| HOME PAGE | MERIDIANI E PARALLELI | ASTROLOGIA E DINTORNI | ANNIVERSARI | CALENDARIO | LOUNGE TIME | IL RESORT DEL MESE | LO SCAFFALE | GALLERIA DEL GUSTO | RENDEZ VOUS | ASTERISCHI |
| VARIAZIONI D'AUTORE | PHOTO TIME | SPIGOLATURE | ITINERARI | PROTAGONISTE | RITRATTI DI ARTISTA | NON SOLO HOTEL | ATTIMI DI CINEMA | NEWSLETTER | FORUM | CONTATTI | LINK CONSIGLIATI |

 

 

 

clicca sulle miniature
per ingrandirle

 

 

Riccione, tra richiami alla storia e rinnovato glamour


di Asiul



Barche da escursione in una cartolina d'epoca. (foto Assessorato al Turismo del Comune di Riccione) In un bel libro di Luciana Castellina di qualche anno fa, intitolato “La scoperta del mondo”, in cui l’autrice ripercorre i suoi anni adolescenziali dal 1943 al 1947, Riccione segna l’inizio di questo appassionante diario. È infatti nella nota cittadina romagnola che il 25 luglio del ’43 la scrittrice si trova a giocare una spensierata partita di tennis insieme ad Anna Maria Mussolini; il gioco delle ragazzine è improvvisamente interrotto dall’arrivo della notizia dell’arresto del padre di Anna Maria. Ho appreso così che Riccione nel ventennio fascista era diventata la meta delle vacanze del Duce e della sua famiglia.

In realtà già qualche decennio prima era iniziato lo sviluppo turistico di quello che era solo un piccolo borgo sulla Via Flaminia. Sembra strano, ma l’avvio del destino di Riccione come località di villeggiatura ha inizio con la costruzione nel 1877 dell’Ospizio Marino, luogo di cura dei bambini scrofolosi, affetti cioè da una particolare forma di malattia similtubercolare! Ad arrivare non sono solo i bimbi malati e i loro parenti; Riccione incomincia a richiamare sempre più persone grazie alla sua posizione sul mare.

L'ingresso principale del Grand Hotel in una cartolina pubblicitaria del 1930. (foto Gran Hotel di Riccione) Salone al pianoterra del Grand Hotel. (foto Gran Hotel di Riccione) La piccola pasticceria del Ristorante Evviva. (foto Ristorante Evviva)

La sala 3 della Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea ospitata nella Villa Franceschi. (foto Assessorato al Turismo del Comune di Riccione) La stanza 101 con affaccio sul Porto Canale de L'Hotel. (foto L'Hotel) Conchiglie e coralli nella decorazione della stanza 102 Mastro Raphael de L'Hotel. (foto L'Hotel)

Particolare della fontana di Tonino Guerra Il bosco della pioggia. (foto Luciano Liuzzi/Associazione Culturale Tonino Guerra) La lunga passeggiata sul lungomare. (foto Assessorato al Turismo del Comune di Riccione) L'originale arredo urbano del lungomare. (foto Ph. Paritani/Archivio Fotografico della Provincia di Rimini)

Nei primi decenni del secolo scorso c’è un primo boom turistico: a quell’epoca risalgono bei villini, alcuni dei quali impreziositi da decori in stile liberty. Uno di questi è Villa Franceschi in Via Gorizia 2, sede dal 2005 della Galleria di Arte Moderna e Contemporanea, che ospita la ricca collezione Arcangeli con varie opere di artisti italiani del secondo Novecento. Al 1929 risale il Grand Hotel (www.grandhotelriccione.it) ancora di innegabile fascino, parzialmente in ristrutturazione, nelle cui pertinenze dalla primavera scorsa ha aperto “Èvviva” ristorante con “dolci e cucina a scarto zero” (www.evvivariccione.it), che ha segnato il ritorno di Andrea Muccioli nel mondo della ristorazione, dopo il divorzio dalla comunità di San Patrignano.

Ancor più recentemente, ha aperto i battenti sul Porto Canale di Riccione un albergo di grande charme chiamato semplicemente “L’Hotel” (www.l-hotel.it), il primo in Italia nel quale alcuni brand internazionali firmano ciascuno il design di una stanza. La cura dei particolari, l’eleganza e l’originalità degli arredi, la dimensione a misura d’uomo hanno fatto del mio soggiorno all’Hotel un momento di grande relax e piacevolezza. Consiglio pure qualche assaggio al Caffè, bar e ristorante dell’albergo, aperto al pubblico, dove si possono gustare piatti sobri e raffinati.

Da non perdere, anche e direi soprattutto fuori stagione, la passeggiata sul nuovo Lungomare completamente pedonalizzato, che dal Porto Canale va a Piazzale San Martino in un tripudio di fontane (tra le quali quella dell’indimenticabile Tonino Guerra “Il bosco della pioggia”), piante aromatiche, aree a prato, passerelle in legno. Insomma, se il “mare mare” non è certo il forte di Riccione, questo chilometro e mezzo di strada tra il mare e gli alberghi, affiancato da una confortevole pista ciclabile, libero dalle macchine e con un suggestivo arredo urbano, è davvero un valore aggiunto, che in Italia raramente si trova.

www.riccione.it


 

 




A Tavola con lo Chef