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Un grande protagonista dell'arte e il suo segno zodiacale

dell’Astrologa Martina

Gustav Klimt, protagonista indiscusso di uno straordinario movimento artistico, lo Jugendstil, nacque a Vienna sotto il segno del Cancro.

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Ritratto fotografico di Gustav Klimt, 1914. (foto Josef Anton Trcka) "...E adesso, signorina, abbiate la compiacenza di voltare il viso un poco più a sinistra, ecco, così... Questa è la luce migliore per esaltare il vostro incarnato! e il colore dell'abito che indossate lo valorizza più di ogni altro..." Elisabeth alzò gli occhi al cielo sospirando, esausta. Erano tre anni, tre lunghissimi anni che posava per quel ritratto, chiusa per ore nello studio di quello che sua madre considerava l'artista più innovativo dell'intera Vienna e che a lei sembrava soltanto un personaggio egocentrico e anche un po' folle; oltretutto era un perfezionista mai soddisfatto del risultato del proprio lavoro, che la costringeva a sedute estenuanti di decine e decine di pose diverse imponendole persino il colore del vestito da mettere. Qualche giorno prima era nata tra loro una discussione dai toni accesi, scaturita da una critica avanzata da Elisabeth su alcuni schizzi del suo ritratto che giudicava troppo poco somigliante, durante la quale Gustav aveva perso la pazienza e alla fine le aveva urlato:"Dipingo una ragazza come mi pare e piace, e basta!".

Un paio di settimane più tardi, la giovane e pragmatica Elisabeth, estenuata, risolse il problema recandosi allo studio di Gustav Klimt, staccando la tela dal cavalletto e portandosela a casa. Quando, in seguito, Klimt vide il suo quadro campeggiare sulla parete del salotto della committente, dichiarò, di malumore, che non le assomigliava affatto. Elisabeth non raccolse l'accenno polemico nelle parole del pittore e anzi gli commissionò un ritratto della madre.

Di Gustav Klimt era nota la scarsa propensione all'eloquio. "Al diavolo le parole!", scrisse in una lettera a un amico, per indicargli come, per lui, l'unico linguaggio in grado di esprimere emozioni e sensazioni con ineguagliabile efficacia fosse la pittura.

Veduta del Ring e del Parlamento di Vienna in un'immagine di fine Ottocento. (foto Library of Congress) Maximilian Platz in una cromolitografia inizio Novecento. (foto Library of Congress) Una mattina nello stagno – 1899, opera in mostra al Palazzo Roverella di Rovigo. (foto Studio Esseci)

Le opere di Klimt hanno uno stile inconfondibile, riconoscibile al primo sguardo anche da chi non sia un fine intenditore d'arte. I corpi metafisici e fluttuanti, le linee eleganti e sinuose, il sapiente e raffinato accostamento cromatico rappresentano la sua cifra stilistica. Fin dalle sue prime produzioni, Klimt è stato considerato uno degli esponenti più rappresentativi dello Jugendstil, nome che prese in Germania e in Austria il movimento artistico-filosofico europeo attivo tra la fine del 1800 e i primi decenni del 1900, noto in Francia come Art Nouveau e in Italia come stile Liberty.

Nato nel 1862 a Vienna, Gustav Klimt ricevette un'educazione accademica di tipo artistico: la sua carriera di pittore ebbe inizio come decoratore e ritrattista da fotografie, attività questa in cui divenne in poco tempo celebre per la fedeltà con cui rendeva i volti e la precisione di disegno e esecuzione. Ben presto gli vennero commissionati ritratti e quadri dalle famiglie più in vista della borghesia di Vienna, il che gli garantì una certa tranquillità economica e gli fruttò numerosi riconoscimenti ufficiali. Negli anni dal 1896 al '98 Klimt fu protagonista della Secessione Viennese, movimento che culminò con la creazione di un'associazione indipendente di 19 artisti, di cui egli fu Presidente, che si staccò dall'Accademia delle Belle Arti, dotandosi di una propria autonomia e di una propria sede, il Palazzo della Secessione Viennese.

