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Movida e buoni indirizzi a Ponte Milvio e dintorni

 

di Max D’Addezio *

 

Ponte Milvio attraversato dal tram in un'immagine degli anni Trenta. Ponte Mollo è il nome che i romani nell’antichità hanno dato a Ponte Milvius, nome preso dal costruttore e quello che noi oggi chiamiamo Ponte Milvio. Quando fu costruito, probabilmente in legno nella sua prima versione, aveva spesso problemi di manutenzione se vogliamo usare un termine gentile, rimanendo comunque un crocevia molto importante di collegamento tra importanti arterie di trasporto, come la Cassia o la Flaminia e in ogni modo situato molto fuori dal centro dell’Urbe; oggi invece Ponte Milvio è totalmente immerso nella metropoli romana e punto di riferimento della movida cittadina, per il numero di persone (di età molto giovane) che affollano le strade del quartiere.

Tra i venti e i quindici anni fa c’erano pochissimi locali in giro nella zona, uno su tutti il mitico chiosco di Joe Rivetto, proprio all’imbocco del ponte, che d’estate si trasformava in una vera e propria bolgia dantesca di persone in fila per una caipirinha, e qualche trattoria storica come Pallotta, antica trattoria che con il suo pergolato e le sue polpette si affacciava sulla piazza di ponte Milvio.

Oggi la situazione si è evoluta, trasformando il quartiere a ridosso del ponte in una fucina di locali di tendenza, dove durante tutto l’anno si va per vedere e farsi vedere e per trovare un corollario di locali molto alla moda, che offrono una scelta che va dall’aperitivo più scontato alla cena di classe e non scontata, in tutti i sensi.

Il ponte e la Torretta Valadier in una veduta aerea degli anni Quaranta. (foto XX Municipio) Le arcate del ponte viste dal Tevere. (foto Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali) La Torretta Valadier. (foto Pierreci)

C’è MET, che nel week end riesce a fare concorrenza al brunch dell’Hotel de Russie, grazie alla scelta in ambito gastronomico e grazie alle frequentazioni del posto, composte da V.I.P. dello spettacolo e del mondo del calcio.

Ma a Piazzale di Ponte Milvio 35 c’è il Panificio Nazzareno che a sua volta fa concorrenza al MET in questo derby tutto di quartiere giocato su due atmosfere totalmente differenti, una più modaiola ed eterea (MET) l’altro più romano sullo stile trattoria (Panificio Nazzareno) ma con un'impronta internazionale, grazie alla scelta del brunch e a un orario di lavoro che va dal mattino presto alla notte tarda.
C’è “I Fritti de Sora Milvia”, sempre affacciato sulla piazza; un posto per gli amanti del take-away, che propone fritti di tutti i generi, dal vegetariano al pesce, fino ad arrivare ai dolci, tutto fatto con maestria.

La sala dell'Antica Trattoria Pallotta. (foto Pallotta) Il raffinato interno del Ristorante MET. (foto MET) I cornetti del Nazzareno pronti per il forno. (foto Panificio Nazzareno)

Poco più su, in Via della Farnesina 13, c’è “L'Osteria del quinto quarto”, che se una volta entrati si rispetta il nome e quindi la vocazione romana di questa trattoria, la pancia ringrazierà!

Da tenere in considerazione il “Dulcamara” in via Flaminia 449, dove la scorsa estate è stato fatto un importante lavoro di restauro ed è stato costruito un bar con un banco di 10 metri, per la gioia di chi vuole un cocktail prima della cena, senza dover cambiare posto.

La pizzella della friggitoria I fritti della Sora Milvia. (foto Pietro Ramundo/I fritti della Sora Milvia) Il dehors dell'Osteria del Quinto Quarto. (foto Ristorante Il Quinto Quarto) L'accogliente atmosfera del bar Dulcamara. (foto Dulcamara)

Considerazioni generali: Ponte Milvio non ha niente a che vedere con le atmosfere tipiche romane, con vicoli e mura vecchie, fontane o monumenti, anzi tutt’altro, ma è una realtà molto molto consolidata a livello di mercato del food & beverage, ed ha di conseguenza un grande valore a livello commerciale, però come una cartina di tornasole, rivela l’anima di quel romano che non fa niente per evitare che il servizio si abbassi e l’offerta si standardizzi, perché è vero che il quartiere è stracolmo di bar e ristoranti, ma è anche vero che è preso d’assalto da una clientela poco attenta alla qualità e molto attenta allo spendere (poco!), fenomeno su cui di conseguenza alcuni imprenditori del settore se ne approfittano. Non me la sento di dare tutta la colpa al ristoratore disonesto se può farlo indisturbato, ma mi va di dare parte della responsabilità a chi non si merita la qualità e non si ribella alla mancanza di “value for money”, ma che si merita un bel “Ponte Mollo” della ristorazione, che casca e pende in continuazione, deficitario di qualità del servizio e materie prime discutibili.

Salute!



* Patron del wine bar Co.So. Cocktails & Social nel quartiere romano Pigneto (Via Braccio da Montone, 80)