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A TAvola con lo Chef


 

 

 

 

 

 

dell’Astrologa Martina



Proietti racconta la sua vita nel libro Tutto sommato – qualcosa mi ricordo, Rizzoli 2013. Il segno dello Scorpione è il segno natale di uno dei più apprezzati attori italiani: Gigi Proietti.

"Il prossimo!" chiamò ad alta voce il più anziano dei componenti della commissione d'esame, seduto insieme agli altri dietro un tavolone di legno sopra il palcoscenico. "Dunque, ci dica, quale opera degli autori indicati dal programma desidera commentare?" chiese rivolgendo uno sguardo da sopra gli occhiali al giovane magro e allampanato che intanto gli era comparso davanti. Il ragazzo, che si era presentato a quel provino del Centro Universitario Teatrale quasi per gioco, non aveva preparato nulla, ma non si perse d'animo: si aggrappò al ricordo di uno sceneggiato visto in TV qualche sera prima ed esclamò, con la sua profonda voce di basso: "Parlerò di Come le foglie, di Giuseppe Giacosa".

La sua scelta, per la verità piuttosto estemporanea, venne attribuita a una passione per il genere melodrammatico e così quel giovane aspirante attore riuscì a guadagnare l'accesso alla prova pratica. Si ritrovò a dover leggere un brano da un dialogo amoroso rivolgendosi a una partner con il viso coperto di brufoli... ma fece del suo meglio e alla fine lei, con lo sguardo trasognato, gli sussurrò: "Sai che sembri Giorgio Albertazzi?". La commissione esaminatrice ricevette una buona impressione dalla prova, la selezione fu superata e quello studente di Giurisprudenza fu ammesso al seminario didattico del CUT, tenuto da attori prestigiosi come Arnoldo Foà, Giancarlo Sbragia, Giulietta Masina, seminario che frequentò da subito con impegno e serietà.

Gli amici del gruppo musicale con cui si esibiva in qualità di cantante dalla voce "ritmico-melodico-moderna" nei locali notturni romani, per schernirlo cominciarono a chiamarlo Enrico Maria Gigi, parafrasando il nome di Enrico Maria Salerno. Lui, dentro di sé, fu consapevole sin dall'inizio che il teatro avrebbe fatto irrimediabilmente parte della sua esistenza, consapevolezza confermata negli anni dalla sua sfolgorante carriera, che rese Luigi "Gigi" Proietti uno degli attori più popolari, versatili e brillanti che abbiano calcato le scene del teatro italiano.

Proietti nel 1976 con Enrico Montesano e Francesco De Rosa nel film Febbre da cavallo di Steno, dvd Cecchi Gori Home Video. Monica Vitti e Gigi Proietti sono Floria Tosca e Mario Cavaradossi nel film di Luigi Magni del 1973, dvd Rai Cinema e 01 Distribution. Proietti e Stefania Sandrelli nell'amatissima fiction Rai Il Maresciallo Rocca, dvd 01 Distribution.

La prima opportunità di lavoro arrivò da Giancarlo Cobelli, suo insegnante di mimo, che lo inserì nella sua compagnia, che girava l'Italia in estenuanti tournée. Terminata questa esperienza, decise poi di dedicarsi al cosiddetto "teatro d'avanguardia", molto in voga in quegli anni, recitando nei teatrini off della Capitale, dove sperimentava testi contemporanei. Per sopravvivere si dedicò intensamente al doppiaggio, che ha molto amato e che occasionalmente pratica tuttora.

Il grande salto, tuttavia, fu rappresentato dal ruolo ottenuto nel musical Alleluja Brava Gente, per il quale fu chiamato da Garinei e Giovannini a sostituire Domenico Modugno. Lo spettacolo debuttò al Sistina di Roma nel 1972 e il pubblicò gli tributò un successo enorme. Nel 1976 andò in scena con il suo famoso e rappresentatissimo one-man-show, "A me gli occhi, please"; lo spettacolo fu un tale successo che Fellini si recò a vederlo ben nove volte ed Eduardo de Filippo, alla fine della rappresentazione, si recò sotto il palcoscenico a baciare le mani di Gigi, che scoppiò in lacrime.

