quella che era stata una zona di villeggiatura, prima dell’assalto urbanistico degli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, ben ricostruito da Francesco Rosi nell’indimenticabile film “Le mani sulla città”.

Oggi, nonostante le perenni difficoltà della città partenopea, la Certosa di San Martino con il suo museo (www.polomusealenapoli.beniculturali.it) rappresenta una meta artistica di estremo interesse e il Castel Sant’Elmo uno spazio espositivo intrigante, grazie anche al Museo NN (Napoli Novecento), realizzato nell’area del Carcere Alto.

Uno scorcio della Piazza d'Armi a Castel Sant' Elmo. (foto Bruga) La scultura d'arte contemporanea posta sulla terrazza di Castel Sant' Elmo. (foto Bruga) Panorama del golfo dalla Certosa di San Martino. (foto Bruga) Una lancia reale conservata al Museo di San Martino. (foto Bruga)

La facciata posteriore di Villa Floridiana. (foto Villa Floridiana) Una sala del Museo delle Ceramiche Duca di Martina. (foto Polo Museale Napoli)

Nella Certosa da non perdere è il cosiddetto Quarto del Priore, l’appartamento della guida spirituale della comunità certosina arricchito da belle sale di rappresentanza. Un tempo custodiva una preziosa quadreria, purtroppo confiscata dai Francesi durante l’epoca napoleonica, con dispersione di gran parte del patrimonio. Per fortuna qualcosa è rimasto, insieme a un capolavoro della statuaria di Pietro Bernini dei primi anni del ‘600: la commovente Vergine con Bambino e San Giovannino. Bellissimo il panorama che si gode dalla loggia del Quarto del Priore, riaperto ai napoletani e ai turisti soltanto da una quindicina d’anni!

Andare a San Martino è l’occasione per visitare un’altra meta straordinaria: la Villa Floridiana con il museo Duca di Martina delle ceramiche; la Villa è un parco rigoglioso, oasi di verde in mezzo al caos cittadino e altro punto di vista incantevole sul golfo di Napoli.

Intermediterraneo, istallazione di Michelangelo Pistoletto alla Stazione dell'Arte Dante. (foto Metro Napoli Stazioni dell'Arte) Il mosaico Capo Miseno di Isabella Ducrot alla Stazione Vanvitelli. (foto Metro Napoli Stazioni dell'Arte) Senza titolo, opera di Enzo Cucchi alla Stazione Salvator Rosa. (foto Metro Napoli Stazioni dell'Arte)

Per “salire” al Vomero prendete la “nuova” metropolitana di Napoli (www.metro.na.it), che finalmente, dal 31 dicembre scorso, collega senza più cambi la collina vomerese con la stazione centrale. Questa metropolitana ha consentito la riqualificazione urbanistica di vari siti della città, come la centrale piazza Dante, la cui stazione è stata progettata da Gae Aulenti. La grande architetta, recentemente scomparsa, ha curato anche la risistemazione dell’intera piazza, ai miei tempi un parcheggio informe e oggi uno spazio restituito ai napoletani. La metropolitana è nel suo insieme un inaspettato museo contemporaneo con numerose stazioni dell’arte, da visitare una per una, anche perché, sorprendentemente, sono ben curate e non imbrattate.

Dopo tanto girovagare non vi resta che una sosta gastronomica; naturalmente, c’è l’imbarazzo della scelta, ma visto che siete al Vomero, allungatevi fino a Via Caravaggio 53-55 per una delle migliori pizze: quella di Enzo Coccia, nel suo locale “La Notizia” (www.pizzarialanotizia.com). Provare per credere!


www.inaples.it