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Tante le tappe dall’irresistibile appeal gastronomico

 

di Asiul

 

 

La Piazza Maggiore circondata da portici. (foto Bologna Welcome) In una recente classifica a livello mondiale delle 18 città in cui si mangia meglio, pubblicata sull’Huffington Post, l’unica città italiana inclusa è Bologna, con un ottimo secondo posto. A parte il dubbio valore che hanno queste classifiche, non si può non essere d’accordo con la lusinghiera posizione del capoluogo emiliano-romagnolo.
Sono stata recentemente a Bologna e, vi garantisco, non ci si può sottrarre all’orgia enogastronomica che vi travolge, se solo mettete piede in Via Pescherie Vecchie e nelle strade adiacenti del cosiddetto Quadrilatero, subito alle spalle di Piazza Maggiore. Qui si possono ammirare le tante botteghe storiche ricchissime dei più pregiati prodotti bolognesi e del territorio circostante: dalla mortadella al parmigiano reggiano (con i suoi diversi gradi di stagionatura), dalle infinite varietà di pani e dolci ai tortellini con il loro ripieno decretato dalla “Dotta Confraternita del Tortellino”, a base di lombo di maiale, prosciutto crudo, vera mortadella di Bologna, uova di gallina e odor di noce moscata! In Vicolo Ranocchi, così chiamato perché anticamente residenza delle botteghe dei venditori di ranocchi, è poi imperdibile l’Osteria del Sole (www.osteriadelsole.it), documentata a partire dal 1465, unica storica mescita di vino rimasta a Bologna, un posto di altri tempi, semplice, essenziale, dove, avverte un cartello ben visibile, “la consumazione è obbligatoria”. Meno autentiche ormai le “buche” dei fruttivendoli sempre in Via Pescherie Vecchie, dove si accalcano troppi turisti e con prezzi davvero stellari.

Passeggiata sotto i portici. (foto Bruga) Il monumento al Tortellino della Dotta Confraternita a Castelfranco Emilia. (foto Dotto Confraternita del Tortellino) La sala dell'Osteria del Sole. (foto Bologna Welcome)

L'interno del locale storico Atti in Drapperie.(foto Atti) Il Certosino, una delle specialità di Atti e Figli. (foto Atti) Il bancone della Pasticceria Majani. (foto Bruga)

Scelta di cioccolatini Majani. (foto Majani) La Libreria Nanni sotto i portici S. Stefano. (foto Bologna Welcome)

Ma lasciamo un po’ la gola per goderci una delle piazze simbolo del nostro paese, quella Piazza Maggiore dominata dall’incompiuta facciata della Basilica di San Petronio, che mi ha ricordato l’affollatissimo saluto di Bologna a uno dei nostri più amati cantautori, Lucio Dalla. E bighellonando per le strade del centro, sono capitata all’angolo tra Via D’Azeglio e Piazza dei Celestini proprio sotto la casa di Lucio, inconfondibile per il suo profilo tratteggiato vicino al balconcino. Oggi la casa è stata messa in vendita dagli eredi che desiderano con i proventi allestire un museo dedicato al grande artista. Penso proprio che Lucio se lo meriti!

Ancora qualche passo ed ecco in Via de’ Carbonesi 5 un altro tempio della gastronomia bolognese: siamo da Majani (www.majani.it), erede di quel “Laboratorio delle Cose Dolci” di Teresa Majani che nasce nel lontano 1796, quando la cioccolata esisteva solo come bevanda. La famiglia Majani rappresenta davvero la storia del cioccolato: nel 1832 nasce la scorza, la prima cioccolata in forma solida, e nella seconda metà dell’Ottocento Majani diventa fornitore ufficiale della Real Casa, battendo addirittura la concorrenza piemontese. Non c’è niente di meglio per ricordare questo ghiottissimo tour bolognese che portarsi a casa qualche astuccio di scorze Majani, magari al gusto noir o peperoncino o agrumi.

La decorazione interna della Farmacia Santissima Annunziata in via Orefici. (foto Bologna Welcome) L'insegna del Colombo sulla porta d'ingresso dell'oreficeria Serrazanetti in via Orefici. (foto Bologna Welcome)

La sala del ristorante Carracci al Gran Hotel Majestic. (foto Grand Hotel Majestic) Il piccolo balcone della casa di Lucio Dalla in Piazza de' Celestini. (foto Museo Lucio Dalla) Omaggio a Lucio Dalla sulla serranda di un esercizio pubblico. (foto Bruga)

Per provare le specialità del luogo, consiglio un posto non proprio low cost, ma che merita un assaggio: nel Grand Hotel Majestic “già Baglioni” (www.grandhotelmajestic.duetorrihotels.com) da qualche mese lo chef Giuliano Tassinari, tornato a Bologna dopo aver girato tutto il mondo, propone una cucina bolognese rivisitata e alleggerita, sotto le volte affrescate dalla scuola del Carracci. CIBO e ARTE, un binomio vincente!

www.bolognawelcome.com



 

 




A Tavola con lo Chef