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Un libro un’isola: Santorini
 “L' uomo di Atlantide.
Vita, morte e misteri dell'archeologo di Santorini”

di Mario La Ferla (Nuovi Equilibri)


di Bruga

Il libro indagine di Mario La Ferla, Nuovi Equilibri 2003. Questo romanzo-inchiesta, ispirato a una controversa figura di archeologo greco del Novecento, può essere la chiave per approdare a Santorini non solo sull’onda delle suggestioni vacanziere ma anche alla scoperta di un’isola centrale nella storia antica del Mediterraneo. Basti pensare alla recente scoperta, o meglio ipotesi, di due egittologi statunitensi, secondo i quali, come riporta “La Stampa” del 4 aprile scorso, lo scoppio del vulcano di Santorini poco prima del 1600 A.C. “non distrusse soltanto la civiltà minoica, ma ebbe conseguenze in Egitto e ancora più lontano. Anche la civiltà babilonese ne fu fortemente indebolita...”
Insomma, chi oggi ammira estasiato il tramonto sulla caldera o l’incredibile cromatismo in tutte le sfumature del bianco o del blu tipiche dell’isola, deve fare uno sforzo per immaginare la catastrofe che, con l’eruzione del vulcano di quasi 4 mila anni fa, indebolì le civiltà più fiorenti dell’epoca e annientò sia Creta che l’antica Fira, cioè la splendida capitale dell’antica Santorini, a pochi chilometri dall’odierno villaggio di Akrotiri e da lidi famosi come la Spiaggia Rossa.

Il bello di Santorini è che offre tutto: un aeroporto che, almeno nei sei mesi da aprile a ottobre, è raggiunto da voli diretti (e spesso low cost) da tutta Europa; un porto al quale approdano ogni giorno navi veloci dal Pireo; una posizione che favorisce collegamenti con tutte le altre Cicladi; spiagge di sabbia e lidi sulle rocce; movida sfrenata e tranquillità estrema; vini importanti e cucina semplice ma genuina; infine, un rapporto qualità-prezzo che – sapendo scegliere – è molto conveniente, anche se non mancano decine di alberghi da mille euro a notte!

Particolare degli scavi nel sito archeologico dell'antica Fira. (foto Bruga) Le acque cristalline della Spiaggia Rossa. (foto Turismo Nazionale Ellenico) L'approdo nel porto di Nea Kameni. (foto Bruga)

La spiaggia di Palea Kameni circondata da rocce vulcaniche. (foto Bruga) Il porticciolo dell'isola di Thirasia. (foto Bruga)

I muli, tradizionali mezzi di trasporto di Thirasia. (foto Bruga) Veduta panoramica sulla Caldera. (foto Bruga)

Infine, il visitatore che non si accontenti di sole e mare può trovare due siti archeologici di alto livello, dei musei interessanti e un artigianato di qualità. Ecco perché all’isola dedicheremo questa e altre puntate, nella speranza di invogliarvi a conoscerla o a tornarvi.

E allora, cominciamo con le spiagge, nelle quali fino a ottobre si può andare senza problemi, con l’unica eccezione delle giornate ventose, durante le quali è meglio stare in albergo a leggere un bel libro …

Fra le più belle, o almeno meglio organizzate, Perìvolos: arrivando non notate niente di diverso dall’Italia, e cioè lettini e ombrelloni in quattro o cinque file, docce e cabine per cambiarsi. Il bello è che tutto è gratuito: unico obbligo, consumare qualcosa nel bar alle spalle del tratto di spiaggia prescelto. Alla fine, è un bel risparmio, soprattutto per le famiglie con bambini. Tutto molto tranquillo e pulito, peraltro.

Ma almeno una giornata dev’essere dedicata alla gita in nave all’interno del grande vulcano sommerso: si parte dal porto di Athinios, in genere, e si approda all’isola di Nea Kameni dopo un’oretta. Siete su un ammasso di lava, lapilli e cenere, fra mille bocche vulcaniche spente ma assolutamente affascinanti. Seconda tappa a Palea Kameni, dove d’estate si fa il bagno nell’acqua riscaldata dalle fumarole. Meno interessante, ma comunque uno spettacolo.

Il piccolo porto di Oia. (foto Bruga) Il villaggio di Oia costruito sul bordo della Caldera. (foto Bruga) L'interno di una tradizionale casa cicladica. (foto Turismo Nazionale Ellenico)

Il fantastico panorama dalla terrazza della Caldera View Villa. (foto Caldera Villa)

L'elegante arredamento delle stanze della Lilium Santorini Villa a Fira. (foto Lilium Villa) Tramonto sulla terrazza con piscina del 270 Oia View. (foto 270 Oia View)

Poi una navigazione un po’ più lunga, e si arriva sul bordo occidentale del vulcano, in parte sommerso: è l’isola di Thirasia, dove i pochi luoghi abitati, a parte il porticciolo, si raggiungono con stradine a tornanti che si arrampicano sulla falesia nera. E ad arrampicarvi sarete anche voi: una passeggiata magari un po’ faticosa col caldo di agosto, ma di sicuro fascino. Se proprio non ve la sentite di farla a piedi, prendete un passaggio sul dorso dei muli che da secoli fanno la spola per far salire e scendere bagagli e persone …

Ultima tappa, Oia (detta anche Ia, a Santorini), la capitale mondana dell’isola. Al tramonto, mentre migliaia di persone si accalcano in ogni centimetro quadro esposto a ovest, vi sembrerà di essere al festival di Cannes durante il rito del red carpet! E qui, per questo mese, ci lasciamo.

1 - continua

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