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Un libro una città: Belgrado

 

 

“Sanguisughe” di David Albahari (Zandonai)


di Bruga


La copertina del romanzo di David Albahari Sanguisughe, Zandonai 2009. Vive nel quartiere storico di Zemun l’interessante autore che nel suo recente romanzo immagina il protagonista belgradese a passeggio lungo il Danubio: questa banale camminata diventa il punto di partenza di una trama che è stata non a torto definita “hitchcockiana”.

Un approccio letterario intrigante, per cominciare a conoscere una capitale importante nella storia europea, soprattutto in quella più recente: giusto 15 anni fa, in questi giorni iniziavano i bombardamenti della Nato che riportarono alla ragione, in modo purtroppo cruento e distruttivo, il regime di Slobodan Milosevic. Da allora alcuni edifici, come il centralissimo Ministero della Difesa, recano ancora ben visibili i segni delle bombe, ma il resto della città e le altre zone della Serbia sono tornati quasi alla normalità. Il paese si sta avvicinando all’Unione Europea (dove la vicina Croazia è da poco entrata a pieno titolo), e la capitale sta rimettendo in funzione i propri musei, che al momento sono in parte chiusi proprio per ristrutturazione. Per fortuna, nel centro di Belgrado ha aperto da poco un piccolo ma elegante museo di arte moderna e contemporanea, il primo aperto da un privato: mi riferisco a una singolare figura di mecenate, la signora Madlena Zepter (www.madlenazepter.com). Il museo si chiama appunto Zepter e raccoglie l’arte serba (allora anche jugoslava) dalla seconda metà del Novecento a oggi (www.zeptermuseum.rs). Si trova nella via commerciale più affollata ed elegante, la Knez Mihailova al numero 42.

A poche decine di metri in linea d’aria, un altro museo interessante, quello etnografico: un po’ vetusto dal punto di vista organizzativo, ma ben strutturato e con le indicazioni anche in inglese, mostra costumi tradizionali, modellini di antiche abitazioni, mobili d’epoca e altri oggetti della vita quotidiana in varie regioni della Serbia (www.etnografskimuzej.rs).

L'ingresso del Museo Zepter. (foto Zepter Muzej) Dipinti e sculture di arte serba in una sala del Museo Zepter. (foto Bruga) Plastico di un antico villaggio serbo al Museo Etnografico. (foto Bruga) La villa della principessa Ljubica Obrenovic. (foto Bruga)

La terza raccolta visitabile è sempre a poche decine di metri in linea d’aria dallo Zepter, in una villa abitata nell’Ottocento dalla principessa Ljubica Obrenovic. Si trova in Kneza Sime Markovića 8 e nei suoi due piani, a parte il locale interrato utilizzato per mostre temporanee, mostra - oltre alla struttura fortemente influenzata dai modelli turchi ( l’Impero ottomano governò la città a varie riprese fra il 1521 e il 1867) - molti mobili dell’Ottocento, raccolti altrove e qui presentati in modo assai gradevole (www.mgb.org.rs).

Fate ancora qualche metro e vi trovate nella coeva cattedrale ortodossa di Belgrado, dedicata a San Michele Arcangelo, la cui torre campanaria cuspidata si vede a grande distanza. Mai quanto l’altra importante chiesa ortodossa di Belgrado, situata un po’ agli antipodi, in una zona dove spicca per la sua mole imponente: mi riferisco alla incompiuta (dopo oltre un secolo, un po’ come la Sagrada Familia barcellonese di Gaudì) chiesa di San Sava, il più grande tempio ortodosso al mondo!

La facciata della cattedrale di culto ortodosso consacrata a San Michele Arcangelo. (foto Bruga) Le cupole e la statua di San Sava. (foto Bruga) La via Knez Mihailova nel cuore della città. (foto Bruga) Il Teatro Nazionale in Piazza della Repubblica. (foto Bruga)

L'interno del Teatro Nazionale. (foto Ente Nazionale Turismo della Serbia) Il Museo Nazionale in Piazza della Repubblica. (foto Narodni Muzej) La Galleria degli Affreschi. (foto Narodni Muzej)

Rare le chiese cattoliche, una sola la sinagoga; nella Belgrado turca erano invece quasi trecento le moschee, che per ovvi motivi sono via via scomparse, anche se a pochi metri dal centro se ne trova ancora una, settecentesca, ma attiva e corredata da una scuola islamica e da qualche negozio di cibi halal: è la moschea Bajrakli, in via Jevremova 11.

Abbiamo iniziato parlando del Danubio (che non è l’unico fiume a costeggiare la città, perché c’è anche la Sava che in esso confluisce). E proprio dal grande fiume ripartiremo fra un mese, nel prossimo articolo …

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