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Un'eccezionale esposizione al Palazzo Reale di Milano

 

di Eugenia Sciorilli


A 62 anni di distanza dall'ultima mostra a lui dedicata, Vincent Van Gogh torna a Milano: il Palazzo Reale ospita dal 18 ottobre una retrospettiva intitolata "Van Gogh. L'uomo e la terra", che il pubblico potrà ammirare fino all'8 marzo 2015. "Se varrò qualcosa più in là, la valgo anche adesso, perché il grano è grano, anche se i cittadini all'inizio lo scambiano per erba". Era stato profetico, Van Gogh, con questa sua frase: dopo una vita di stenti, e una drammatica morte, ha conquistato una celebrità postuma che si è alimentata di generazione in generazione fino ad assurgere a mito dell'arte moderna.

Autoritratto, 1887. (foto Kroller-Muller Museum) Contadini che piantano patate, 1884. (foto Kroller-Muller Museum) Il seminatore, 1888. (foto Kroller-Muller Museum)

La rassegna, a cura di Kathleen Adler (un'esperta del periodo impressionista), presenta una lettura dell’opera di Van Gogh del tutto inedita: la terra e i suoi frutti, l’uomo al centro del mondo reale, la vita rurale e agreste strettamente legata al ciclo delle stagioni.
L'allestimento si avvale di oltre cinquanta opere, con tele provenienti per la maggior parte dei casi dal Kröller-Müller Museum di Otterlo, ma anche da altri musei sparsi in varie parti del mondo e da collezioni private normalmente inaccessibili: un’occasione unica per approfondire, attraverso gli occhi dell’artista, il complesso rapporto tra l’essere umano e la natura che lo circonda.

Natura morta con patate, 1888. (foto Kroller-Muller Museum) La vigna verde, 1888. (foto Kroller-Muller Museum) Veduta di Les Saintes-Maries-de-la-Mer, 1888. (foto Kroller-Muller Museum)

In un’epoca in cui la maggior parte degli artisti rivolgeva lo sguardo al paesaggio urbano, frutto dell’industrializzazione europea della fine del XIX secolo – come accadeva appunto per i neoimpressionisti Seurat e Signac – Van Gogh sposta la sua attenzione verso il paesaggio rurale e il mondo contadino, ritenendo la vita semplice della campagna un soggetto di una nobile e sacra accezione, e i lavoratori della terra figure eroiche e gloriose.

Paesaggio con covoni di grano e luna che sorge, 1889. (foto Kroller-Muller Museum) Natura morta con piatto e cipolle. (foto Kroller-Muller Museum) Tronchi d'albero nell'erba, 1890. (foto Kroller-Muller Museum)

La vita e le mansioni della tradizione agreste diventano per lui materia di studio: dai primi disegni realizzati in Olanda fino agli ultimi capolavori dipinti nei pressi di Arles, Van Gogh esprime la propria affinità verso gli umili, immedesimandosi con loro e rappresentando il loro dignitoso contegno.
In definitiva, un'esposizione originale e per molti versi straordinaria, da inserire in un'ideale lista di appuntamenti con l'arte per l'autunno o l'inverno.

www.vangoghmilano.it