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A Tavola con lo Chef

 


 

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Un tour della Scozia, sulle tracce del whisky

di Max D’Addezio *

 

Veduta notturna del Castello di Edimburgo. (foto Historic Scotland/Edinburgh Castle) Si narra che un monaco salvò la vita ad un cavaliere, curandolo e dandogli rifugio presso il suo monastero, ed esso per ripagarlo di tanta generosità regalò all’uomo di chiesa una ricetta per produrre l’”acqua della vita” che tradotto in gaelico diventa ”uisge beatha” (uisge = whisky). Sempre secondo la legenda, il cavaliere divenne un re e il monaco un barman…
E andare in Scozia alla scoperta delle distillerie è uno dei viaggi fondamentali per un barman che vuole essere considerato tale, per riuscire a capire il distillato più famoso al mondo.

Tanti anni fa, gestivo un pub ristorante scozzese a Roma, e durante la chiusura estiva io me ne andavo a passare un mesetto nella terra di Braveheart, alla scoperta degli usi e costumi locali, ma più che altro andavo alla ricerca della ricetta dell’Haggis (ma questa è una storia che racconteremo in seguito). Da qui un grande amore per questa sorprendente patria del buon umore (non solo per motivi legati all’alcol!).

Il tour “tipo” ha inizio all’aeroporto di Edimburgo (si pronuncia Edinbrà) con la prima avventura, l’avventura della “round about” ovvero della rotatoria all’uscita del complesso aeroportuale, considerata la più pericolosa di tutta la Gran Bretagna, perché tutti i turisti europei abituati a guidare a destra, e che affittano la macchina allo scalo di Edimburgo, la imboccano al contrario! Ok, superata questa le strade ad una corsia che incontreremo più avanti in confronto son autostrade libere.

Loch Lochy nel Glen Mor. (foto Scotland's National Tourism Organisation) La Queen's Well nel Glen Esk. (foto Scotland's National Tourism Organisation) La St Leonard's Church a Perth. (foto Scotland's National Tourism Organisation)

La magnifica Edimburgo con il suo castello e la torre dell’orologio ci aspettano per accoglierci, e per farci, poco a poco, scoprire la bellezza di questa città che gira tutto intorno al suo maniero, in ottimo stato di conservazione, completamente visitabile e fonte di eventi legati alla cultura locale.

Il consiglio, da qui in avanti, per passare la notte è quella di andare nei centri di informazione turistica, estremamente organizzati e connessi tra di loro, e cercare dei bed & breakfast, dove poter avere l’opportunità di passare alcune ore con gli scozzesi e la loro calda accoglienza, e tralasciare gli alberghi classici.

Edimburgo per quanto bella, non rappresenta il resto della Scozia, e quindi bisogna muoversi alla volta del nord, forziere che contiene scenari preziosi e spettacolari, per poter assaporare il vero sapore di questa terra, quindi attraversata Perth, l’antica capitale, si entra nella valle dei Glen, le montagne che arrivano intorno ai 1000 metri e che riforniscono di acque pure i fiumi e i laghi che a mano a mano incontreremo.

La ottocentesca Oban distillery, una delle più antiche distillerie di tutta la Scozia. (foto Scotland's National Tourism Organisation) L'Oban Single Malt Whisky con quattordici anni d'invecchiamento. (foto Whiskey Goldmine) Il complesso della Bowmore Distillery situata nel nord est dell'isola di Islay. (foto Scotland's National Tourism Organisation)

Arrivati a Perth giriamo a sinistra e iniziamo a viaggiare in carreggiate sempre più strette fino ad arrivare su delle strade ad una sola corsia (per fortuna, perché guidare a sinistra devo dire che è sempre “particolare”) e dove ogni tanto c'è una piazzoletta che ti permette di accostare e far passare chi viene in senso contrario, o eventualmente fermarsi a guardare le pecore dal muso nero che ogni tanto attraversano.

Alla volta della costa ovest, sia con la pioggia (90%) che con il sole (10%) il paesaggio è bellissimo, colorato dal viola dei fiori del cardo fino ad arrivare nella piccola cittadina di Oban, che oltre ad essere la capitale del pesce (Seafood Capital of Scotland come direbbero loro) è anche una delle capitali del whisky (qui si produce l’Oban Single Malt Whisky) che grazie alla sua posizione sul mare, ma in una baia che mitiga gli umori dell’oceano Atlantico, riesce a far si che il whisky prodotto qui abbia una sapidità marina tanto delicata quanto perfettamente miscelata con la morbidezza del distillato stesso. Tanti i ristorantini rinomati nell’area, ma immancabile è vicino al porto lo stabilimento di affumicatura del salmone: qui, da una piccola apertura sul retro, si possono acquistare fantasmagoriche porzioni a portar via del pesce rosa appena lavorato, o dei sandwich di gamberetti da far invidia a Forrest Gump.

