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Sarà presto sugli schermi il capolavoro della scrittrice

di Eugenia Sciorilli

Irene Némirovsky con il marito Michel Epstein a Saint Germain nel 1930. (foto Raccolta Guillaume Delaby) Dieci anni fa veniva pubblicata in Francia, con eccezionale successo, un'opera postuma di Irène Némirovsky che la casa editrice Adelphi avrebbe fatto uscire in Italia con il titolo Suite francese nel 2005. La casa cinematografica Universal acquisisce i diritti l'anno seguente, e nel 2013 vengono girate le scene del film grazie al regista Saul Dibb, che ha anche firmato la sceneggiatura insieme a Matt Charman. È ormai prossima l'uscita sugli schermi di questo film che ha conservato il titolo originale, e che proporrà, tra gli interpreti, anche Kristin Scott Thomas.

Irène Némirovsky è una delle figure più affascinanti e controverse della letteratura europea del Novecento. Nata a Kiev da agiata famiglia l'11 febbraio 1903 (il padre era un banchiere costretto a fuggire dalla Russia dopo la rivoluzione bolscevica), si trasferì in Francia ancora giovanissima, si laureò alla Sorbona, si sposò con Michel Epstein, ebbe due figlie, cominciò a pubblicare libri, ma a causa delle sue origini ebraiche venne catturata dai nazisti e deportata ad Auschwitz, dove morì neppure quarantenne il 17 agosto 1942.

David Golder, primo romanzo della scrittrice ucraina, copertina Adelphi 2006. Il vino della solitudine, scritto dal 1933 al 1935, ultima edizione Adelphi 2013. Il capolavoro Suite francese pubblicato da Adelphi nel 2005 e giunto alla sua sedicesima edizione. Olivier Philipponant e Patrick Lienhardt autori de La vita di Irene Némirovsky, Aldelphi 2009. Irene con le figlie sulla copertina di Mirador. Irene Némirovsky, mia madre, Fazi Editore 2011.

Prima di essere arrestata, Irène Némirovsky abbandonò Parigi nel 1941 insieme a marito e figlie per rifugiarsi all'Hôtel des Voyageurs di Issy-l’Evêque, dove alloggiavano anche soldati dell'esercito tedesco. Risale a quel periodo così drammatico la stesura di Suite francese, romanzo che viene scritto con la lucida consapevolezza che il proprio destino è segnato: "Sto scrivendo molto, immagino che saranno opere postume, però almeno mi fanno passare il tempo". La sua tragica fine precede di poco l'uccisione del marito, avvenuta in una camera a gas, sempre ad Auschwitz, nell'autunno del '42.

Harry Baur (David Golder) e Paule Andral diretti da Julien Duvivier nel 1931. (foto UCI) Michelle Williams e Matthias Schoenaerts rispettivamente nei ruoli di Lucille e Bruno nel film tratto dal best seller di Irene Némirovsly, regia di Saul Dibb. (foto TF1 -Entertainment One – The Weinstein Company) Marville, piccolo paese nella Lorena set di una parte del film Suite francese. (foto TF1 -Entertainment One – The Weinstein Company)

L'audiolibro de Il ballo, racconto spiccatamente autobiografico del 1930, letto da Sonia Bergamasco, Emons 2013. Nel dopoguerra, le figlie Denise e Élisabeth custodiscono i manoscritti credendo che siano frammenti di diario, fin quando, casualmente, la figlia maggiore Denise non si accorge che si tratta dei primi due capitoli di un romanzo mai finito. Il film diretto da Saul Dibb propone la storia d'amore che ha ispirato il secondo capitolo, ambientata proprio durante l'occupazione tedesca della Francia nella seconda guerra mondiale. Con un'intuizione profetica, Irène Némirovsky paragonò l'opera che stava scrivendo - e che sarebbe stata tradotta in 38 lingue, con milioni di copie vendute in tutto il mondo - a un film che doveva avere "unità, tono e stile".

www.adelphi.it


 



 



 

 

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