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di Eugenia Sciorilli


Due palazzi storici italiani ospitano per qualche mese decine di capolavori firmati da pittori inglesi. Palazzo Chiablese, a Torino, ospita fino al 13 luglio la mostra "Preraffaelliti. L'utopia della bellezza", mentre Palazzo Sciarra, a Roma, presenta la mostra "Hogarth, Reynolds, Turner. Pittura inglese verso la modernità" fino al 20 luglio.



A TORINO "PRERAFFAELLITI. L'UTOPIA DELLA BELLEZZA"

John Everett Millais, Ofelia – 1851-52. (foto Tate London 2014/Palazzo Chiablese Torino) Edward Burne-Jones, Sidonia von Bork – 1860. (foto Tate London 2014/Palazzo Chiablese Torino) Dante Gabriel Rossetti, Aurelia (L'amante di Fazio) – 1863-73. (foto Tate London 2014/Palazzo Chiablese Torino)

Dante Gabriel Rossetti, Monna Vanna – 1866. (foto Tate London 2014/Palazzo Chiablese Torino) Dante Gabriel Rossetti, Proserpina – 1874. (foto Tate London 2014/Palazzo Chiablese Torino) Ford Madox Brown, Prendi tuo figlio, Signore – 1851-52 rielaborato nel 1856-57. (foto Tate London 2014/Palazzo Chiablese Torino)

Palazzo Chiablese, che fa parte integrante delle "Residenze Sabaude" iscritte dal 1997 alla Lista del Patrimonio dell'Umanità Unesco, accoglie nelle sue sale sontuose un importante omaggio a quella corrente artistica che animò l'Inghilterra intorno alla metà del XIX secolo. Oltre settanta capolavori della Confraternita dei Preraffaelliti sono approdati nel capoluogo piemontese dopo un tour mondiale durato due anni (che ha attirato un milione di visitatori), prima di rientrare alla Tate Britain di Londra che li custodisce in un’ala dedicata e da cui non usciranno, si prevede, per molti anni. I Preraffaelliti, considerati la summa pittorica dell’età vittoriana, si sono distinti per aver contrastato l'accademismo della cultura ufficiale, mirando a recuperare attraverso l'arte la semplicità e la purezza dei primitivi, ovvero di quegli artisti che avevano preceduto Raffaello. Attingevano soprattutto a temi letterari o storici, privilegiando episodi tratti da romanzi medievali, da opere di Dante e Shakespeare per arrivare fino a Keats. Nel percorso espositivo i Preraffaelliti sono presenti con vere e proprie icone del periodo come "Ophelia" di John Everett Millais, "L’amata" (La sposa) di Dante Gabriele Rossetti, "Prendi tuo figlio, Signore" di Ford Madox Brown e "Sidonia von Bork 1560" di Edward Coley Burne-Jones. Merito della mostra è di avere voluto dare spazio a ogni aspetto tematico del movimento, grazie all'allestimento di sette sezioni: La Storia, La Religione, I Paesaggi, La società contemporanea, Lo stile pittorico, La Bellezza e Il Simbolismo.

http://www.mostrapreraffaelliti.it/



A ROMA "HOGARTH, REYNOLDS, TURNER.
PITTURA INGLESE VERSO LA MODERNITÀ"

Antonio Canaletto, Westminster Bridge in costruzione – 1746-47. (foto Collection of the Duke of Northumberland, Alnwick Castle/Fondazione Roma Arte Musei) Thomas Gainsborough, William Wollaston – 1758-59. (foto Colchester and Ipswich Museums Service/Fondazione Roma Arte Musei) Heinrich Fussli, Titania e Bottom – 1790 circa. (foto Tate London 2014/Fondazione Roma Arte Musei)

Francis Towne, Il giardino di Villa Barberini -1781. (foto The Trustees of the British Museum/Fondazione Roma Arte Musei) Wright of Derby, Snowdon al chiaro di luna – 1792. (foto University of Liverpool/The Bridgeman Art Library/Fondazione Roma Arte Musei) John Constable, La cattedrale di Salisbury – 1829-1831. (foto Guidhall Art Gallery London/Fondazione Roma Arte Musei)

Palazzo Sciarra, situato nel centro storico di Roma a pochi passi dalla spettacolare Fontana di Trevi, è la sede della Fondazione Roma Museo, ed è in queste settimane anche la suggestiva cornice alla mostra che intende rendere omaggio a tre grandi protagonisti dell'arte tra Settecento e Ottocento in terra inglese. A tale scopo sono riunite oltre cento opere, provenienti da musei prestigiosi quali il British Museum, la Tate Britain, il Victoria & Albert Museum, la Royal Academy, la National Portrait Gallery, il Museum of London, la Galleria degli Uffizi, lo Yale Centre for British Art. Lo sviluppo economico di cui fu protagonista la Gran Bretagna nel corso del Settecento, grazie alla rivoluzione industriale e all'egemonia sulle rotte marittime, permise anche la nascita di un vero e proprio mondo nuovo di figure professionali, industriali e mercanti, scienziati e filosofi, che avrebbero trovato nelle arti visive un significativo supporto all’affermazione del loro nuovo status, divenendo i mecenati di quei maestri che nell’arco del secolo avrebbero contribuito alla definizione di una scuola nazionale. Il percorso della mostra si articola in sette sezioni e propone una selezione dei più celebri artisti di quel lungo e fecondo periodo, con l’obiettivo di documentare in particolare i generi della ritrattistica e della pittura di paesaggio che maggiormente s'imposero nel corso dei decenni, dando così luogo a un linguaggio figurativo capace di interpretare quella modernità che diventerà nell’Ottocento riferimento comune per tutta l’Europa. In mostra si possono ammirare quadri di pittori come Hogarth, Reynolds, Gainsborough, Wright of Derby, Stubbs, Füssli, Constable e Turner.

http://www.pitturaingleseroma.it/