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“Sensational Umbria”, viaggio fotografico


di Asiul

 

Il totem segnaletico della mostra di Mc Curry. (foto Sensational Umbria) Un tappeto di foto luminose in un vuoto scuro: è spiazzante la prima percezione della mostra fotografica di Steve McCurry a Perugia, denominata, non a caso “Sensational Umbria” (www.sensationalumbria.eu). Se la volete vedere, avete tempo fino al 5 ottobre, e ne vale la pena. Credeteci!
Non c’è un percorso fisso in questa mostra: ognuno può costruirsi il suo tra passato, presente e futuro di una regione che a volte soffre del suo stesso “incantato” stereotipo di terra antica e forse un po’ noiosetta.

Vi meraviglierete a scoprire le “tracce di modernità” che ne attraversano il territorio, dall’archeologia industriale alle opere di Alberto Burri (a proposito, la Fondazione dedicata a questo originale artista a Città di Castello è un gioiello con i due siti di Palazzo Albizzini e degli ex Seccatoi del Tabacco, www.fondazioneburri.org), per non parlare della monumentale e conturbante Calamita Cosmica di Gino De Dominicis, collocata nella Chiesa della Santissima Trinità in Annunziata di Foligno, o della nuova metropolitana di Perugia, opera assai controversa di Jean Nouvel.

L'ingresso della mostra nell' ex Ospedale Fatebenefratelli. (foto Sensational Umbria) L'allestimento della mostra nella sala buia. (foto Bruga) Steve Mc Curry con la modella testimonial della mostra. (foto Sensational Umbria)

Il chiostro di Palazzo Albizzini a Città di Castello. (foto Fondazione Burri) La sala VIII di Palazzo Albizzini. (foto Fondazione Burri) L'esterno degli ex Seccatoi di Tabacco, in primo piano la scultura Grande Ferro Sestante, 1982. (foto Fondazione Burri)

La sala E degli ex Seccatoi. (foto Fondazione Burri) I piccoli convogli della minimetro di Perugia. (foto Bruga) Grande affluenza di pubblico all'UmbriaJazz. (foto Fondazione di Partecipazione Umbria Jazz)

La scalinata a spirale di Palazzo della Penna a Perugia. (foto Centro Cultura Contemporanea) Una delle sei lavagne di Joseph Beuys  in mostra a Palazzo della Penna. (foto Centro Cultura Contemporanea) Il caffè-libreria Bioo all'interno di Palazzo della Penna. (foto Bruga)

Insomma, non soltanto dolci colline, monasteri, conventi, feste medievali, che già da soli sono un richiamo ricorrente in questa regione. Al grande fotografo statunitense, che alterna i reportage di guerra a lavori meno rischiosi, non sono sfuggite altre attrattive del cuore verde d’Italia: gli aspetti più avventurosi e nascosti della natura, quali il rafting in Valnerina o le grotte sotterranee del Monte Cucco, le moderne tradizioni musicali, prima fra tutte Umbria Jazz (www.umbriajazz.com), oppure, immancabili, i tanti sapori, basati non solo sull’antica sapienza dei norcini, ma anche su tartufo, oli e vini pregiati e prelibato pesce di lago. Quello del Trasimeno, altra perla da inanellare in questo girovagare fotografico. Il viaggio di McCurry non trascura nemmeno l’opera umana del fare: emozionante l’abilità delle dita colta in una raffinata foto che ritrae una donna al telaio, per citare solo una delle numerose testimonianze del rinnovato artigianato umbro.

Della mostra sono interessanti non solo il contenuto, ma anche i due contenitori: l’ex ospedale Fatebenefratelli e il museo di Palazzo della Penna, lodevoli esempi di valorizzazione e reinterpretazione di antichi edifici perugini. Il secondo, in particolare, è diventato un vero e proprio centro di cultura contemporanea, con due raccolte sorprendenti: quella dedicata al maestro futurista umbro Gerardo Dottori e l’altra, molto intrigante, delle sei lavagne che Joseph Beuys, icona dell’arte primitiva del novecento, realizzò a Perugia nel 1980. Il Palazzo della Penna offre al visitatore anche l’opportunità di una sosta gourmet grazie al caffè-libreria BIOO; qui è possibile assaporare ottimi panini, formaggi e salumi di qualità e degustare grandi vini e bollicine. Cosa volete di più dalla vita?

www.regioneumbria.eu







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