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A Tavola con lo Chef

 

 



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A Ferrara il 2015 sarà all'insegna di una grande mostra

 

di Eugenia Sciorilli


Simbolo di un'intera città, Ferrara, il Castello Estense è uno dei monumenti più belli e rappresentativi dell'architettura urbana del Tardo Medioevo in Italia. Dal 31 gennaio 2015 sarà anche sede di una mostra che non mancherà di attirare il grande pubblico: L'Arte per l'arte. Giovanni Boldini e Filippo De Pisis. Ambedue ferraresi, Boldini e De Pisis animeranno con le loro opere le fastose sale del Castello Estense, opere provenienti dalle collezioni delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Palazzo Massari a Ferrara, quest'ultimo danneggiato dal terremoto del 2012 e attualmente in corso di restauro. A fare da cornice ai dipinti esposti saranno l'appartamento di rappresentanza al piano nobile e i suggestivi "Camerini del Principe", solitamente non aperti al pubblico.

Giovanni Boldini, Fuoco d'artificio – 1890 circa. (foto Studio Esseci/Castello Estense Ferrara) Giovanni Boldini, Ritratto del piccolo Subercaseaux – 1891. (foto Studio Esseci/Castello Estense Ferrara) Giovanni Boldini, La passeggiata al Bois (Ritratto dei coniugi Lydig) – 1909 circa. (foto Studio Esseci/Castello Estense Ferrara) Giovanni Boldini, Marina a Venezia – 1909-10 circa. (foto Studio Esseci/Castello Estense Ferrara) Giovanni Boldini, La signora in rosa (Ritratto di Olivia de Subercaseaux Concha) – 1916. (foto Studio Esseci/Castello Estense Ferrara)

Giovanni Boldini sarà presente in questo allestimento con un percorso espositivo che darà risalto al ruolo di spicco dell’artista nel rinnovamento della pittura italiana e internazionale: innanzitutto le prove nella Firenze dei Macchiaioli, invenzioni di sorprendente immediatezza come Le sorelle Lascaraky; poi la produzione successiva all’approdo nella Parigi degli impressionisti, in cui spiccano brillanti evocazioni delle atmosfere della vita moderna – da Notturno a Montmartre alla Cantante mondana – testimoni del confronto con Degas. Infine, a completare il ventaglio di capolavori firmati da Boldini saranno le icone della sua produzione di ritratti - come il Ritratto del piccolo Subercaseaux, Fuoco d’artificio, la Passeggiata al Bois de Boulogne o La signora in rosa – che sanciscono l’affermazione della cifra stilistica con cui egli si impone come protagonista incontestato della ritrattistica in Europa e oltreoceano. Verranno anche proposti ai visitatori, in un'affascinante sequenza, i volti delle protagoniste della Belle Époque, da Madame Lydig alla Contessa de Leusse a Olivia de Subercaseaux Concha, e degli amici artisti, come Degas, Menzel e Whistler. I Camerini del Principe ospiteranno la seconda parte dell’allestimento, dedicata a un altro straordinario talento ferrarese attivo sul palcoscenico parigino. A illustrare l'estro creativo di Filippo De Pisis saranno le opere entrate a far parte della raccolta ferrarese soprattutto grazie all’attività della Fondazione Pianori e al generoso lascito di Manlio e Franca Malabotta. Aprono la narrazione preziose testimonianze del periodo giovanile, da Natura morta col martin pescatore dipinta a Ferrara prima del trasferimento nella capitale francese, a Le cipolle di Socrate, rivelatore della riflessione di De Pisis su De Chirico e la pittura metafisica.

Filippo de Pisis, Natura morta col Martin pescatore – 1925. (foto Studio Esseci/Castello Estense Ferrara) Filippo de Pisis, La Coupole – 1928. (foto Studio Esseci/Castello Estense Ferrara)

Filippo de Pisis, Il gladiolo fulminato – 1930. (foto Studio Esseci/Castello Estense Ferrara) Filippo de Pisis, I grandi fiori di casa Massimo, 1931. (foto Studio Esseci/Castello Estense Ferrara) Filippo de Pisis, Ritratto di Allegro – 1940. (foto Studio Esseci/Castello Estense Ferrara)

Seguono i capolavori del periodo parigino che raccontano la nascita di un linguaggio altamente personale sviluppato da De Pisis: pure invenzioni liriche, come le nature morte marine e Il gladiolo fulminato, o trascrizioni pittoriche delle brucianti emozioni che l’esperienza della Ville lumière procura al pittore, di cui un esempio è Strada di Parigi. Il cerchio si chiude con la produzione successiva al rientro in Italia, penetranti effigi maschili come il Ritratto di Allegro e poi i commoventi capolavori dell’ultima stagione – La rosa nella bottiglia e Natura morta con calamaio – nei quali la poesia delle immagini si spoglia fino all’essenziale.

Curata da Maria Luisa Pacelli, Barbara Guidi e Chiara Vorrasi, la mostra ospitata al Castello Estense sarà anche una preziosa occasione per presentare al pubblico, attraverso specifici appuntamenti e un info point dedicato, i siti recuperati e valorizzati grazie ai finanziamenti europei, in un percorso ideale dalla città al territorio che comprende i percorsi d’acqua nel parco del Delta.

www.castelloestense.it