Tweet

 


| HOME PAGE | MERIDIANI E PARALLELI | ASTROLOGIA E DINTORNI | ANNIVERSARI | CALENDARIO | LOUNGE TIME | IL RESORT DEL MESE | LO SCAFFALE | GALLERIA DEL GUSTO | RENDEZ VOUS | ASTERISCHI |
| VARIAZIONI D'AUTORE | PHOTO TIME | SPIGOLATURE | ITINERARI | PROTAGONISTE | RITRATTI DI ARTISTA | NON SOLO HOTEL | ATTIMI DI CINEMA | NEWSLETTER | FORUM | CONTATTI | LINK CONSIGLIATI |

 

 

 

clicca sulle miniature
per ingrandirle

Articoli pubblicati
nella stessa rubrica

 

 

 

A cura di
La Matta, la Saggia e l’Innocente


Non avevo mai veduta Torino, e la trovai deliziosa. L’uniformità degli edifici nelle strade principali produce un colpo d’occhio mirabile.    <em> Carlo Goldoni</em>

Non avevo mai veduta Torino, e la trovai deliziosa.
L’uniformità degli edifici nelle strade principali produce un colpo d’occhio mirabile.

Carlo Goldonii

 

Milano: Il Duomo di Milano

"Renzo, salito per un di que' valichi sul terreno più elevato, vide quella gran macchina
del duomo sola sul piano, come se, non di mezzo a una città, ma sorgesse in un deserto;
e si fermò su due piedi, dimenticando  tutti i suoi guai, a contemplare anche da lontano
quell'ottava meraviglia, di cui aveva tanto sentito parlare  fin da bambino..."  

Alessandro Manzoni
I Promessi Sposi (Capitolo XI)
Nella foto: Il Duomo di Milano


Clusone, Bergamo: Posto sul sagrato della sontuosa Basilica dell’Assunta, <br />l'Oratorio dei Disciplini è famoso soprattutto per l'affresco della parete esterna raffigurante<br /> il trionfo della morte e la danza macabra. Fu edificato tra il 1348 e il 1350 (XIV sec.)

L'arte è la voce della nostra paura della morte.
Senza lo spettro della morte, niente potrebbe essere definito arte.

Andros
Nella foto: Clusone – Bergamo - Posto sul sagrato della sontuosa Basilica dell’Assunta,
l'Oratorio dei Disciplini è famoso soprattutto per l'affresco della parete esterna raffigurante
il trionfo della morte e la danza macabra. Fu edificato tra il 1348 e il 1350 (XIV sec.)

 

Verona: Il balcone della casa di Giulietta

“Non c'è mondo per me aldilà delle mura di Verona:
c'è solo purgatorio, c'è tortura, lo stesso inferno;
bandito da qui, è come fossi bandito dal mondo;
e l'esilio dal mondo vuol dir morte. E quindi
dire esilio è dire morte con altro termine, falso ed improprio;
e tu, a chiamar esilio la mia morte, mi mozzi il capo con un'ascia d'oro,
e sorridi del colpo che m'uccide”.

William Shakespeare
Romeo e Giulietta
Nella foto:Verona - Il balcone della casa di Giulietta

 

È una fata col sole per nimbo, che attrae, che ammalia ma che, a lungo fa venir le traveggole.   <em>Camillo Boito</em>

[L'arte veneziana] È una ghirlanda di fiori olezzanti; è una collana di pietre preziose.
È una cosa lasciva e imponente. È una fata col sole per nimbo, che attrae,
che ammalia ma che, a lungo fa venir le traveggole.

Camillo Boito

 

Genova: Piazza De Ferrari

Con quella faccia un po' così quell'espressione un po' così che abbiamo noi prima di andare a Genova
che ben sicuri mai non siamo che quel posto dove andiamo non c'inghiotte e non torniamo più

Paolo Conte
Genova per noi
Nella foto: Genova - Piazza De Ferrari


Gli errori sono necessari, utili come il pane e spesso anche belli: per esempio, la torre di Pisa.   <em>Gianni Rodari</em>

Gli errori sono necessari, utili come il pane e spesso anche belli:
 per esempio, la torre di Pisa. 

Gianni Rodari


Sempre un villaggio, sempre una campagna mi ride al cuore (o piange), Severino: il paese [la Romagna] ove, andando, ci accompagna l'azzurra visìon di San Marino...   <em>Giovanni Pascoli</em>

Sempre un villaggio, sempre una campagna mi ride al cuore (o piange), Severino:
il paese [la Romagna] ove, andando, ci accompagna l'azzurra visìon di San Marino:
sempre mi torna al cuore il mio paese cui regnarono Guidi e Malatesta,
cui tenne pure il Passator cortese, re della strada, re della foresta.

Giovanni Pascoli

 

Firenze - La cupola del Brunelleschi del Duomo

"Quando sento che mi prende la depressione,
torno a Firenze a guardare la cupola del Brunelleschi:
se il genio dell'uomo è arrivato a tanto, allora anche io posso
e devo provare a creare, agire, vivere."

