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Un libro una città: Belgrado
“Tito’s cookbook” di Anja Drulovic


di Bruga


La versione inglese del volume di Anja Drulovic. Un interessante libro che unisce i due temi del nostro ultimo articolo su Belgrado: la figura di Tito e i consigli per mangiare nella capitale serba. Il volume, che è uscito anche in inglese, si trova nelle librerie di Belgrado e soprattutto nel negozio di memorabilia titine e jugonostalgiche posto all’ingresso del Mausoleo dove è sepolto il fondatore della ormai dissolta Federazione Jugoslava. Il complesso, situato alla periferia di Belgrado in una bella zona di parchi, ambasciate e impianti sportivi, è formato dalla tomba del Maresciallo Josip Broz detto Tito e della moglie, da un museo storico e da una raccolta etnografica realizzata con i regali offerti al capo dello stato jugoslavo dalle varie repubbliche della Federazione e soprattutto dalle delegazioni di tutto il mondo che si recavano a trovarlo. Si passa così dai tamburi africani alle babbucce macedoni, dalle marionette vietnamite ai vestiti tradizionali montenegrini. Accanto alla tomba, ancor oggi visitata da numerose persone di ogni età, ci sono poi una piccola mostra fotografica sul movimento dei Paesi non-allineati, fondato e mandato avanti con autorevolezza proprio da Tito, e una incredibile raccolta dei “testimoni” usati per una cerimonia che si svolgeva ogni anno alla vigilia del compleanno del “padre della patria”: una staffetta che toccava ogni punto del paese e coinvolgeva migliaia di persone, un po’ come accade adesso per la torcia olimpica. I bastoni – creati ogni anno per l’occasione – passavano di mano in mano e finalmente erano consegnati a Tito, dal quale sono stati poi lasciati ai curatori del museo …

La statua di Tito dello scultore Antun Augustincic. (foto Bruga) La tomba di Tito nel complesso del suo Mausoleo. (foto Bruga) Una sala della raccolta etnografica conservata al Mausoleo. (foto Bruga) Pregevoli testimoni usati nell'annuale staffetta che si svolgeva alla vigilia del compleanno del Maresciallo.

Gli alberghi di Belgrado sono buoni e non troppo cari: oltre al Moskva, centralissimo e rimodernato da poco (www.hotelmoskva.rs) , ci sono l’ultramoderno e modaiolo Square 9 (www.squarenine.rs) , oppure il poco appariscente ma funzionale Life Design, fornito di una piccola ma piacevole spa. La colazione non è niente di che, ma l’albergo è molto centrale e il personale cortese e pronto a dare una mano (www.lifedesignhotel.rs ).

Per mangiare c’è solo l’imbarazzo della scelta, sia come prezzi che per il tipo di pietanze; se preferite provare qualche piatto locale classico, con buone probabilità di appesantirvi per qualche ora…, potete provare un’antica kavarna a due passi dalla cattedrale ortodossa e dal Palazzo della Principessa Ljubica: è riconoscibile per un punto interrogativo che è di fatto il suo nome, ed è molto simpatica se non fosse per un problema peraltro comune a quasi tutti gli altri locali pubblici: nonostante una legge antifumo simile a quelle di tutta l’Europa, qui hanno trovato scappatoie ed esenzioni di ogni genere, e dunque si fuma quasi ovunque, per giunta con l’avallo della legge!

L'Hotel Moskva, edificio costruito nel 1906 sul piazzale Terazije. (foto Hotel Moskva) La facciata principale dell'Hotel Square Nine. (foto Bruga) La vip room dell'Hotel Life Design. (foto Life Design Hotel) L'insegna della trattoria Jevrem nel centro storico della città. (foto Bruga)

Ottima, sul versante tradizionale e ipercalorico, anche la trattoria “Jevrem”, sulla centrale via Jevremova al numero 36: si entra nel palazzo e si sale in un ampio appartamento-ristorante al primo piano. Anche in questo caso, come nel precedente, il conto è molto contenuto, sui 15-20 euro.

Fra i locali più alla moda, si va dal Tribeca di Kralja Petra 20 (www.tribeca.rs) al giovanilista e vivacissimo Smokvica (Il Fico, che è l’albero piantato al centro del giardino antistante, sulla via Molerova 33; www.smokvica.rs), fino a un altro curiosissimo appartamento trasformato in ristorante vegetariano, il Radost Fina Kuhinjica. Arrivarci è una piccola caccia al tesoro: a cento metri dalla Cattedrale ortodossa e dall’Ambasciata francese, nella via Pariska 3, trovate un portone, entrate nel corridoio e girate sulla destra, dove il primo appartamento che vi appare è appunto il locale in cui un gruppo di simpatici e volenterosi ragazzi prepara, in una cucina di pochi metri quadri, piatti semplici e molto piacevoli, un po’ fusion, tutti rigorosamente per vegetariani o per vegani, ovviamente a prezzi molto onesti.

Una piccola sala del ristorante Tribeca. (foto Tribeca) Il ristorante Smokvica, punto di ritrovo per giovani. (foto Smokvica) Cucina vegetariana al Radost Fina Kuhinjica al civico 3 della via Pariska. (foto Radost) Un dessert del locale Supermarket situato al numero 10 della Visniceva. (foto Supermarket)

Infine, il Supermarket nella Visniceva al 10: un locale di design, molto alla moda, che realizza in un piccolo spazio il concetto che il nostro Eataly sta diffondendo in tutto il mondo, cioè la fusione fra vendita di prodotti agroalimentari di una certa qualità e ristorazione. Sulle pareti scaffali pieni di vini, oli e pacchi di pasta in vendita; al centro, un lungo bancone per il bar e una piccola cucina che serve pasti caldi e ben fatti, a un pubblico disposto a spendere qualcosa in più, anche per usufruire del wifi o dei giornali a disposizione (www.supermarket.rs) .

www.it.serbia.travel