Da Oban, via mare si prosegue la degustazione dell’ambrato nettare alla volta dell’isola di Islay, uno degli ultimi baluardi della produzione esclusivamente locale sia del cereale, sia del maltaggio e quindi della distillazione e invecchiamento del whisky. Dopo un luculliano pasto (colazione a base di pasticcio di carne e birra) a bordo del traghetto, si arriva a Port Askaig e da li si prosegue in macchina fino alla distilleria di Port Ellen. Bada bene, le degustazioni nelle distillerie non sono mai gratis, ma vale sempre la pena, perché si possono trovare delle produzioni non sempre disponibili in commercio in Italia.

Il piccolo villaggio di Port Askaig. (foto Scotland's National Tourism Organisation) La Lagavulin Distillery nella piccola baia di Port Ellen. (foto Scotland's National Tourism Organisation) Le botti della Talisker Distillery, l'unica distilleria dell'Isola di Skye. (foto Scotland's National Tourism Organisation)

La baia del paesino di Uig nell'Isola di Skye. (foto Scotland's National Tourism Organisation) L'ottimo distillato Highland Park Single Scotch Whisky 18 anni. (foto Highland Park) La scogliera di Yesnaby nelle Isole Orcadi. (foto Scotland's National Tourism Organisation)

Tornati verso Oban, si prosegue a nord costeggiando la baia nella direzione di Forth Williams e da qui verso Mallaig per prendere il traghetto per l’isola più bella, l’isola di Skye, dove c’è la distilleria del Talisker.

Passiamo la notte in un BB poco fuori da Portree, microscopico paesino, dove la camera si affacciava su un lago incantato e nel centro del paese c’è il posto più famoso di tutto il Regno Unito per poter mangiare gamberetti fritti! Consiglio: tralasciate tranquillamente la cucina locale che non sia fish & chips (ricordate di aggiungere un po’ di aceto e sale al pesce) o gamberi fritti.

Fare il giro dell’isola in macchina impiegherebbe circa due o tre ore, ma tra la visita alla distilleria di Talisker e gli scorci a strapiombo sul mare dove fermarsi e sognare potrebbe far durare il giro una settimana, se non fosse che non ci sono insediamenti umani dove fermarsi a dormire ma in compenso ci sono insediamenti molto consistenti di moscerini che fanno con piacere tappa nei vostri bulbi oculari, tranne a nord dove le scogliere di roccia e il vento instaurano una no flight zone.

Con difficoltà lasciamo Skye e attraversando lo Skye Bridge, un colosso che collega l’isoletta alla grande isola, andiamo verso Inverness, città senza nessuna peculiarità se non quella di affacciarsi sul lago di Ness, ovvero Loch Ness, sul quale non c’è da spendere una parola di più.

I grossi alambicchi di rame della Glenlivet Distillery nello Speyside. (foto Scotland's National Tourism Organisation) La Strathisla Distillery, la più antica della regione delle Highlands. (foto Scotland's National Tourism Organisation) La Royal Lochnagar Distillery nei pressi del Castello di Balmoral nelle Lowlands. (foto Royal Lochnagar)

Ma è a nord di Inverness che c’è la vera chicca, le Isole Orcadi (Orkney Island), semidesertiche ma dove nasce il Highland Park Single Malt Scotch Whisky, immenso distillato, che come sopra per Islay, la produzione del malto, la distillazione e l’invecchiamento sono totalmente a cura della omonima distilleria.

Da questo punto poi ci sarebbe da parlare dello Speyside, delle Highlands come delle Lowlands e ancora da scoprire le miriadi di microdistillerie sparse ovunque e individuabili grazie ai particolari comignoli che ricordano una pagoda, ci sarebbe da parlare delle caratteristiche del terreno scozzese fatto di torba fossile, della caratteristica dell’acqua scozzese che si usa nella produzione del whisky, ma sono cose che ci lasciamo per l’inverno, adesso godetevi la Caledonia alla scoperta di castelli e valli con la musica delle Cornamuse e un buon bicchiere di Highland Park 12 y.o. (years old) on the rocks in mano.

Salute!

www.visitscotland.com/it-it/

 

* Patron del Wine Bar Co.So. Cocktails & Social, nel quartiere romano Pigneto (Via Braccio da Montone, 80)