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Un libro un’isola: Santorini
 “Le colonne d’Ercole” di Sergio Frau


di Bruga

 

Il libro-inchiesta di Sergio Frau. Un volume di una dozzina d’anni fa, ormai introvabile, del quale resta una sintesi nei numerosi articoli di Repubblica che trovate facilmente in internet. In essi, oltre che nel libro, l’autore sintetizza la sua teoria: Santorini non sarebbe la mitica Atlantide, che invece potrebbe essere la Sardegna, peraltro terra di origine dell’autore. Una tesi affascinante, tutta da dimostrare, ma che peraltro nulla toglie al fascino attuale dell’isola cicladica, importantissima anche e soprattutto dal punto di vista archeologico.

Due i siti da visitare, molto diversi fra loro ma ugualmente affascinanti. Il primo si trova nella zona meridionale, a pochi chilometri dal villaggio di Akrotiri: ci si arriva anche a piedi, oppure con gli autobus di linea, lussuosi ma un po’ cari (e sovraffollati in piena stagione) che partono da Fira. La città preistorica di Akrotiri risale al 1650-1500 avanti Cristo, ma fu abitata fin dal quinto millennio AC. Gli scavi iniziarono nel 1967, e solo di recente si è conclusa la messa in sicurezza dell’area, finanziata da fondi europei. Adesso quel che resta di questa metropoli dell’antichità è coperto da un tetto che assicura le corrette condizioni bioclimatiche per la conservazione dei reperti e il prosieguo degli scavi. La vita degli abitanti fu tormentata: terremoti ed eruzioni misero di volta in volta a rischio questa ricca e prospera città, dotata di fognature, acqua corrente e di stuoli di artisti impegnati nelle decorazioni, fino all’abbandono definitivo in concomitanza con la fine della vicina civiltà minoica, probabilmente a causa della disastrosa eruzione proprio del vulcano di Santorini.

Uno scorcio di mare visto dall'antica Thera. (foto Bruga) I resti del colonnato della città di Thera. (foto Bruga) Il sito archeologico di Thera sul Monte Mesa Vouno. (foto Bruga)

Ritrovamenti di ceramiche durante gli scavi di Akrotiri. (foto Municipalità di Thira) Grande vaso con decorazione a basso rilievo conservato nel Museo Archeologico. (foto Antonis Eleftherakis/Municipalità di Thira) Una sala del Santozeum. (foto Antonis Eleftherakis/Municipalità di Thira) Riproduzione della pittura murale dei Giovani pugilatori, Santozeum. (foto Bruga)

L'ingresso del Megaro Gyzi Cultural Center. (foto Antonis Eleftherakis/Municipalità di Thira) La spiaggia di Kamari. (foto Antonis Eleftherakis/Municipalità di Thira) Le attrezzature turistiche della spiaggia di Perissa. (foto Antonis Eleftherakis/Municipalità di Thira)

Gli affreschi provenienti da questo sito si trovano nel centro di Fira, in due musei: quelli autentici sono nel rinnovato museo della Thera preistorica, da non perdere per nessuna ragione. Gli affreschi riprodotti, ma altrettanto belli e ben presentati, nel Santozeum (contrazione di Santorini Museum), che gode anche di una posizione spettacolare. Altro museo da vedere è quello archeologico, con sculture e altri reperti dal sito di Akrotiri e da quello dell’antica Thera. Quest’ultima si trova su una collina rocciosa a qualche centinaio di metri a picco sul mare, fra le spiagge di Perissa e di Kamari. Ci si arriva in auto oppure, se siete ottimi camminatori magari votati al sacrificio, per una strada in salita che vi porta alla biglietteria. Da lì si continua a salire all’interno degli scavi, perché la città fu costruita in altura nel nono secolo avanti Cristo, proprio per sfruttarne la posizione naturalmente protetta. Dopo secoli di prosperità, dimostrata dalla bellezza di alcuni manufatti e dall’impianto urbanistico, fu poi abbandonata nell’ottavo secolo dopo Cristo, e fu ritrovata dagli archeologi tedeschi solo all’inizio del Novecento. Di questo sito vi resteranno negli occhi non solo alcuni dei reperti, come i bassorilievi del Tèmenos di Artemidoro, ma anche i panorami che vi si offriranno durante la visita.

A Fira, poi, dedicate qualche minuto anche al centro culturale Megaro Gyzi, adiacente alla cattedrale cattolica, e non a caso finanziato proprio dalla Diocesi. È bella soprattutto la sede, un’antica casa nobiliare del 1600, appartenuta alla famiglia Ghisi (www.megarogyzi.gr).

Ma questi giri vi faranno venir fame … Cosa e dove mangiare saranno i temi del prossimo articolo!

2 - continua


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A Tavola con lo Chef