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Un libro una città: Bucarest
 “Essere o non essere Ion”
di Herta Müller (edizioni Transeuropa)


di Bruga

La copertina del libro di Herta Muller, Transeuropa Edizioni 2012. Oggi partiamo da un libro della scrittrice tedesca di origine rumena, Premio Nobel per la letteratura nel 2009. La Muller ora scrive in tedesco, sua lingua madre (la sua famiglia era di origine sassone), ma è nata in Romania e lì è rimasta dalla nascita, nel 1953, fino al 1987, quando riuscì a espatriare, un paio d’anni prima del crollo del regime di Ceausescu che l’aveva censurata e perseguitata. Questo volume, scritto in rumeno, era presente nello stand del suo paese d’origine al Salone del libro di Torino di due anni fa, che ebbe appunto la Romania come nazione ospite.
Insomma, parliamo di un paese che ha espresso ed esprime una cultura di grande rilevanza, come si comprende anche dagli imponenti e ricchi musei della capitale. Il più bello ed elegante è il Museo nazionale di arte, ospitato nell’ottocentesco Palazzo Reale in Calea Victoriei 49-53. Nei suoi tre piani potrete ammirare, oltre a molte opere di artisti europei acquistate nell’Ottocento, tutta l’arte rumena dal Medioevo al Novecento, inclusi alcuni grandi nomi come Costantin Brancusi (www.mnar.arts.ro). Uscendo dalle immense sale, vi troverete di fronte a un palazzo incendiato durante la rivolta del 1989 e solo in parte ricostruito, ma soprattutto vedrete il monumento ai caduti di quelle giornate. La scultura è stata paragonata, un po’ spregiativamente (ma non senza motivo), a un’oliva infilzata da uno stuzzicadenti, ma chi ha perso un parente in quel periodo così drammatico credo non abbia molta voglia di scherzare …

L'ingresso del Museo Nazionale di Arte della Romania. (foto Bruga) Il gioco di scalinate all'interno del Museo Nazionale di Arte della Romania. (foto Bruga) Una Sala del museo. (foto Museo Nazionale di Arte della Romania)

Il monumento ai caduti realizzato nel 1989. (foto Bruga) L'hotel Capsa nella Calea Victoriei. (foto Bruga) L'edificio del Museo delle Collezioni Artistiche. (foto Bruga)

A qualche centinaio di metri di distanza, sempre sulla grande arteria ottocentesca chiamata Calea Victoriei, un tempo molto elegante ma oggi in alcuni tratti completamente stravolta, si trova anche il Museo delle collezioni artistiche. Siamo al numero 111, in un palazzo più o meno coevo del Palazzo Reale, pienissimo di opere di tutti i pittori e scultori rumeni degli ultimi due secoli. Gli artisti hanno lasciato anche donazioni di cimeli e di oggetti da loro raccolti in giro per il mondo. Una collezione affascinante, in un palazzo restaurato con grande cura e buon gusto.

Dopo aver visto i musei e girato per quartieri liberty in cerca di edifici storici bellissimi obliterati da mostruose costruzioni del periodo comunista, potrete finalmente concedervi un buon pasto in locali che ormai variano dalle catene di tipo occidentale all’imitazione di format di successo come lo “sports bar” (tipo lo Stadio in via Ion Campineanu 11). Resistono, per fortuna, anche luoghi più autentici e legati alla tradizione gastronomica mitteleuropea di inizio Novecento, come il Rossetya di via Dimitrie Bolintineanu 9. Locale semplice ma di classe, con un menu amplissimo ispirato a tutte le correnti gastronomiche che, in un periodo o nell’altro, hanno avuto successo in Romania: dalla francese all’austriaca, dall’ungherese alla russa, oltre naturalmente a piatti di carne e di pesce più tipicamente rumeni, tutti arricchiti da verdure e di gusto assolutamente gradevole (www.rossetya.ro ).

L'International Business Center ora Union Hotel. (foto Bruga) L'elegante ingresso del Grand Hotel Continental. (foto Bruga) La hall del Grand Hotel Continental. (foto Bruga)

Una sala del pianoterra dell'Athenée Palace Hilton. (foto Hilton Hotel)

Il Romanian Atheneum, sala da concerto in stile neoclassico. (foto Bruga) La piscina del Radisson Blu Hotel nella Calea Victoriei. (foto Bruga)

Per dormire, un eccellente albergo, centrale e funzionale oltre che finemente ristrutturato da pochi anni, è il Grand Hotel Continental, in un palazzo di fine ottocento sempre su Calea Victoriei al numero 56. Ma tutte le grandi catene sono ormai presenti in città, quindi anche da questo punto di vista non ci sono problemi: l’Hilton ha ristrutturato un altro bellissimo palazzo del 1914 di fronte all’elegante edificio dell’Atheneum, l’Intercontinental occupa un grattacielo di epoca comunista, il Radisson è invece modernissimo e così via.

In conclusione, una città da conoscere camminando in cerca di emozioni: edifici sorprendentemente belli in quartieri modesti, e quartieri eleganti sopravvissuti ai tentativi di omologazione. Una storia che conosciamo bene, perché si è realizzata, mutatis mutandis, anche da noi. Prima con gli stessi eccessi di autoritarismo (la costruzione di Via della Conciliazione a Roma sotto il fascismo, per esempio) e poi senza le asprezze e i drammi della dittatura, ma sotto il peso di scelte sbagliate e della corruzione dilagante (si riveda “Le mani sulla città” del 1963!).

www.romania.it


 





 

 

 

 

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