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Impressioni d’Autunno

Le melodie della natura

Atmosfera natalizia

Magie d'Oriente

A come Amicizia

 

 

A cura di
La Matta, la Saggia e l’Innocente


 

L’Inverno e la Primavera - favola di Esopo

La Primavera e l'Inverno sono due stagioni completamente opposte che non sono mai riuscite a trovare la corretta armonia per andare d'accordo. Fortunatamente esse non devono convivere, infatti, quando compare una deve umilmente ritirarsi l'altro.

Un giorno il signor Inverno si trovò faccia a faccia con la giovane signorina Primavera. L'anziana stagione, con quella sua aria sapiente prese a dire: "Mia cara amica, tu non sai essere decisa e determinata. Quando giunge il tuo periodo annuale, le persone e gli animali ne approfittano per precipitarsi fuori dalle loro case o dalle loro tane e si riversano in quei prati che tu, con tanta premura, hai provveduto a far fiorire. Essi strappano i giovani arbusti, calpestano senza pietà l'erba e assorbono ogni sorso di quel sole splendente che, col tuo arrivo diventa più caldo. I tuoi frutti vengono ignobilmente raccolti e divorati e infine, con il baccano e la cagnara che tutti fanno, non ti permettono neppure di riposare in pace. Invece io incuto timore e rispetto con le mie nebbie, il freddo e il gelo. La gente si rintana in casa e non esce quasi mai per paura del brutto tempo e così mi lascia riposare tranquillo".

La bella e dolce Primavera, colpita da quelle parole, rispose: "Il mio arrivo è desiderato da tutti e le persone mi amano. Tu non puoi nemmeno immaginare cosa significhi essere tanto apprezzati. E' una sensazione bellissima che non potrai mai provare perché con il freddo che porti al tuo arrivo anche i cuori più caldi si raggelano". L'inverno non disse più niente e si fermò a riflettere. Forse, essere ammirati ed amati dagli altri, poteva anche essere una bella sensazione.

L’Inverno e la Primavera - favola di Esopo

 

 

Matsuo Basho

Dilegua l'eco della campana del tempio; persiste la fragranza delicata dei fiori. Ed è sera.

Matsuo Basho


Fernando Pessoa, Il libro dell'inquietudine

Non è nei vasti campi o nei grandi giardini che vedo giungere la primavera. È nei rari alberi di una piccola piazza della città. Lì il verde spicca come un dono ed è allegro come una dolce tristezza.

Fernando Pessoa, Il libro dell'inquietudine

 

Alda Merini

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.

Alda Merini

 

Stephen Littleword

Sogno una primavera ricca di colore, lo sbocciare della vita così come delle emozioni. Anelo alla primavera mi ricorda che la vita ha ancora voglia di esprimersi con la sua forza, il suo vigore e il suo sogno di speranza.

Stephen Littleword

 

Pablo Neruda

Voglio fare con te ciò che la primavera fa con i ciliegi.

Pablo Neruda


Corrado Govoni

Anche il mare ha la sua primavera: rondini all’alba, lucciole alla sera. Ha i suoi meravigliosi prati di rosa e di viola, che qualcuno invisibile, là, falcia e ammucchia il fieno in cumuli di fresche nuvole. Si perdon le correnti come le pallide strade tra le siepi dei venti, da cui sembra venire, nella pioggia, come un amaro odore di biancospino in fiore. E certo, nella valle più lontana, un pastore instancabile tonde il suo gregge infinito di onde, tanta è la lana che viene a spumeggiare sulla riva. Verdognolo e lillastro, come l’arcobaleno gemmeo elastico refrigerante: d’accordo con il cielo profondo arioso concavo specchiante, come il cristallo con il fiore; tutto abbandoni e improvvise malinconie, come il primo amore. Così fresco ed azzurro, come se trasparissero dalla sua limpidità le sue tacite foreste sottomarine avvinghiate di alghe serpentine; quest’edera senza foglie; scorse dai freddi scivolii di pesci di maiolica e d’argento, alati come uccelli muti, tra i coralli irrigiditi: questi peschi sempre fioriti. Son le rondini, fisse, le conchiglie. E le lucciole, enormi, son le seppie morte, lanterne sorde di palombari annegati, fari di naufraghi pericolati. Una barca, con un’immensa vela, sembra qualche straccione fermo in un crocevia sotto l’ombrello in attesa che passi l’acquazzone.

Corrado Govoni


Il passero e la primavera,  Orio Vergani

Hai visto, stamani, quel piccolo passero bruno sul tetto? Lo hai visto mentre saltellava sulla grondaia? Cos'aveva da guardare, di lassù? E, adesso, cosa ha da fare, che vola verso il campanile? Cosa va a vedere da lassù? Egli ha visto quello che tu non vedi ancora. Egli ha sentito quello che tu non hai udito ancora: un colore nuovo, un tepore nuovo. Egli ha visto che, lassù sul colle, la neve si scioglie: egli ha sentito che, sul ramo, il ghiacciuolo scricchiola e cade: egli ha visto che laggiù, nella terra bruna, è spuntato il primo filo di erba verdissima. Guarda come si scrolla felice nel suo mantelluccio di penne! Senti come cinguetta allegra la sua voce. Egli dice: « Arriva la primavera! ».

Il passero e la primavera, Orio Vergani

 

Paulo Coelho

Quando ci sentiamo affranti e deboli, tutto ciò che dobbiamo fare è aspettare. La primavera torna, le nevi dell’inverno si sciolgono e la loro acqua ci infonde nuova energia.

Paulo Coelho

 

E. Morike

Torna ad ondeggiare al vento la sciarpa azzurra della primavera; dolce, impregnata di presentimento scorre un’aria leggera. Le violette sognano la vita già prossima a sbocciare. Senti, lontano, un’arpa tintinnare? Primavera, sei tu, ti ho sentita!

E. Morike

 

A. Vivaldi

Giunt' è la Primavera e festosetti
La Salutan gl' Augei con lieto canto,
E i fonti allo Spirar de' Zeffiretti
Con dolce mormorio Scorrono intanto:
Vengon' coprendo l'aer di nero amanto
E Lampi, e tuoni ad annuntiarla eletti
Indi tacendo questi, gli' Augelletti;
di nuovo al lor canoro incanto.

A. Vivaldi

 

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