Palazzo della Secessione a Vienna, Fregio di Beethoven, particolare de L' Anelito della felicità – 1902. (foto Secession/Oliver Ottenschlaeg) Palazzo della Secessione a Vienna, Fregio di Beethoven, particolare del'Inno alla Gioia, bella scintilla divina – 1902. (foto Secession/Oliver Ottenschlaeg) Il Bacio – 1907, opera conservata al Palazzo del Belvedere Superiore di Vienna. (foto Upper Belvedere)

Già nel 1894 l'Università di Vienna aveva commissionato a Klimt i dipinti per la decorazione del soffitto dell'Aula Magna; quando, anni dopo, l'artista finalmente presentò i pannelli ultimati, rappresentanti allegorie della Filosofia, della Medicina e della Giurisprudenza, il suo stile pittorico, ora espresso in chiave simbolista, era così radicalmente mutato nel frattempo, influenzato anche dalla Secessione, che non corrispose più ai desideri della committenza e ben 87 professori dell'Ateneo viennese protestarono contro quell'opera. Sul rinnovato stile di Klimt influirono anche i due viaggi compiuti a Ravenna, dove incontrò la ricchezza e la luminosità dei mosaici bizantini, che definì entusiasticamente "di splendore inaudito".

Da quel momento in poi, iniziò a fare uso massiccio della foglia d'oro come trama coloristica principale nelle sue opere, la cui tecnica di lavorazione conosceva bene essendo figlio di un orafo; a questo periodo risalgono alcuni tra i suoi dipinti più famosi, quali 'Le tre età della donna', 'Il bacio' e molti ritratti, in prevalenza femminili, commissionati da ricche famiglie ebree viennesi amanti delle avanguardie artistiche. Le opere di quel periodo - in cui la brillantezza dell'oro bilancia la scarsa volumetria delle forme e l'immagine, sia essa elemento naturale o componente ornamentale, appare sublimata, quasi trasfigurata - emanano un fascino arcano e ricercato, un'aura quasi magica. Il periodo 'aureo' si concluse nel 1909, quando il suo stile conobbe una nuova fase, certamente influenzata dalla pittura espressionista e nei suoi quadri divenne protagonista un cromatismo forte, vivace e acceso.

Viale nel parco di Schloss Kammer – 1912, opera conservata al Palazzo del Belvedere Superiore di Vienna. (foto Upper Belvedere) John Malkovich nei panni di Gustav Klimt nel film Klimt diretto da Raoul Ruiz nel 2006, dvd 01 Distribution. Il volume Gustav Klimt, L'oro della seduzione firmato da Eva di Stefano, Giunti Editore.

È soprattutto nelle figure femminili che si esprime la grandezza di Klimt: nella sua arte la donna occupa un posto primario. Essa coincide con l'idea stessa di eros, che è al contempo perdizione e salvezza, amore e morte. Klimt nei suoi dipinti celebrò la donna e il suo potere incantatorio e ne esaltò il fascino conturbante e sensuale, rinnovando il mito della 'femme fatale'. Egli amò molte donne, tanto che nell'ultimo decennio del 1800 fu padre riconosciuto di quattordici figli, ma una soltanto, Emilie Flöge, gli fu accanto fino alla morte, sopraggiunta in seguito a un ictus a 56 anni.

Cancro, segno zodiacale di Gustav Klimt. Gustav Klimt nacque il 16 luglio, sotto il segno del Cancro, e dell'uomo con questo aspetto astrale egli manifestava alcune caratteristiche tipiche, come la chiusura del carattere, il suo essere di poche parole, la sua indipendenza e la sua imprevedibilità. Appartenendo alla terza decade del Segno, dominata dalla Luna, risentiva di una certa mutevolezza dell'umore e del temperamento. Anche l'inclinazione per l'arte era accentuata dall'essere un nativo del Cancro. L'amore, espresso in una molteplicità di relazioni, aveva nella vita di Klimt un ruolo fondamentale, e anche nella sua incapacità di rimanere solo troviamo una peculiarità dell'uomo del Cancro. Un altro tratto caratteristico nella variante 'maschile' di questo segno è una certa pigrizia e una scarsa propensione per i viaggi, tratto che ritroviamo anche in Gustav Klimt, che viaggiava sempre molto malvolentieri, sentendosi veramente a proprio agio soltanto nella sua casa di Vienna o in quella, sull'Attersee, dove trascorreva tutte le estati. L'uomo del Cancro sa costruire con costanza il suo successo, poiché è ambizioso e determinato, ed è consapevole del proprio valore; Klimt non faceva eccezione, e di sé ebbe a dire: "esistono solo due pittori: Velazquez e io".