L'allora sindaco di Roma, Argan, che era anche critico teatrale, vi condusse tutto il personale diplomatico americano di stanza a Roma, il che valse a Proietti una recensione entusiastica sul Newyorker. In "A me gli occhi, please" Gigi presenta un repertorio rimasto nell'immaginario collettivo, che spazia dal monologo di Amleto alla lezione di educazione sessuale, dalla canzone delle cose morte di Petrolini a maschere esilaranti come Toto, Pietro Ammicca, il vecchietto delle fiabe.

Se la sua modalità espressiva originalissima e tutta improntata sulla fisicità, l'iperbole, l'esasperazione ha funzionato benissimo in teatro, ha però rappresentato un limite nelle sue apparizioni televisive e cinematografiche, nelle quali gli era impossibile ricreare quella magica alchimia che lega il mattatore al suo pubblico "in carne e ossa". La fiction "il Maresciallo Rocca", andata in onda per cinque stagioni sui canali Rai, ha regalato a Proietti, nella maturità, l'affermazione televisiva, proprio perché il protagonista da lui impersonato era un eroe minore, un sottufficiale dei Carabinieri di provincia, uomo solido e discreto, non certo sopra le righe.

Per quanto riguarda il cinema, rimane celebre la sua interpretazione dell'"indossatore morto di fame" Bruno Fioretti detto Mandrake, appassionato di ippica, nel film di Steno del 1976 Febbre da cavallo, che è diventato nel tempo un cult movie per estimatori della commedia leggera all'italiana.

Intenso è stato l' impegno di direttore e insegnante del suo Laboratorio di Esercitazioni Sceniche, sorto all'interno del teatro Brancaccio; la scuola di recitazione fondata da Proietti ha dato i natali artistici ad attori che hanno raggiunto poi una certa notorietà, come Giorgio Tirabassi, Chiara Noschese, Flavio Insinna, Rodolfo Laganà, Francesca Reggiani, Enrico Brignano e altri ancora.

Direzione artistica a Gigi Proietti per il Silvano Toti Globe Theatre di Villa Borghese a Roma. (foto Globe Theatre Fondazione Silvano Toti) Voce narrante della fiaba musicale di Prokofiev Pierino e il Lupo, Orchestra Sinfonica diretta da Michelangelo Galeati. Proietti con Marco Marzocca in una scena della fiction Una pallottola nel cuore di Luca Manfredi. (foto Rai Fiction)

Molto riservato sulla sua vita privata, vive da quasi cinquanta anni con la svedese Sagitta Alter, conosciuta a Roma quando lei aveva sedici anni ed era guida turistica, dalla quale ha avuto due figlie, Susanna e Carlotta, anche loro impegnate nel mondo dello spettacolo.

Nato il 2 novembre 1940 sotto il segno dello Scorpione, l'attore, regista, cantante, comico, doppiatore Gigi Proietti ne incarna alcune delle caratteristiche fondamentali: la creatività, la personalità attraente e magnetica, il dinamismo, la riservatezza, la forza di volontà. Dal suo ascendente in Vergine gli derivano l'attenzione ai dettagli e un certo perfezionismo, come pure l'inclinazione a mettersi in discussione. Venere in Bilancia presente nel tema natale di Gigi Proietti ne esalta la capacità artistica, l'abilità oratoria e la sensibilità estetica; Giove in Toro nella sua carta del cielo favorisce la popolarità e il successo professionale, ottenuti anche grazie a un carattere simpatico e accattivante.

Scorpione, segno zodiacale di Gigi Proietti. In questi giorni è in onda su RaiUno con una nuova serie televisiva ("Una pallottola nel cuore") in cui interpreta un giornalista d'inchiesta, e se il suo vero amore è sempre stato il teatro, la fiction gli ha dato comunque una grande popolarità. Quando gli chiedono se pensa di tornare in TV stavolta con uno spettacolo vero e proprio, uno dei suoi one-man-show, Proietti risponde "mah! Mi sembra di essere King Kong: Il ritorno di Gigi 2... la verità è che il pubblico della televisione fa un po' paura". Forse uno dei suoi punti di forza è sempre stato proprio questo rifiuto di adagiarsi sul favore del suo pubblico, conscio della difficoltà di "ipnotizzarlo" nuovamente ogni sera ma consapevole di poterci riuscire.

 

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