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di Eugenia Sciorilli

 


Ritratto fotografico di Giorgio Morandi. (foto MAMbo) Cinquanta anni fa, il 18 giugno 1964, uno dei più grandi pittori italiani del Novecento si spegneva nella sua città natale, Bologna. La salma di Giorgio Morandi venne trasportata alla Certosa di Bologna, il monumentale cimitero cittadino, dove ancora riposa, dominata da un ritratto donato da un altro artista suo amico, Giacomo Manzù. Un'esistenza schiva, quella di Morandi, scarna di eventi eclatanti, ma ricca di genio creativo, come hanno testimoniato le tante mostre a lui dedicate che si sono succedute fino ai nostri giorni, in Italia e all'estero.

Nato a Bologna il 20 luglio 1890, Giorgio Morandi si accosta precocemente al mondo dell'arte, conquistato da pittori come Cézanne, Picasso, Rousseau, ma anche dall'arte dei primi maestri italiani come Giotto. Ad appena 23 anni espone per la prima volta, grazie a una mostra collettiva (con altri allievi dell'Accademia di Belle Arti di Bologna) che viene ospitata dall'Hotel Baglioni. Dopo un periodo in cui si lascia sedurre dalla scuola metafisica di De Chirico, dagli anni Venti Morandi inizia a sviluppare la sua peculiare tecnica pittorica: nascono le nature morte, che diffondono a poco a poco la sua fama.

L'edificio della Casa Museo Morandi a Bologna. (foto Matteo Monti/MAMbo) Una sala del Museo Morandi che vanta la più ampia collezione pubblica delle opere dell'artista. (foto Matteo Monti/MAMbo)

Un angolo dell'atelier di Casa Morandi. (foto Roberto Serra/MAMbo) Ricostruzione del ripostiglio con oggetti originali. (foto Roberto Serra/MAMbo) Il cappello e la giacca di Morandi. (foto Roberto Serra/MAMbo) Particolare degli oggetti appartenuti a Morandi. (foto Roberto Serra/MAMbo)

Il catalogo MAMbo dell'intero percorso creativo del grande pittore, Skira 2009. Il volume pubblicato dal Dipartimento educativo MAMbo nel 2012, Giorgio Morandi – Quello delle bottiglie? Natura morta (metafisica) – 1918, opera appartenente alla collezione della Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo nei pressi Parma. (foto Fondazione Magnani Rocca) Natura morta - 1930, dipinto conservato al Mart, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto nella Collezione Giovanardi. (foto Mart)

Per più di mezzo secolo, dal 1910 fino all'anno della sua morte, il palazzo che si affaccia sul civico 36 di Via Fondazza, a Bologna, accoglie la casa in cui vive e opera Giorgio Morandi. Nel 2009 quella stessa casa è stata aperta al pubblico, per volontà del Comune. I vari oggetti che gli sono serviti da ispirazione, come i famosi vasi, bottiglie, conchiglie e modelli di studio, oltre alla biblioteca personale (consultabile su richiesta) si trovano nella loro collocazione originaria per ricostruire e far meglio comprendere l'universo privato dell'artista.

A quaranta chilometri a sud di Bologna, in un territorio degli Appennini dominato dai boschi e dove si alternano alture e vallate, sorge invece la località di Grizzana Morandi, che ha ospitato Giorgio Morandi e la sua famiglia per diversi decenni nelle stagioni estive. Anche qui si può visitare la sua casa museo: una sobria villetta bianca, donata nel 1994 dalla sorella Maria Teresa con lascito testamentario.

La casa di Grizzana Morandi conserva ancora gli arredi e le suppellettili del periodo in cui fu abitata dall'artista e dalle sorelle; di particolare interesse è lo studio, che conserva alcuni strumenti di lavoro dell'artista. Il Centro di Documentazione, fondato trenta anni fa, è ospitato dal 2000 nel complesso dei Fienili del Campiaro, a circa un chilometro dal centro del paese. È un'area rimasta pressoché inalterata dai tempi della presenza dell'artista, che durante i suoi soggiorni estivi, svoltisi tra il 1913 e il 1963, volle ritrarla più volte, facendone uno dei suoi più famosi soggetti (www.comune.grizzanamorandi.bo.it).

Per conoscere davvero questo artista che volle tenersi lontano dalla mondanità («La mia è una natura incline alla contemplazione», spiegò una volta), non c'è comunque niente di meglio che visitare il Museo Morandi, a Bologna. Ospitato dal 1993, grazie a un'altra preziosa donazione della sorella Maria Teresa, nelle sale di Palazzo d'Accursio, è stato temporaneamente trasferito nell'ottobre 2012 presso il MAMBo - Museo d'Arte Moderna di Bologna (Via Don Minzoni 14), la sua attuale sede. Oltre duecento opere illustrano l'itinerario artistico di Giorgio Morandi, formando così la più ampia collezione pubblica di un artista che come pochi altri ha saputo legare il suo nome al panorama culturale Italiano del ventesimo secolo.

www.mambo-bologna.org/museomorandi/