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A Tavola con lo Chef

 


 

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... Ovvero, Sperlonga e il suo fascino discreto

 

di Max D’Addezio *

 

Chissà perché, ma i tempi di andata e ritorno per Sperlonga non coincidono mai, e sì che la strada è tutta in piano! Forse perché nell'andare non vedo l'ora di arrivare (quindi faccio la Pontina) ma nel tornare, siccome non vorrei tornare, me ne vengo su piano piano (via Appia) passando per i Castelli Romani?

Sperlonga, che è attaccata alla terra ferma, ha un'impeccabile quanto affascinante aura da "isola", è una gemma incastonata nel nulla del sud del Lazio, tra cento serre e qualche monte, a metà strada tra Roma e Napoli, che t'aspetta sul suo leggiadro promontorio e nasconde bene i suoi segreti vicoli che ti fanno innamorare scalino dopo scalino.

Il nucleo antico della cittadina arroccata su uno sperone a picco sul mare. (foto Comune di Sperlonga) Veduta aerea del porticciolo turistico. (foto Comune di Sperlonga)

La cinquecentesca Torre Truglia sulla punta del promontorio.(foto Sperlonga Turismo) La piazzetta principale del centro storico. (foto Comune di Sperlonga) Un tipico vicolo su cui si affacciano case bianche di gusto mediterraneo. (foto Comune di Sperlonga)

Le rovine della villa imperiale di Tiberio. (foto Comune di Sperlonga) La grotta naturale di Tiberio. (foto Comune di Sperlonga)

Quando lasci la statale e ti dirigi verso il borgo, arrivi nel corso principale, dove c’è un avveniristico parcheggio per auto ricavato al di sotto del piano stradale e solo poi sei accolto da una grande piazza un po' anonima a dire il vero, stile Italia anni 60, con la chiesa da una parte e l’ufficio postale di fronte, diciamo così, un’allegorica rappresentazione di un dubbio amletico: dove li porto i soldi?

Poi a mano a mano che si prosegue, la strada si restringe e le casette di due o tre piani, diventano un contorno che di giorno ti protegge dal sole e di notte acquista un fascino onirico, districandosi in un dedalo di piccoli vicoli collegati tra di loro da invisibili passaggi, contorto un po’ come l’animo umano. Ci si può intrufolare quanto si vuole, e più ti inoltri e più esci dal tempo, fluttuando in un atmosfera bianca, fatta di case sovrapposte ad altre, dove sembra che i piani alti tendano il collo sulle costruzioni più basse per poter meglio guardare il mare.

Il mare, che sembra così vicino, invece è un traguardo da conquistarsi, a suon di scale, scalette, discese e discesette. Chi bello vuole apparire un poco deve soffrire, diceva una signora appena uscita dallo studio di un chirurgo plastico, e così è anche il destino di Sperlonga, che ha un mare splendido (bandiera blu, ma di questo ne parliamo dopo), soprattutto la baietta a sud, come dicevo, da conquistare scendendo o con una lunga digressione a lastroni, circondati da vegetazione, che ti accompagna fin dietro la spiaggia, o attraverso le infinite scale incastrate tra i palazzetti (scelta consigliata), circondati da scorci meravigliosi di vita locale e sprazzi di vista del mare.

Una volta arrivati sulla sabbia di color sabbia (avete presente quando qualcuno dice “ho comprato una tovaglia color sabbia” oppure “gli interni della mia macchina sono di color sabbia”), con le mani piene di spine perché tutti tentano di raccogliere i milioni di fichi d’india che costeggiano l’ultima parte della camminata, si potrà scegliere tra ogni tipo di offerta da parte degli stabilimenti balneari.

Il “Must” è rappresentato da Lido Rocco, dove se sei un “ V.I.P.” non puoi non andare. Poi c’è lo stabilimento fashion, quello con tutti gli spazi per fare sport e quello con le capannine al posto degli ombrelloni per l’ozio totale, la spiaggia del campeggio e ovviamente la spiaggia libera.

La tiella gaetana nella variante di Sperlonga. (foto Comune di Sperlonga) Insalata di pasta del Lido Rocco. (foto Comune di Sperlonga) Il nuovo moscato di Terracina Doc della Cantina Sant'Andrea di Borgo Vodice. (foto Cantina Sant'Andrea

La mattina si mangia in spiaggia, o con un pezzo di tiella gaetana, una sorta di torta salata tipica della zona di Gaeta, con ripieno di scarola e acciughe oppure polipetti in guazzetto o altri prodotti della tradizione culinaria locale, o si può scegliere un pezzo di pizza rossa comprata dal fornaio che vende direttamente in spiaggia, o altrimenti spaghettino con le Vongole e soglioletta sulla piastra, il tutto accompagnato da un buon e fresco moscato di Terracina.

La ristorazione di Sperlonga non riserva chissà quali sorprese, se non alcune punte d’eccellenza come Mudejar, che non si merita affatto il primo posto di trip (lo dico sarcasticamente, perché di solito su quel sito di segnalazioni turistiche ai primi posti ci sono gelaterie e paninoteche), dove la fantasia e il buon gusto si sono incontrati. Per il resto preparatevi a rombi con le patate, spigole e fritturine di calamari e gamberi, che non fanno mai male a nessuno, e che in vacanza per una settimana o per un week end ci stanno pure bene.

Secondo me il modo migliore per godersela è affittare un “appartamentino”, che ha di contraltare il “prezzone”, perché solo così facendo ci si riesce a godere tutta l’atmosfera dell’”isola che non è”, con incluso poca acqua dalla doccia e qualche geco che ti viene a far visita.

Per quanto riguarda la famosa bandiera blu, il comune ha fatto dei lavori, che sono richiesti per l’assegnazione di tale fregio, tra cui il sistema di raccolta differenziata (che non tutti hanno capito che c’è) e la realizzazione di una pista ciclabile per Nibali, non intitolata al famoso campione italico del Tour de France intendo, ma che solo lui la può percorrere vista la pendenza!

Da ricordare che qui a pochi chilometri c’è anche il parco di Ninfa, oasi WWF e che ottobre è l’ultimo mese per visitarla prima della lunga pausa invernale. Da non perdere assolutamente il tramonto dal versante nord ovest del paese, perché lo spettacolo del Sole che va a dormire dietro al Circeo è semplicemente pieno di bellezza.


* Patron del wine bar Co.So. nel quartiere romano Pigneto (Via Braccio da Montone 80)