Franco Zeffirelli
Nella foto: Firenze - La cupola del Brunelleschi del Duomo

 

Gubbio – Palazzo dei Consoli

“.. Quel giorno, dunque, mi trovavo a Gubbio per trarre coraggio e fiducia alla vista delle grandi
opere dell'uomo... mi ero inerpicato per una ripida stradina e dopo aver imboccato una via laterale
quasi pianeggiante mi ritrovai inaspettatamente davanti alla costruzione più imponente della città,
il medioevale Palazzo dei Consoli. Quella vista pose fine a ogni pensiero. Salii sulla grande terrazza,
ridiscesi, osservai e ammirai. E per quel giorno la meraviglia fu tutto. La grandiosa, quasi temeraria
audacia di questa architettura produce un effetto assolutamente sbalorditivo e ha qualcosa
di inverosimile e conturbante. Si crede di sognare o di trovarsi di fronte a uno scenario teatrale
e bisogna continuamente persuadersi che invece tutto è lì, fermo e fissato nella pietra.”

Hermann Hesse, 1907
Nella foto: Gubbio – Palazzo dei Consoli

 

Sole divino [...] possa tu non vedere nulla più grande di Roma  <em>Quinto Orazio Flacco</em> Carmen saeculare17 a.C.

« Alme Sol [...] possis nihil urbe Roma visere maius »
« Sole divino [...] possa tu non vedere nulla più grande di Roma »

Quinto Orazio Flacco
Carmen saeculare17 a.C.

 

Napoli: Castel Nuovo, meglio noto come Maschio Angioino

Da quanto si dica, si narri, o si dipinga, Napoli supera tutto: la riva, la baia, il golfo,
il Vesuvio, la città, le vicine campagne, i castelli, le passeggiate...
Io scuso tutti coloro ai quali la vista di Napoli fa perdere i sensi!

Johann Wolfgang von Goethe
Nella foto: Castel Nuovo, meglio noto come Maschio Angioino

 

Amalfi: Veduta della città e La cattedrale di Sant'Andrea 

"Il giorno del giudizio, per gli amalfitani
che andranno in paradiso, sarà un giorno come tutti gli altri." 

Renato Fucini, 1878
Nella foto: Veduta della città e la cattedrale di Sant'Andrea 

 

Alghero: Torre dello Sperone o Torre di Sulis

Alghero, la città sarda della provincia di Sassari, è anche conosciuta come Barceloneta,
la piccola Barcellona  in quanto divenne dominio aragonese a partire dal 1353 e, tutt'oggi,
continua a mantenere una forte identità catalana sia nella lingua, sia nelle sue tradizioni
e stile architettonico. La sua Rada è nota anche come la Riviera del Corallo,
in quanto nei suoi fondali è presente una enorme quantità di corallo rosso
della qualità più pregiata, pescato tuttora da corallari subacquei.


Così scriveva Paolo Mantegazza nel 1869:

“La pesca del corallo risale ad Alghero a prima del 1372, anno in cui re Don Pietro d'Aragona
 esentò tutti gli abitanti dal pagamento dell'imposta alla quale erano invece assoggettati
i provenzali, i catalani e gli altri stranieri che pescavano il corallo nei mari di Alghero... ”  

E Gaston Charles Vuillier nel 1891”

“Non sono più in Sardegna, ho l'impressione di essere in Catalogna: tutto concorre a rendere
più completa questa sensazione, i volti, le case, il suono delle voci, la lingua stessa.
Vedo alcune "manolas" con il provocante tirabaci, dai capelli corvini con i riflessi turchini,
l'occhio scintillante e con un garofano appuntato sul corpetto, vedo donne vecchie sdentate,
tipici "chaperons". Alcuni uomini passano, con aria un po' altezzosa, una mano sul fianco
come se stessero tenendo il pomo di una spada. Mi rivolgo a queste persone nella loro lingua,
il catalano; sono contenti di conversare con uno straniero
che suppongono appartenere alla loro razza...” 

Nella foto: Torre dello Sperone o Torre di Sulis

 


Custodisca Iddio una casa di Noto, e fluiscano su di lei le rigonfie nuvole! 
Con nostalgia filiale anélo alla patria, verso cui mi attirano le dimore delle belle sue donne.  Ibn Hamdis, "Diwan" (canzoniere), tra l'XI e il XII secolo

«Custodisca Iddio una casa di Noto, e fluiscano su di lei le rigonfie nuvole!
Con nostalgia filiale anélo alla patria, verso cui mi attirano le dimore delle belle sue donne.
E chi ha lasciato l'anima a vestigio di una dimora, a quella brama col corpo fare ritorno...
Viva quella terra popolata e colta, vivano anche in lei le tracce e le rovine! Io anélo
alla mia terra nella cui polvere si sono consumate le membra e le ossa dei miei avi».

Ibn Hamdis,
"Diwan" (canzoniere), tra l'XI e il XII secolo


Ecco la Sicilia: capolavoro della natura, centro d’un mondo, terra illustre, si commovente e si nobile nel suo misterioso destino. Gabriel Hanotoux,

«Palermo, Museo del Mediterraneo: se volete sapere quel ch’è passato su questi flutti azzurri
venite a Palermo. E’ una città deliziosa, una città dolce, una città profumata. Le sue piazze,
le sue vie, i suoi giardini, i suoi monumenti sono magnifici. Ecco la Sicilia: capolavoro della natura,
centro d’un mondo, terra illustre, si commovente e si nobile nel suo misterioso destino».

Gabriel Hanotoux,
Diplomatico dell’Accademia di Francia, 1853 – 1944

 

 

https://www.facebook.com/pages/La-Matta-La-Saggia-e-LInnocente/273720412666824?fref=ts

 

A Tavola con lo Chef