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Il museo parigino festeggia 80 anni di vita

di Eugenia Sciorilli

 


L'edificio del Museé Marmottan Monet visto dal giardino. (foto Service Presse/ Museé Marmottan Monet) Un antico padiglione di caccia trasformato in museo: è il Musée Marmottan Monet di Parigi, che si affaccia su una tranquilla via residenziale della zona nord ovest della capitale francese, e che quest'anno festeggia i suoi 80 anni di vita. In omaggio a questa ricorrenza, è stata allestita la mostra "Gli Impressionisti in privato" che può essere visitata fino al 6 luglio 2014.

Le origini di questa mostra temporanea risalgono al 1957, con l'ingente lascito di Madame Donop de Monchy e, in particolare, il celebre dipinto "Impression, Soleil levant" di Claude Monet. La mostra, infatti, prende spunto dalle opere dei grandi maestri dell'Impressionismo custodite da cinquanta collezionisti privati, che le hanno prestate al Marmottan per il periodo espositivo. Si tratta di un'accurata selezione di opere, grazie alla quale si ripercorre la storia di una corrente artistica tanto rivoluzionaria per quei tempi quanto amata dalle generazioni successive.

Il percorso della mostra "Gli Impressionisti in privato" esplora innanzitutto gli esordi dell'impressionismo con paesaggi di Corot, Jongkind o Eugène Boudin. Arrivano in seguito gli anni 1870, con una decina di pitture che coprono la carriera di Monet, Pissarro, Morisot e altri grandi artisti. Risalta, naturalmente, il periodo chiave del 1880-1890, dove emerge l'identità che tanto ha caratterizzato il movimento impressionista. Infine, viene concentrata tutta l'attenzione sull'opera ultima dei maestri che vanno oltre i limiti dell'Impressionismo, com'è il caso di "Nymphéas" di Monet, che apre la strada ad altre rivoluzioni moderne come l'astrazione.

Servizio da colazione stile impero della Manifattura di Dagoty, Collezione Paul Marmottan. (foto Service Presse/ Museé Marmottan Monet) Anonimo, La paura del cane, statuetta stile impero, Collezione Paul Marmottan. (foto Service Presse/Museé Marmottan Monet) La sala Claude Monet. (foto Service Presse/Museé Marmottan Monet)

Situato al numero 2 di Rue Louis-Bolly, nei pressi del Parc de la Muette, il Marmottan era in origine il padiglione di caccia del terzo duca di Valmy, François Christophe Edmond Kellermann, figlio di un generale napoleonico. Jules Marmottan, storico e collezionista d'arte, acquistò l'edificio che lasciò in eredità al figlio Paul, il quale visse tra il 1856 e il 1932. Quest'ultimo, come c'informano le cronache, era un appassionato dell'arte del Primo Impero e della Restaurazione, e nel corso della sua esistenza raccolse una straordinaria quantità di stampe, quadri, disegni, libri, sculture e mobili, trasformando l'edificio in una raffinata dimora cittadina.

Alla sua morte, Paul Marmottan dispose che l'edificio e le collezioni fossero lasciate all'Académie des Beaux-Arts affinché fosse aperto un museo a suo nome. Il museo venne inaugurato il 21 giugno 1934 e, nel corso degli anni, si arricchì delle donazioni di numerosi collezionisti, prima fra le quali quella di M.me Victorine de Monchy. Altra tappa saliente nella storia del museo è il 1966: in quell'anno, infatti, muore Michel Monet, secondogenito del grande artista, che sceglie proprio il Marmottan come destinatario di un'eccezionale donazione: la più grande collezione di opere di Claude Monet al mondo.

Per la prima volta dalla sua fondazione il museo ha presentato l'intera collezione Monet nella mostra 2010-2011 dal titolo Claude Monet: il suo museo. Il poster della mostra in corso Gli Impressionisti in privato. Frédédic Bazille, La Terrasse de Méric – 1867. (foto Association des Amis du Petit Palais, Genève/Studio Monique Bernaz/Service Presse Museé Marmottan Monet) Alfred Sisley, La Seine à Bougival – 1872. (foto Collezione privata/Service Presse Museé Marmottan Monet)

Attraverso una successiva donazione, quella della figlia del pittore Henri Duhem (1985), il museo ha cominciato ad accogliere non soltanto oggetti d'arte del Primo Impero, ma anche opere di pittori come Eugène Boudin, Gustave Caillebotte, Paul Gauguin, Edouard Manet, Pierre-Auguste Renoir, Camille Pissarro, Alfred Sisley. Nel 1996 entrò a far parte del patrimonio del museo un'altra importante raccolta, comprendente quadri firmati da Berthe Morisot, Edgar Degas e Henri Rouart. Sul finire degli anni Novanta, il museo acquisì la sua attuale denominazione: Musée Marmottan Monet.


Da sapere - Il museo può essere visitato da martedì a domenica (orario: ore 10-18). Il giovedì, l'orario si prolunga fino alle ore 20. La comunità internazionale di viaggiatori Tripadvisor lo indica tra i luoghi imperdibili di Parigi, collocandolo al 33simo posto su quasi 700 attrazioni parigine (dato risalente alla primavera 2014).

www.marmottan.fr